"Il settore spettacolo sarà l'ultimo a sbloccarsi". Appello di tecnici e artisti pugliesi: "Senza un sostegno mensile falliremo"

Parte da Foggia l'istanza alla Regione sottoscritta da una quarantina di operatori dell'industria culturale. Propongono di trasformare in contribuiti a fondo perduto le risorse in bilancio per eventi e bandi del 2020

Marco Maffei, Giuseppe La Torre e Salvatore Imperio

"È palese che il settore cultura e spettacolo sarà l'ultimo a sbloccarsi e che, senza un'adeguata e celere iniezione di liquidità anche dalle Regioni, subirà una grossa perdita di risorse umane e di aziende". Sono incavolati neri gli operatori dello spettacolo, fermi da fine febbraio a causa della pandemia, fino a data destinarsi. Le misure pensate dal Governo se da una parte sono considerate insufficienti, dall'altra, a causa dei requisiti che non tengono conto delle peculiarità del settore, escludono molteplici figure. Ci sono soprattutto tecnici audio, luci e video, gli 'invisibili' della grande industria culturale, tra i firmatari dell'istanza per l’istituzione regionale di contributi a fondo perduto da destinare agli operatori culturali pugliesi e alla filiera dello spettacolo, inoltrata al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all'assessore Loredana Capone e per conoscenza al ministro per le Attività Culturali Dario Franceschini.

La lettera parte da Foggia ma i firmatari, una quarantina, sono equamente divisi tra la Capitanata e il Barese, capeggiati da Marco Maffei, tecnico del suono, Giuseppe La Torre, tecnico luci e Salvatore Imperio, operatore nella comunicazione culturale. Indicano anche dove pescare le risorse, destinando agli operatori del settore le somme del bilancio regionale per gli eventi culturali e i bandi previsti nel 2020. Nel novero delle figure professionali e dei servizi citati compaiono artisti, musicisti, service, studi di registrazione, etichette discografiche, organizzatori di eventi, uffici stampa in campo artistico, lavoratori della logistica, gallerie d'arte, tecnici e maestranze, noleggiatori. Il lavoro nel 2020 si è praticamente azzerato. Si stanno affidando anche al crowdfunding per sopravvivere e a rappresentarlo è Salvatore Imperio: "Stiamo facendo raccolte fondi per dare una mano agli artisti che non rientrano nemmeno nel bonus del Governo". 

"Gli spettacoli dal vivo e le produzioni collaterali non potranno ripartire per un periodo di tempo indefinito - scrivono - e questo rende insostenibile non soltanto il trimestre marzo, aprile e maggio 2020, ma anche tutte le possibili ipotesi di pianificazione dei lavori futuri. La previsione non ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità è di marzo 2021. Non è difficile capire che, attendendo quella data, il comparto arriverà al fallimento".

Molti hanno investito in attrezzature e innovazione tecnologica, compagnie teatrali e produzioni musicale sono state costrette ad annullare i propri tour e hanno lasciato a casa tecnici, attori, danzatori, musicisti, cantanti e tutte quelle figure e maestranze che già di base hanno contratti intermittenti, senza diritti e tutele.

"Chiediamo - è l'appello - che tutte le aziende, le compagnie, i professionisti e le figure operanti nel settore cultura e spettacolo o nelle filiere connesse, con sede fiscale in Puglia, maturino il diritto ad un sostegno a fondo perduto previsto per ciascun mese in cui i settori spettacolo e cultura sono e saranno stati inibiti dall’emergenza Covid, quindi da marzo 2020 fino alla fine dell’emergenza nel settore". Quantificano anche il contributo mensile: da 1500 euro per i lavoratori autonomi e i professionisti singoli fino ai 3.500 per le Partite Iva con più di 100mila euro di utile netto nel 2019 (2.500 per un fatturato inferiore), e 1.000 euro per gli altri operatori.

Hanno stilato una lista di requisiti, a partire dal possesso della Partita Iva con almeno 12 mesi di attività e operatività; un minimo di 15 giornate contributive documentabili maturate nel biennio 2018/2019; nel campo musicale, almeno due produzioni attive negli ultimi cinque anni senza ulteriori redditi.

"Ora viene chiesto di rispettare il distanziamento sociale, di evitare assembramenti ed è ovvio che quello che vietano è il motore stesso dello spettacolo dal vivo, della cultura, della bellezza. Questa 'chiamata alle arti' rivolta alla Puglia non avremmo mai voluto farla - concludono - ma senza questo sostegno economico integrativo, le realtà del comparto cultura e spettacolo si vedranno costrette a chiudere, già vittime spesso dei ritardi nel ricevere fondi e, in altri casi, fuori da quelli che sono i parametri per accedere ai fondi Fus, extra Fud, ed altri, puntando sempre e soltanto solo sulle proprie forze".

In provincia di Foggia hanno firmato l'appello Betelgeuse & Watt di Matteo Sansone (servizi tecnici per lo spettacolo - Mattinata);  Audio Sistem sas (servizi tecnici per lo spettacolo - Manfredonia), Carlo Francesco Giordano (servizi tecnici per lo spettacolo - Lucera); Omnia Service di Davide Gravina - San Severo; Gennaro Milone (servizi tecnici per lo spettacolo - Apricena); Wildratfilm di Niki Dell’Anno (produzioni video - Foggia); Edrecords di Edgardo Caputo (studio di produzione audio - San Severo); 3G Service di Alberto Fiore (servizi tecnici per lo spettacolo - Foggia); Frequenze Soc Coop. arl (gestione di eventi culturali - Foggia); Associazione di promozione sociale “Arte Fa Re” (organizzazione di eventi culturali - Foggia); Associazione Culturale Mamamà (organizzazione di eventi culturali -Foggia); Antonio Michele Armillotta (servizi tecnici per lo spettacolo - Monte Sant’Angelo); Marco Maffei (produzioni audio, servizi tecnici per lo spettacolo - Foggia); Salvatore Imperio (comunicazione e management, socio della Cooperativa Hypernova - Foggia); Giuseppe La Torre (professionista dello spettacolo, tecnico luci - Manfredonia).

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