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Sabato, 29 Gennaio 2022
Economia

La Corte dei Conti avverte il Comune: “Si faccia di più o sarà dissesto”

A Palazzo di Città è guerra sul rimpasto di giunta, ma i magistrati contabili si pronunciano sulle casse comunali. Tre mesi di tempo per un piano di rientro "valido". O il crack lo decreterà un commissario

Mentre la politica resta incagliata sul nodo assessori in vista dell’annunciato rilancio dell’esecutivo al Comune di Foggia (la VERIFICA dovrebbe concludersi entro fine settimana); mentre il Pd è tutto preso dall’attacco sferratogli in casa da AreaDem che con Sergio Clemente chiede la testa di Castelluccio, Russo e Fiore per fare posto in giunta a giovani ed eletti, e il segretario cittadino, Mariano Rauseo, dal canto suo a rimarcare con forza l’intenzione di riconfermarli (se si andrà verso le storiche “purghe di Nerone” o piuttosto prevarrà la linea rauseiana lo si capirà solo domani nella direzione cittadina); mentre la Sel ha chiesto addirittura manforte ai livelli regionali e l’Unione di Capitanata è pronta a sferrare il colpo di grazia al suo assessore, Matteo Morlino. Insomma, mentre i partiti sono in tutt’altro affaccendati (metti la fatica, ad esempio, di pensare se sia meglio continuare con gli amministratori unici nelle aziende ex municipalizzate o nominare cda politici), a Palazzo di Città piomba l’attesa pronuncia della Corte dei Conti.

A 3 mesi dall‘ultima audizione del sindaco Gianni Mongelli a Bari, il magistrato Luca Fazio mette nero su bianco la situazione economico-finanziaria del Comune di Foggia (l‘analisi è su consuntivo 2009 - preventivo 2010). La strada imboccata per il risanamento - questo in sintesi ciò che dicono i magistrati contabili - è quella giusta ma occorre fare di più. E in fretta. Lo squilibrio oggi è di circa 40 milioni di euro. Subito, dunque, entro 90 giorni - tanto il tempo concesso dalla Corte - un piano di recupero di ulteriori 25 milioni di euro, che aggiunti ai 17 in fase di recupero con i bilanci 2010 (4milioni) e 2011(4 milioni) e il riequilibrio che si appresta ad approdare in aula il 24 ottobre (altri 9 milioni), dovranno riportare la situazione in parità entro e non oltre il 31 dicembre 2012. Un anno e due mesi di tempo.

Ma il piano di rientro, quello subito, entro fine anno. “Faremo leva su alienazioni e ulteriori tagli alla spesa, margini ancora ci sono” fa sapere Carlo Di Cesare, dirigente dell’Ufficio Finanziario, che però avverte: “ancora non ci siamo, la situazione resta pesante” e ricorda l’attesa sentenza della Corte d’Appello su Amica per il riconoscimento dell’amministrazione straordinaria il prossimo 18 ottobre. Sarà quello il vero “giro di boa” per Di Cesare. E come lui la pensano - e lo scrivono, nero su bianco - i magistrati contabili. Oltre a dover fare i conti nel 2012 con 22 milioni di euro circa di tagli ai trasferimenti ministeriali.

Il dissesto, insomma, non è ancora archiviato. Ed è bene che l’amministrazione - e con essa la politica - ottemperi subito alle disposizioni dei magistrati contabili. Di diverso, oggi, infatti, c’è che da quelle scritture non si sfugge più. La deliberazione di dissesto non è più di esclusiva competenza del consiglio comunale. Il decreto legislativo n.149 del 6 settembre scorso, infatti, affida al Prefetto - su richiesta della Corte dei Conti - poteri sostitutivi in materia. Alias, o ci si adegua (ed in fretta) o - se non sarà il consiglio - toccherà al Prefetto di Foggia provvedere a nominare un commissario che lo delibererà al posto dei consiglieri.

Assise avvisata, dunque. Meno pensieri per la giunta e le aziende comunali: ci si concentri sui conti.

 

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