La Corte dei Conti avverte il Comune: “Si faccia di più o sarà dissesto”

A Palazzo di Città è guerra sul rimpasto di giunta, ma i magistrati contabili si pronunciano sulle casse comunali. Tre mesi di tempo per un piano di rientro "valido". O il crack lo decreterà un commissario

Palazzo di Città

Mentre la politica resta incagliata sul nodo assessori in vista dell’annunciato rilancio dell’esecutivo al Comune di Foggia (la VERIFICA dovrebbe concludersi entro fine settimana); mentre il Pd è tutto preso dall’attacco sferratogli in casa da AreaDem che con Sergio Clemente chiede la testa di Castelluccio, Russo e Fiore per fare posto in giunta a giovani ed eletti, e il segretario cittadino, Mariano Rauseo, dal canto suo a rimarcare con forza l’intenzione di riconfermarli (se si andrà verso le storiche “purghe di Nerone” o piuttosto prevarrà la linea rauseiana lo si capirà solo domani nella direzione cittadina); mentre la Sel ha chiesto addirittura manforte ai livelli regionali e l’Unione di Capitanata è pronta a sferrare il colpo di grazia al suo assessore, Matteo Morlino. Insomma, mentre i partiti sono in tutt’altro affaccendati (metti la fatica, ad esempio, di pensare se sia meglio continuare con gli amministratori unici nelle aziende ex municipalizzate o nominare cda politici), a Palazzo di Città piomba l’attesa pronuncia della Corte dei Conti.

A 3 mesi dall‘ultima audizione del sindaco Gianni Mongelli a Bari, il magistrato Luca Fazio mette nero su bianco la situazione economico-finanziaria del Comune di Foggia (l‘analisi è su consuntivo 2009 - preventivo 2010). La strada imboccata per il risanamento - questo in sintesi ciò che dicono i magistrati contabili - è quella giusta ma occorre fare di più. E in fretta. Lo squilibrio oggi è di circa 40 milioni di euro. Subito, dunque, entro 90 giorni - tanto il tempo concesso dalla Corte - un piano di recupero di ulteriori 25 milioni di euro, che aggiunti ai 17 in fase di recupero con i bilanci 2010 (4milioni) e 2011(4 milioni) e il riequilibrio che si appresta ad approdare in aula il 24 ottobre (altri 9 milioni), dovranno riportare la situazione in parità entro e non oltre il 31 dicembre 2012. Un anno e due mesi di tempo.

Ma il piano di rientro, quello subito, entro fine anno. “Faremo leva su alienazioni e ulteriori tagli alla spesa, margini ancora ci sono” fa sapere Carlo Di Cesare, dirigente dell’Ufficio Finanziario, che però avverte: “ancora non ci siamo, la situazione resta pesante” e ricorda l’attesa sentenza della Corte d’Appello su Amica per il riconoscimento dell’amministrazione straordinaria il prossimo 18 ottobre. Sarà quello il vero “giro di boa” per Di Cesare. E come lui la pensano - e lo scrivono, nero su bianco - i magistrati contabili. Oltre a dover fare i conti nel 2012 con 22 milioni di euro circa di tagli ai trasferimenti ministeriali.

Il dissesto, insomma, non è ancora archiviato. Ed è bene che l’amministrazione - e con essa la politica - ottemperi subito alle disposizioni dei magistrati contabili. Di diverso, oggi, infatti, c’è che da quelle scritture non si sfugge più. La deliberazione di dissesto non è più di esclusiva competenza del consiglio comunale. Il decreto legislativo n.149 del 6 settembre scorso, infatti, affida al Prefetto - su richiesta della Corte dei Conti - poteri sostitutivi in materia. Alias, o ci si adegua (ed in fretta) o - se non sarà il consiglio - toccherà al Prefetto di Foggia provvedere a nominare un commissario che lo delibererà al posto dei consiglieri.

Assise avvisata, dunque. Meno pensieri per la giunta e le aziende comunali: ci si concentri sui conti.

 

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