Il Covid-19 mette a rischio i servizi per i cittadini. "A giugno sarà drammatico". Dal Gargano crociata per un fondo ristoro

L'assessore al Bilancio della città dei due siti Unesco, Generoso Rignanese, si accoda all'appello di Decaro (Anci): "A giugno la situazione diventerà drammatica". Meno entrate e minore capacità di spesa per gli enti locali.

Generoso Rignanese

I Comuni invocano una Cura. L'effetto domino generato dall'emergenza Covid-19 rischia pericolosamente di travolgerli, a scapito dei cittadini. La minore capacità di spesa degli enti locali, causa gettito ridotto, può far saltare il sistema. A lanciare l'Sos, qualche giorno fa, è stato il presidente dell'ANCI, Antonio Decaro: "È necessaria e urgente una immediata iniezione di entrate straordinarie, compensative delle minori entrate proprie, per chiudere i bilanci in pareggio effettivo e non solo apparente". Le ripercussioni potrebbero manifestarsi plasticamente prima dell'estate. Il Comune di Monte Sant'Angelo si è associato all'appello del sindaco di Bari, alla guida dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani: "Sono a rischio i servizi per i cittadini". La Città dei due Siti Unesco rientra nella categoria dei comuni virtuosi: il bilancio è sano, ma la coperta è sempre troppo corta e i margini risicati. Figurarsi per i comuni deficitari e dissestati, indebitati, commissariati o in regime di salva enti. L'assessore al Bilancio del Comune di Monte Sant'Angelo, Generoso Rignanese, prima del lockdown, aveva già interpellato il Governo.

Rischia anche un Comune 'virtuoso' come Monte?

Rischia anche un Comune come il nostro perché il termine virtuoso si usa per i Comuni che non fanno ricorso alle anticipazioni di tesoreria per i pagamenti quando ancora non si incassa nulla e quindi possono utilizzare la propria cassa. In questo momento, tutti hanno il problema della spesa corrente che garantisce i servizi. Attualmente, tutti i Comuni d'Italia generalmente coprono l'85% circa del proprio bilancio con i tributi dei cittadini e cioè con la Tari, la Tasi, l'imu e così via. In questa situazione, con bar, alberghi, ristoranti chiusi, persone che hanno perso il posto di lavoro in queste settimane, in cassa integrazione o che non vengono pagate è chiaro che il pagamento del tributo passa in secondo piano. Il problema è che dalla spesa corrente si garantiscono tutti i servizi alla città, e cioè la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, il pagamento degli stipendi ai dipendenti, l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle scuole, il servizio scuolabus, solo per citarne alcuni. Almeno i servizi essenziali vanno garantiti e se vengono a mancare delle entrate importanti, come si presume avverrà quest'anno, c'è il rischio per tutti i Comuni che si chiuda con un disavanzo il bilancio del 2020. Questa è la preoccupazione. Tant'è vero che noi già prima che scoppiasse la crisi, il 4 marzo, ci facemmo promotori della richiesta all'Anci, al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di istituire un fondo di ristoro per i Comuni, anche perché bisognerà capire quanto durerà questa emergenza. Bisognerà vedere lo Stato quali risorse avrà.

L'impatto quando si vedrà effettivamente? Quando scoppierà il bubbone?

I primi segnali secondo me si stanno già vedendo, perché ho notizia di Comuni che in 10-15 giorni non stanno incassando quasi niente. Ma questo è un periodo relativamente importante. Quando poi bisognerà iniziare a pagare le rate della Tari, dell'Imu, si vedranno gli effetti. A maggio-giugno, secondo me la situazione diventerà drammatica per i Comuni.

"Per gli enti che non hanno ancora approvato il bilancio preventivo, il protrarsi della gestione finanziaria in esercizio provvisorio, almeno sino al 31 maggio 2020, rischia di generare un cortocircuito nell’erogazione dei servizi ai cittadini". È come afferma Decaro?

Certo è vero, è così perché quando sei in esercizio provvisorio puoi spendere soltanto in dodicesimi e questo significa anche non poter garantire dei servizi o comunque non poter programmare nulla, per quanto quest'anno sia quasi impossibile programmare.

Il vostro Comune non  ha ancora approvato il bilancio preventivo?

No, non lo abbiamo ancora approvato, come il 90% degli Enti in Italia, perché purtroppo fino a quando non hai delle notizie certe il bilancio lo approvi su dati aleatori o devi aspettare, perché in Italia funziona così.

Il vostro bilancio a quanto ammonta generalmente?

Circa dieci milioni di euro sulla spesa corrente.

Quanto mancherà all'appello?

Questa è una bella domanda. Penso che purtroppo avremo problemi almeno per il 50% dei tributi sia maggiori che minori.

Quanto state spendendo per l'emergenza?

Costi eccessivi al momento non ce ne sono, anche perché i Comuni sono l'ultima ruota del carro di questa emergenza, e questo è un altro problema che è stato posto. Si tratta più che altro del livello organizzativo, con la Protezione civile. Abbiamo fatto anche l'intervento di sanificazione che ci è costato all'incirca credo 5mila euro, però non è quello il punto almeno per il momento, poi non sappiamo cosa succederà successivamente, il problema più grosso è proprio sulle entrate comunali.

I comuni in default o in salva enti se la passeranno male?

Se la vedranno brutta sì, perché il canone all'azienda che raccoglie i rifiuti lo devi pagare, i dipendenti lo stesso. Se non incassi, o fai ricorso al gruzzoletto che hai oppure alle anticipazioni di tesoreria che sono l'anticamera del default per i Comuni. Ecco perché il fondo di ristoro sarebbe importante anche e soprattutto per quei Comuni.

L'economia di Monte gira prevalentemente intorno al turismo religioso. Quanto è desolante adesso l'immagine di una città deserta?

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È desolante sì, anche perché abbiamo assistito a una crescita esponenziale negli anni del turismo a Monte Sant'Angelo e queste giornate con 16 gradi e il parcheggio vuoto, tutto chiuso compresa la Basilica, sono veramente desolanti. Abbiamo investito e puntato molto su questo. Adesso è chiaro che dovremo fare i conti per un bel po' di tempo con gli effetti di questa pandemia.

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