Riapertura lidi balneari, serve sostegno concreto ai gestori: "Prorogare le concessioni al 2033"

È quanto dichiara il vicepresidente Giandiego Gatta in una nota: "La gravissima congiuntura economica richiede capacità decisionale e rapidità di azione"

Adesso che i gestori dei lidi possono procedere alle attività propedeutiche alla riapertura per la stagione estiva, dobbiamo pensare a forme di sostegno concrete, e non demagogiche, per un settore su cui si fonda gran parte della nostra offerta turistica. Innanzitutto, la proroga delle concessioni al 2033: questione estremamente sentita dagli imprenditori turistico-balneari. Proroga stabilita con legge nazionale e non c’è alcun motivo che ne impedisca l’applicazione da parte dei Comuni, molti dei quali rimasti colpevolmente omissivi". Così dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta. 

"La gravissima congiuntura economica richiede capacità decisionale e rapidità di azione: sarebbe pertanto il caso di pensare seriamente ad avocare alla Regione il diritto di concedere la detta proroga ai balneari, evitando così la deriva catastrofica di un settore trainante dell'economia pugliese. La proroga - precisa l'esponente di Forza Italia - serve per offrire una prospettiva a lungo termine a coloro che devono pianificare l’attività imprenditoriale e gli investimenti. Una ulteriore ragione per giungere a tanto è il timore che in difetto della proroga gli istituti bancari possano sollevare eccezioni alle domande di elargizione dei prestiti da parte degli operatori balneari i quali, in verità, necessiterebbero, come tutti i lavoratori autonomi, di ben altre forme di sostegno.  Inoltre, ci domandiamo, riguardo l’ordinanza del presidente Emiliano, se un provvedimento di un presidente di Giunta regionale possa derogare a un divieto nazionale, laddove il codice ateco dell’imprenditoria balneare non sia contemplato tra quelli che possono riprendere le attività secondo quanto stabilito dal DPCM. Non è una questione di poco conto: gli imprenditori oggi sono chiamati ad effettuare degli investimenti per adeguare le strutture all’obbligo di distanziamento sociale e per altri interventi, e non vorremmo che la questione sia sollevata in seguito, a soldi già spesi. Mi auguro che il presidente Emiliano non si fermi all’ordinanza già emessa, tra l'altro estremamente vaga, perché c’è ancora molto da fare per mettere in sicurezza il settore”.

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