In guerra contro il Coronavirus, ma beffa per medici e operatori sanitari dei Riuniti: la busta paga di marzo è più "leggera"

La denuncia del sindacato Anaao Assomed: "Nel mese di marzo, i dirigenti medici e sanitari degli Ospedali Riuniti si sono visti sottrarre in busta paga la retribuzione di posizione variabile aziendale pagata a gennaio e febbraio"

Immagine di repertorio

Il Coronavirus chiede a medici e operatori sanitari uno sforzo immane nel fronteggiare l'emergenza in corso. Eppure, paradossalmente, proprio nel mese di marzo, i dirigenti medici e sanitari degli Ospedali Riuniti di Foggia si sono visti sottrarre in busta paga la retribuzione di posizione variabile aziendale pagata a gennaio e febbraio 2020.

E' quanto denuncia, con una lettera indirizzata ai vertici del Policlinico, dal sindacato Anaao Assomed che precisa: "Tutto ciò, senza che l'Amministrazione abbia ritenuto di dare alcuna comunicazione preventiva alle Organizzazioni Sindacali". Tale decisione sarebbe figlia di una "interpretazione letterale di una norma contrattuale, che comunque non condividiamo e sulla quale ci riserviamo di fare le nostre osservazioni non appena sarà terminata questa fase emergenziale", spiega il segretario anziendale, Fabrizio Corsi.

"Nel frattempo, ci risulta molto arduo spiegare a colleghi impegnati in prima linea, che stanno mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri familiari, le motivazioni per le quali l’Amministrazione ha ritenuto, con sorprendente intempestività, di procedere al recupero di queste somme, peraltro già piuttosto esigue se confrontate con quelle percepite dai colleghi di altre aziende. A tal proposito, non possiamo non far rilevare, ancora una volta, che la retribuzione di posizione complessiva riconosciuta ai Dirigenti per il 2019, che l'Amministrazione ha preso come riferimento per tagliare la quota variabile 2020, è stata determinata senza che alle Organizzazioni Sindacali, nonostante le richieste dell'Anaao ed ignorando le nostre prerogative, fosse consentito di verificare la correttezza del valore della variabile aziendale, in quanto siamo ancora in attesa della documentazione richiesta sull'utilizzo dei fondi contrattuali 2019 oltre che sulla costituzione dei nuovi fondi 2020".

"Non possiamo non mettere in evidenza che i Dirigenti Sanitari non Medici, come tutti in prima linea nell'emergenza Covid, attendono ancora di ricevere la retribuzione di posizione parte fissa, contrattualmente garantita, che gli è dovuta per gli incarichi che ricoprono dal 1° gennaio 2019. Siamo tuttora in attesa, sempre in riferimento a norme contrattuali, che l’Amministrazione proceda ad adeguare la retribuzione dei turni notturni e festivi a quanto previsto dal CCNL Area Sanità 2016/18", si legge nel documento.

"In questa fase di emergenza, con spirito di servizio ed in un’ottica di coesione ed impegno comune, abbiamo momentaneamente accantonato le problematiche relative ai turni di servizio, all’utilizzo inappropriato dello straordinario per la programmazione ordinaria, all’orario in eccedenza svolto per colmare le carenze di organico, ai numerosi turni aggiuntivi che i colleghi di alcune strutture, a partire proprio da quelli della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione (oggi da tanti considerati “eroi" nella lotta al Covid-19, insieme a tutti gli altri specialisti impegnati), sono da tempo costretti a svolgere per garantire le attività richieste, per poi essere pagati “sulla base delle disponibilità” (questo però il contratto non lo prevederebbe)".

Pertanto, nelle more della ripresa della contrattazione integrativa, il sindacato "oggi impegnato a segnalare a tutti i livelli le criticità legate all’attuale situazione epidemica, chiede di applicare le norme di garanzia come imposto obbligatoriamente dal CCNL vigente, con l’auspicio che al più presto si possa adeguatamente valorizzare, ne! rispetto della normativa contrattuale e delle prerogative sindacali, la professionalità dei Medici e dei Sanitari di questa azienda, attualmente impegnati a fronteggiare questa emergenza sanitaria".

Sulla vicenda interviene il Direttore Generale del Policlinico Riuniti Vitangelo Dattoli che precisa quanto segue: “Si premette che in occasione dell’ultima riunione sindacale tenutasi prima delle restrizioni COVID fu evidenziato dal Direttore Amministrativo che il calcolo tra recuperi e nuove erogazioni derivanti dal nuovo Contratto collettivo avrebbe potuto determinare il ritardo di una mensilità. Pertanto, la retribuzione di posizione variabile aziendale del mese di marzo sarà erogata il mese prossimo ovviamente in aggiunta all’indennità di aprile.”

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