"Sarà un'estate disastrosa". Il Gargano lasciato solo e Peschici con pochi spazi. Il pizzaiolo Vecera: "Colpo micidiale"

Il pizzaiolo di Peschici Nicola Vecera pone il tema della specificità territoriale:lontani dalla città, spazi ristretti, e un'unica vera vocazione. Consegna a domicilio e asporto sono un ripiego. Il pronostico: "Sarà una stagione disastrosa"

Nicola Vecera

"A Peschici abbiamo tutti locali piccoli. A me non conviene aprire per otto persone. I locali del mio paese, del Gargano, hanno tutti questo grande neo. Nel centro storico, che è il fiore all'occhiello del nostro comune, dal negozietto al ristorante ad oggi non abbiamo spazi adeguati per lavorare. E noi a differenza del Barese e del Leccese non abbiamo città vicine, abbiamo solo bisogno di turismo. Il governo e la Regione per noi non stanno facendo nulla".

Nicola Vecera, pizzaiolo garganico, pone la questione delle specificità territoriali, non di poco conto. Qui, nel Gargano, si aspetta la 'stagione' e a maggio gli operatori brancolano ancora nel buio. "La fase due per me è uguale alla prima, non è cambiato nulla. Ci hanno messo solo l'asporto e non ci hanno dato assolutamente nulla di nuovo. Ci stanno solo prendendo in giro. Non ci fanno neppure capire come dobbiamo comportarci. Una struttura ricettiva, ad oggi, non ha direttive. Parlano solo di distanziamento, ma negli hotel come bisogna comportarsi? Lo stesso dicasi per i lidi balneari. Nel Salento, nel Barese, con la città a pochi chilometri, uno va al mare e se ne torna a casa, da noi deve arrivare per forza il turista".

Non è un paese per soli vacanzieri della domenica, mordi e fuggi. Anche contingentare per tre mesi significa perdere reddito per un anno intero. E quando guarda alla famosa 'stagione', Nicola Vecera la vede nera. "Sarà disastrosa. Penso che avremo tra l'80-85% in meno, molte strutture ricettive sul Gargano resteranno chiuse - è il pronostico di Nicola Vecera - È un colpo micidiale. C'è gente che vive solo tre mesi d'estate per sopravvivere d'inverno, saremo colpiti tutti. Noi ad esempio abbiamo bisogno di spazi liberi, di aree pedonali più grandi, per poter mettere, chissà, qualche tavolo in più. Una sala che conteneva 40 persone adesso ne porterebbe otto".

Il Gargano così non mozzica. E la distanza con lo Stato sembra ancora più marcata. "Vogliamo delle risposte immediate. Tra Vieste e Peschici creiamo più del 60% del turismo pugliese. Noi qui siamo veramente impossibilitati a lavorare. Vogliamo sapere come ci dobbiamo comportare, il nostro futuro lavorativo come sarà. Sappiamo che sarà dimezzato, ridotto anche dell'80%, però Regione e Governo devono capire che per le caratteristiche morfologiche e la posizione noi siamo veramente svantaggiati, in una situazione disastrosa. Nessuno può attualmente preparare una stagione. Qualcuno prova ad essere fiducioso, ma sa a cosa va incontro".

Pizzaiolo pluripremiato, si reinventa causa Covid, ma non rinuncia alla qualità e allo stile. Non intende mandare all'aria anni di sacrifici. Piccadilly, la sua pizzeria, nonostante le iniziali perplessità riparte con il domicilio e l'asporto e un menu rivisitato con la pizza gourmet e la puccia, panino di pizza, impastato solo con farine alternative. "Che sia chiaro, il mio non è un locale da asporto e domicilio, l'ho fatto per soddisfare le richieste dei clienti". La sua pizza si gusta a tavola, c'è tutta una filosofia. Oltre ad essere un ripiego, domicilio e asporto comportano ulteriori spese e oneri, tra sanificazione, trasporto e stringenti norme sanitarie da rispettare. E una Margherita non può costare più 5 euro. Ma da qualche parte bisognerà pure ricominciare per non morire. I conti non quadrano mai. C'è l'affitto da pagare, l'occupazione di suolo pubblico, bollette, tasse.

"Non riusciamo più a ripartire. Ad oggi io per esempio ho i conti in rosso - ammette sconfortato Nicola Vecera - purtroppo sono tre mesi che sono fermo". Per essere pragmatici, bisogna considerare l'utenza nel caso l'Italia non si dovesse rimettere in viaggio: "Noi siamo un paese turistico, non lavoriamo d'inverno. Quante pizze posso fare in una settimana? Non è che tremila persone mangino solo la pizza. Ci sono pure 20 pizzerie che sono pronte alla stagione, se io ipoteticamente riuscissi a lavorare, le altre 19 che fine farebbero? Chiuderanno? Quindi ci hanno già condannati?".

Non dubita che quantomeno il Comune possa venire incontro alle esigenze degli esercenti e adottare delle misure che consentano ai locali di ampliare gli spazi, ma dallo Stato ormai non si aspetta più niente. "Non credo più alle chiacchiere dei governi. Dopo il grande incendio del 2007 non abbiamo visto nulla, per l'alluvione del 2014 nemmeno e sicuro non vedremo nulla neanche nel 2020. Abbiamo assolutamente bisogno di liquidità, servono soldi a fondo perduto per farci partire. Peschici vive di turismo e basta. Qui abbiamo grandi villaggi e oltretutto viene gente da fuori a lavorare. Siamo tutti sul lastrico oramai. Chi vive di turismo sa cosa significa saltare una stagione. Non possiamo più vivere aspettando, abbiamo aspettato già troppo. Non ce la faremo proprio a riaprire. Se ipoteticamente dovesse arrivare il turista, potrebbe trovare tutto chiuso, senza servizi".

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Nel paese dove il sole nasce e si addormenta sul mare, la natura regala ancora più di una flebile speranza e un incoraggiamento. Ed è in quello spettacolo che si possono scorgere nuove opportunità. "Il Gargano lo dobbiamo sfruttare al 100%, è una penisola a parte dell'Italia, è lo Sperone di una grande nazione, posti incantevoli che sembrano dei dipinti. Si conoscono solo le spiagge, ma c'è la Foresta Umbra, i laghi. Forse potrebbe essere la volta buona che la gente incomincia a capire che esiste anche un altro Gargano, ma ci serve l'appoggio dello Stato. Quest'anno - conclude Nicola Vecera - dobbiamo sfruttare tutto quello che abbiamo".

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