La Puglia riapre, ma per la pro Loco di Troia il futuro è un'incognita: "A rischio 50 anni di impegno per il territorio"

Lettera-appello del presidente Antonio La Salandra: "Nelle disposizioni governative attuali, in merito alla Fase 2, mancano ancora chiari riferimenti al terzo settore e a tutto il micro mondo associazionistico che, a livello territoriale, ha sempre rappresentato un erogatore di un importante ruolo sociale, culturale e aggregativo"

La concattedrale di Troia

Dopo gli oltre due mesi di chiusura forzata, la Puglia sta lentamente tentando di tornare alla normalità. Nelle prossime due settimane altre attività potranno riaprire. Eppure, c'è chi attende di conoscere il proprio futuro, come la pro Loco di Troia: "ll momento di particolare gravità che sta vivendo il mondo intero ha portato con sé innumerevoli conseguenze negative sulla vita anche della nostra associazione, costretta ad interrompere per un periodo di difficilmente prevedibile durata gran parte delle attività consuete. Nelle disposizioni governative attuali, in merito alla Fase 2, mancano ancora chiari riferimenti al terzo settore e a tutto il micro-mondo associazionistico che, a livello territoriale, ha sempre rappresentato un erogatore di un importante ruolo sociale, culturale e aggregativo", scrive in una lettera-appello il presidente dell'associazione Antonio La Salandra.

"La scelta di questa linea dipende sicuramente dalla volontà di prudenza: pensare ora a manifestazioni culturali, ludiche, o ad eventi di promozione territoriale ad ampio respiro, diventa difficile. L’impatto violento del virus - continua La Salandra - ci ha costretto difatti a chiudere la sede sociale ed a sospendere a tempo indeterminato tutte le nostre manifestazioni con grave nocumento sia alle nostre possibilità di espressione ma anche e soprattutto alle nostre uniche possibilità di sostentamento. Tutte le nostre attività sia quelle associative che quelle di programmazione delle manifestazioni le espletiamo in una sede presa in locazione, per la quale appunto sosteniamo ingenti costi per affitto, utenze ed altri oneri fissi di varia natura, che venivano ammortizzati in tempi e condizioni normali attraverso le quote associative e le erogazioni di enti e privati a sostegno degli eventi che in questo momento però sono totalmente azzerati: le nostre attività – non essendo legate alla salute e alla salvaguardia della persona – non sono considerate, giustamente, di prima necessità".

" 'Associazionismo culturale e turistico’, pertanto, diventa una parola difficile da declinare, in epoca di isolamento forzato. Il nostro settore si basa sulle relazioni umane, proprio quelle a cui ci è stato chiesto di rinunciare durante questa pandemia".

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Il presidente della pro Loco lancia l'allarme e non esclude provvedimenti estremi: "Il nostro piccolo mondo di volontariato pertanto è al collasso economico per cui, non intervenendo alcun sostegno, in tempi brevi sarà costretto obtorto collo al provvedimento estremo e draconiano di considerare conclusa un’attività di puro volontariato territoriale che vanta ben cinquant’anni di impegno nella promozione del territorio e del patrimonio culturale materiale e immateriale della Città di Troia”.

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