"Noi i primi a chiudere e forse gli ultimi a riaprire". Città del Cinema in coda alla fase 2. "È un dramma"

Il direttore della Città del Cinema di Foggia Mimmo Morsuillo esclude l'ipotesi drive-in e del cinema all'aperto. Con tutta probabilità la riapertura sarà programmata solo per l'autunno. E le perdite del circuito sono già astronomiche

La Città del Cinema

Forse torneranno i cinema all'aperto e i riti dell'estate, per dirla con Raphael Gualazzi, ma il multisala no, non per ora. I proiettori della Città del Cinema di Foggia si sono spenti prima del lockdown. Il direttore Mimmo Morsuillo ci aveva visto giusto. Il filone 'romantico' del ritorno dei drive-in non lo appassiona. "Non è il cinema". Il suo universo è così composito che quando mette in fila i pezzi della filiera è difficile immaginare la fase 2, a meno di banalizzare. Intorno al multiplex ruotano tanti mondi. Aggregante per natura, il settore ragionevolmente potrebbe dover aspettare più degli altri. Oggi l'immagine della Città del Cinema cristallizzata e deserta dietro le sue palme è desolante.

Avete già calcolato a quanto ammontano finora le perdite?

No, non l'ho calcolato volutamente perché sono tante e preferisco avere qualche certezza in più su eventuali riaperture per poi ragionare su una scala un po' più ampia. Il danno è altissimo. Probabilmente, è inimmaginabile per chi non è addetto ai lavori perché dall'esterno magari si vede solo un cinema chiuso con i suoi dipendenti, ma ci sono tipografie, trasporti, satellitare, pubblicità, marketing, agenzie che non stanno lavorando in questo momento perché non stiamo lavorando noi. C'è un indotto importante e ai più sconosciuto, ovviamente il cliente non ci fa caso, perché viene al cinema, si gode il suo film e vede una struttura e i suoi dipendenti, non quello che c'è dietro.

Plausibilmente, quando si riuscirà a riaprire? Qual è secondo lei l'ipotesi più accreditata?

Visto che siamo stati i primi a chiudere, probabilmente saremo gli ultimi a riaprire. Credo che passerà tutta l'estate, quindi immagino se ne parli a settembre. Credo che sia una data auspicabile e anche utile a quel punto perché prima non ci vedo i tempi, a meno che ovviamente, come speriamo tutti, domani esca il vaccino e saremmo tutti più tranquilli e sereni, anche economicamente. Se pure domani ci dessero l'ok per riaprire, peraltro, non credo che chi è stato in casa due o tre mesi poi abbia voglia di andare a rinchiudersi in una struttura, quindi non ci sarebbe neanche troppa utilità nel riaprire subito. È chiaro però che non riaprire significa non far lavorare i dipendenti, le agenzie, le case di distribuzione e l'indotto. È un dramma, è ovvio che tutti quanti auspichiamo di poter riaprire il prima possibile. Penso che settembre possa essere un buon periodo.

Anche a settembre, in caso di prescrizioni anticontagio Covid, siete pronti ad attrezzarvi?

Di questo non mi preoccupo perché mi ero già preparato. Ho chiuso prima del decreto che ha sancito l'obbligo, il 5 marzo, perché avevo capito il problema, e comunque mi ero preso quei giorni per organizzarmi tutto il lavoro. Ho ridotto del 75% la capienza della multisala: mi sono dedicato personalmente ai posti, uno per uno, li ho presi tutti e 2700 e non ho seguito l'ordine che restituiva il programma in automatico, di un posto sì e uno no, ma ho distanziato al massimo le persone, un posto sì e tre no. Mi ero già premunito dei dispositivi, del gel, di barriere che potessero consentire una fila distanziata. Avevo tutto per essere pronto, ma è stata opportuna la chiusura totale.

Impossibile preventivare una stagione all'aperto?

Purtroppo non dipende da noi ma da come si sviluppa la situazione. Anche approntare un cinema all'aperto o un drive-in comporta dei lavori e dei costi, degli impianti da sviluppare, non è che uno schiocca le dita oppure abbatte i muri delle sale e viene fuori il cinema all'aperto. Si potrebbe anche fare, però sarebbe un ibrido. Il cinema è quello che si vive in sala, con una stereofonia tale da rendere magico il film. Il drive-in resta una via di mezzo tra casa e cinema perché vai a vedere il film fuori però ci sono una serie di distrazioni e non c'è più l'atmosfera del cinema che è più ovattata.

Tra le misure annunciate ci sono fondi a cui potete accedere?

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Speriamo in un aiuto sia regionale che del governo specifico per il settore cinematografico, abbiamo bisogno di un sostegno relativo alla nostra filiera. C'è un indotto difficile da quantificare perché immenso, quasi infinito. Anche soltanto rispetto agli eventi estivi che organizzavo c'è il service, il dipendente del service, la tassa, la Siae, l'affissione, la pubblicità, il marketing, l'agenzia. Facevo circa 40-50 eventi l'anno, ed è un'attività collaterale. Pensate quante persone non hanno lavorato.

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