Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Foggia, con 8 milioni il Cara diventerà villaggio dell'accoglienza e centro per l'impiego: "Da vergogna a risorsa"

Via la baraccopoli da Borgo Mezzanone. Entro tre anni al massimo sarà realizzata una foresteria da 1300 posti. I moduli abitativi saranno collocati anche nell'area esterna, ma non sulla vecchia pista

"Prima si costruisce e poi si abbatte". Funziona così la riconversione del Cara di Borgo Mezzanone in una foresteria regionale, concetto e scansione temporale esplicitati meglio dal prefetto di Foggia Raffaele Grassi, accanto al collega Michele Di Bari: la ricollocazione all'interno dei moduli abitativi della popolazione straniera stanziata nella baraccopoli circostante, sarà preliminare alle operazioni di bonifica dell'area.

Sono due le macro aree dell'intervento: oltre al 'Villaggio dell'accoglienza', la seconda prevede l’attivazione di 'interventi di sviluppo locale integrato'.

Saranno investiti quasi otto milioni di euro per il progetto, e devono collimare - come ha spiegato il capo Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno Michele Di Bari, già a Foggia in qualità di vice prefetto - diverse fonti di finanziamento: i fondi del Pon Legalità gestito dalla Regione Puglia, 4 milioni di euro circa, e 3 milioni e mezzo di euro rivenienti dal Cis Capitanata, il Contratto istituzionale di sviluppo, per la riqualificazione e bonifica dell'area, grazie al progetto promosso dall'ente Provincia di Foggia, che ha guidato la cabina di regia (nel programma generale degli interventi, alla voce 'Bonifica e valorizzazione del campo di Borgo Mezzanone'). Le risorse del Pon Legalità 2014-2020 sono state già stanziate, ma partirà anche un'altra richiesta di finanziamento all'Autorità di gestione del Pon Legalità presso il Ministero dell’interno, per una apposita progettualità relativa all’adeguamento logistico della struttura.

Ulteriori risorse da attingere nell’ambito delle programmazioni europee, nazionali e regionali serviranno per le attività finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del caporalato, oltre che all’inclusione degli stranieri, quindi per il funzionamento del centro per l'impiego.  

Gli edifici del Centro di accoglienza per richiedenti asilo saranno rimodulati e dedicati all'accoglienza dei migranti e i moduli abitativi saranno collocati anche nell'area esterna, sempre di pertinenza del Cara, non sulla vecchia pista, come confermato da Grassi.

Per quanto non volessero parlare di tempi di realizzazione, il cronoprogramma, secondo le previsioni, non dovrebbe andare oltre i tre anni, con la speranza di fare il prima possibile. Nelle linee guida si parla di 24 mesi per la prima macro-area di intervento, e quindi il superamento dell'insediamento informale, sulla base del Protocollo d’intesa, e di circa tre anni a partire dall’avvio effettivo dei lavori di riconversione per quella relativa agli interventi di sviluppo locale, quindi fino a cinque anni per completare tutta l'operazione.

Stamattina è stato sottoscritto il protocollo d'intesa nel salone dell'Ufficio Territoriale del Governo e così il prefetto Raffaele Grassi, prima di andare via in quel di Padova, ha apposto la sua firma su un progetto che ha fattivamente contribuito a far partire. I soggetti istituzionali seduti al tavolo, presidente della Provincia, presidente e vice della Regione Puglia, prefetto, procuratore della Repubblica, capo Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno, sono gli stessi che si incontreranno periodicamente per il monitoraggio delle azioni previste dal protocollo e costituiranno la cabina di regia per l'applicazione delle linee guida. La parte più difficile è quella che riguarda la costruzione di strutture di produzione/lavoro e i servizi di accompagnamento allo sviluppo locale.

"Trasformiamo una vergogna in una risorsa" ha detto il procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro. In una risorsa e in "una nota di orgoglio per questo territorio", aggiungerà il vice presidente della Regione Puglia, riferendosi al passaggio dalla intermediazione illegale di manodopera, in un territorio in cui ce ne è bisogno per il settore agroalimentare, in una intermediazione legale. "Sarà al servizio del tessuto economico della provincia di Foggia perché finalmente un imprenditore agricolo non dovrà più chiedere a intermediari 'grigi', ma avrà un luogo in cui, accanto ai moduli per dare una civile abitazione a donne e uomini, ci sarà un centro per l'impiego".

La formula di centro per l'impiego rende meglio la perifrasi di 'servizi di accompagnamento allo sviluppo locale'. Peraltro, è stato lui a ricordare come recentemente la Regione Puglia, tramite la Protezione civile, abbia allestito in un mese e mezzo 50 moduli di assistenza sanitaria, il Campo Covid, proprio all'interno del Cara, per asintomatici e paucisintomatici.

Il Governatore Michele Emiliano va particolarmente fiero dell'operazione e, per quanto sia consapevole che non occuperà le prime pagine nazionali, la considera una iniziativa che dovrebbe avere una forte risonanza. La Regione ha inteso risolvere il nodo dell'ex cara di Borgo Mezzanone attraverso il modello di gestione delle foresterie in agricoltura "tipicamente foggiano", nato con Casa Sankara.

"Noi siamo qui perché, di fronte alle difficoltà che la Repubblica nel suo complesso ha avuto per risolvere il problema di Borgo Mezzanone, abbiamo preso una iniziativa comune anche grazie al prefetto. La Puglia è una di quelle Regioni che si prende anche qualche responsabilità fuori dalle sue strette competenze".

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