Nel segno del vino: imbottigliatori uniti per la promozione del San Severo Doc

La proposta del Comune di San Severo è quella di rilanciare il "Consorzio" nato nel 2002, che avrà anche la finalità di cogliere opportunità di finanziamento che dovessero presentarsi dalla Regione, dal Ministero o dall'Europa

L'incontro

L’Amministrazione comunale di San Severo, terra del vino, lavora al rilancio del consorzio di vinificatori e imbottigliatori per la promozione del San Severo Doc. Il vice sindaco Francesco Sderlenga e il presidente della III commissione consiliare, Armando Bocola, hanno incontrato i rappresentanti del settore per verificare la disponibilità delle aziende di aderire alla programmazione dell’Amministrazione comunale.

“Durante l’incontro – spiega Sderlenga – abbiamo riscontrato la disponibilità dei produttori e degli operatori del settore di rilanciare il consorzio nato nel 2002. Siamo consapevoli che per dare un impulso di crescita alla nostra produzione e al marchio San Severo Doc oltre i confini provinciali, regionali e nazionali e offrire opportunità al settore agricolo, enologico e commerciale abbiamo la necessità di fare rete”.

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalle aziende presenti all’incontro che provvederanno nei prossimi giorni a dare la propria adesione al consorzio e in seguito saranno chiamate al rinnovo delle cariche sociali. Il Consorzio contribuirà a promuovere anche la nascita di nuove realtà consentendo ai giovani imprenditori di poter contare sull’esperienza e una strategia di marketing già avviata.

All’incontro, hanno partecipato il presidente del Consorzio Vini Dop, Alfredo Curtotti e i rappresentanti delle aziende agricole Alberto Longo, Cantine Ariano, Cantine Le Grotte, azienda agricola Angelo Nardella, cantina sociale San Severo Soc. Coop., Cantine D’Alfonso Del Sordo, Cantine Gagliardi, Tenuta Spadone, Cantine d’Araprì, Cantine Teanum, Cantine La Porta, Cantine Re Dauno e l’Azienda Agricola Petruzzellis.

“Il Consorzio – continua il vice sindaco – avrà anche la finalità di cogliere le opportunità di finanziamento che dovessero presentarsi dalla Regione, dal Ministero o dall’Europa per promuovere e commercializzare il San Severo Doc. È ovvio che per guardare al commercio extraterritoriale non basta produrre vino di qualità, ma occorre pensare ad una rete che promuove il prodotto e con esso il territorio e sia in grado di far fronte ai quantitativi elevati richiesti dal mercato internazionale”.

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