Consorzio di Bonifica, Salcuni: “Salta l’approvazione del piano di rilancio”

Il presidente di Coldiretti punta il dito contro “la irresponsabilità di Confagricoltura, Cia e Copagri”

“E’ molto grave che organizzazioni che co-amministrano attraverso loro rappresentanti il Consorzio di Bonifica di Capitanata e che avevano commissionato il piano industriale 2012/2015 di rilancio del consorzio al prof. Nunzio Angiola, ordinario di economia aziendale presso l’Università di Foggia, dopo ben cinque mesi dalla sua presentazione agli organi amministrativi, possano trovare pretesti e cavilli per non approvare il piano stesso, dopo aver dato peraltro il loro assenso alla convocazione del consiglio che avrebbe dovuto provvedere alla sua approvazione”

E’ quanto riferisce il presidente di Coldiretti, Pietro Salcuni, dopo che il consiglio dei delegati del consorzio aveva bocciato con 42 voti contro 36 (35 erano i consiglieri di Coldiretti presenti) il piano industriale 2012/2015 che avrebbe dovuto individuare e mettere in atto le “vie” possibili per il risanamento ed il rilancio nei prossimi anni del Consorzio di Bonifica più grande d’Europa.

“Non è possibile che a 48 ore dal consiglio che avrebbe dovuto approvare il piano le tre organizzazioni, in maniera appunto pretestuosa e capziosa, mi abbiano fatto pervenire le loro osservazioni il cui eventuale accoglimento avrebbe messo in discussione tutta l’impalcatura del piano stesso di cui, peraltro, il consorzio aveva già recepito informalmente alcune indicazioni che avevano già prodotto risparmi consistenti ed importanti ottimizzazioni di alcuni processi. Questa irresponsabilità – prosegue Salcuni – ha trovato fondamento nell’unico obiettivo di queste organizzazioni: screditare me stesso e l’organizzazione che rappresento, reputando irrilevanti i danni che da un atteggiamento del genere possono derivare al consorzio stesso ed a tutti i suoi consorziati.

“Nei prossimi giorni faremo tutto quanto è nelle nostre facoltà per evitare che la irresponsabilità di pochi, possa determinare il male dei tanti consorziati che vedono nella struttura consortile uno strumento indispensabile per la tutela del territorio e, soprattutto, per la erogazione di uno strumento importantissimo della produzione qual è l’acqua per la irrigazione”.

 

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