Bari commissaria l'economia foggiana, Emiliano firma il decreto per Santi Giuffrè (ma spunta la denuncia di una regia occulta)

Emiliano firma il decreto di nomina per l'Asi di Foggia. Giuffrè dovrebbe insediarsi lunedì. L'amarezza di Riccardi: "Richiederò un accertamento all'Anac". Il ruolo di Marseglia e la politica tafazziana di Capitanata

Santi Giuffré

Mentre la politica litiga, gli enti vengono commissariati. E’ datato 1 luglio il decreto n. 401 di Michele Emiliano con cui, definitivamente, dopo la nomina di giunta del 15 maggio scorso, viene conferito l’incarico di presidente del Consorzio Asi di Foggia al commissario Santi Giuffrè. Si chiude così, almeno temporaneamente, la brutta e intricata faccenda del Consorzio che si trascina da quasi due anni: via Angelo Riccardi, arriva un esterno di diretta nomina del presidente della Regione Puglia. Possono mettersi a sedere coloro che scalpitavano per la sostituzione (ci pensava l’imprenditore Pino Di Carlo, lo sperava il sindacalista Giulio Colecchia).

Il tempo è servito ad Emiliano a far passare il tempo dettato dalla Legge Severino (due anni) sì da eliminare le cause di inconferibilità che, secondo una corrente di pensiero, gravavano su Giuffrè, la cui nomina, essendo stato commissario prefettizio di un ente comunale sopra i 15mila abitanti, presentava gli stessi vizi riconosciuti dall’Anac in capo al destituito Riccardi. Il quale – lo aveva preannunciato- si appresta a dare battaglia. “Chiederò un accertamento dell’Autorità Anticorruzione, la nomina è avvenuta nel periodo in cui Giuffrè, per la legge Severino, era inconferibile ” ci conferma, quando lo contattiamo, mentre è in attesa del giudizio di merito del Consiglio di Stato (sempre più convinto che avrà ragione). E, nell’eventualità, non sarebbe la prima grana per Emiliano, già alle prese con i casi Riccardi, appunto, e Spina, l’ex sindaco di Bisceglie nominato ad InnovaPuglia, per cui il governatore è indagato per abuso d’ufficio. “Spina conferibile per forza, Riccardi inconferibile per cantonata, Giuffrè conferibile per fede” ironizza qualcuno.

Il ruolo di Marseglia

Ma Emiliano va dritto per la sua strada. Firmato il decreto, dunque, incurante finanche della richiesta di revoca della nomina di Giuffrè che, secondo indiscrezioni, gli sarebbe giunta sul tavolo nei giorni scorsi firmata da alcuni componenti del cda foggiano, e destinata anche alla Dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, Gianna Elisa Berlingerio. Una  missiva in cui verrebbe fuori, secondo rumors, in tutta la sua gravità, la frattura ormai conclamata con l’ex direttore generale Michelangelo Marseglia, additato non solo dal cda ma anche dai revisori dei conti quale artefice del commissariamento dell’ente, che, a norma di legge, avrebbe potuto continuare ad operare, attivandosi per la convocazione dell’assemblea e la sostituzione degli componenti del cda venuti meno. Una sorta di regia occulta da parte di Marseglia quella che emergerebbe non solo dalle doglianze dei componenti dell’ormai ex cda ma anche degli stessi revisori dei conti, che , si mormora, avrebbero prodotto un duro documento contro l’ex direttore generale, accusato, pare, di “atteggiamento sospetto”, teso a profilare alla Regione Puglia una “inesistente” situazione di stallo degli organi consortili essendo venuto il plenum e altrettanto inesistenti irregolarità e rischi per il patrimonio dell’ente. Perché avrebbe dovuto comportarsi in tal modo Marseglia? Cosa ne avrebbe ottenuto dal commissariamento?

Fatto sta che a più riprese gli organi consortili avrebbero chiesto di interloquire con la Regione, essendo i protagonisti ed i destinatari del provvedimento di scioglimento che li stava colpendo, ma invano secondo i beninformati. “La terna poteva benissimo garantire la maggioranza e la responsabilità necessaria per portare avanti l’ente e sarebbe stata prossima la convocazione dell’Assemblea generale per ricostituire il plenum”. “Nessuna irregolarità nella gestione, il cda era prossimo al pagamento di spese e competenze proprio per evitare lo stallo, come certificano anche i revisori dei conti” sostengono dalle parti dell’ente. Insomma, tutto recuperabile secondo i beninformati.

Emiliano, tuttavia, avrebbe optato per una soluzione pilatesca: tutti a casa. Ieri la firma del decreto. Arriva un prefetto. E l’ente foggiano viene miseramente e amaramente commissariato. L’ennesimo.

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