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Foggia sceglie il “presidente che si emoziona”. Il leader degli industriali Di Mauro: "I nostri sogni per la rinascita"

Manca l’unanimità per 10 voti ma la nutrita presenza delle imprese riempie ugualmente l’elezione di significato politico. Eliseo Zanasi riconfermato presidente onorario. Nascerà l’Ufficio di Presidenza

 

Identità, legalità, lavoro, conoscenza, modernità e persona: sono le sei parole chiave di Giancarlo Francesco Dimauro, da oggi nuovo presidente di Confindustria Foggia. È stato eletto con 888 voti su 898. È mancata l’unanimità per dieci schede bianche ma l'elezione non ha perso per questo il suo “senso politico”. 

È la ‘transizione energetica’ di Confindustria Foggia che sceglie “un presidente che si emoziona” (parole di Nicola Biscotti), un imprenditore nel campo delle energie rinnovabili, 66 anni, il primo sanseverese alla guida dell’associazione degli industriali. 

L’assemblea generale, riunita al Formedil, ha ratificato la designazione del Consiglio generale del 15 febbraio scorso. È il 23esimo presidente degli industriali di Capitanata. 

È la parola ‘persona’ a far salire un groppo in gola al presidente ancora in pectore quando ha presentato uno scampolo delle 70 pagine delle linee programmatiche depositate a Roma. Dalla lacrima facile, ha la voce spezzata dall’emozione, proprio come 20 giorni prima, mentre chiede alla moglie Patrizia e ai suoi tre figli di mettere in conto qualche rinuncia da qui in poi. 

Giancarlo Dimauro ha presentato la sua squadra: Stefania Ciriello è vice presidente per il Capitale Umano, il Lavoro e il Marketing; Alfonso De Pellegrino è vice presidente per i Rapporti istituzionali e il Sistema delle Autonomie; Maria Teresa Sassano è vice presidente per l’Internazionalizzazione; Alessandro Vallo, unico vice riconfermato, ha le deleghe allo Sviluppo delle Filiere Industriali e alle Strategie di Area Vasta. Sono vice di diritto, come da Statuto, Rocco Salatto per i Giovani Imprenditori e Michele Gengari per la Piccola Industria. 

Eliseo Zanasi e Nicola Biscotti, che hanno traghettato l’associazione nelle acque perigliose della fase più turbolenta in qualità di reggenti, non vanno in pensione. Nasce un nuovo organismo, “una sorta di cabina di regia che si avvarrà del prezioso contributo dei past president”: sarà costituito l’ufficio di presidenza.

La loro presenza, dirà Zanasi stesso, è simbolo della “continuità necessaria di stimoli e relazioni”. Tanto per rendere l’idea del bagaglio di esperienza che porta in dote, ricorda come nel 1982 lo vollero in giunta. “I soloni dell’epoca mi tenevano relegati in posizione silente”, racconta sfogliando le pagine di un vecchio album. Oggi sembra preistoria.

L’ufficio di presidenza sarà un organismo di supporto. A smentire che possa essere una presidenza ombra è Biscotti: l'associazione potrà avvalersi o meno di quella esperienza a disposizione. Nell’organismo collaterale, con tutta probabilità ci saranno anche il direttore e il Centro Studi con il suo responsabile riconfermato, Micky de Finis, come annunciato dal presidente, perché la sua non è una nomina assembleare ma del Consiglio.

"Il consiglio di presidenza, le sezioni, dovranno dare impulso alle azioni di sistema senza lasciare nulla al caso”, ha detto Dimauro nella sua relazione. “Lo stile confindustriale non potrà considerarsi un orpello del passato, perché la forma è sostanza”.

Promette un format quotidiano per comunicare con gli associati. Si è riservato alcune deleghe operative che saranno conferite successivamente. Eliseo Zanasi è stato eletto presidente onorario per la seconda volta con 816 voti su 829.

Le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale Carlo Bonomi, in collegamento telefonico. Il numero uno di Confindustria, in  sei minuti, ha sintetizzato il suo in bocca al lupo al neo presidente: “Mi ha molto colpito la tua relazione programmatica perché hai toccato alcuni punti che sono quelli identificativi di tutti noi. In questa tua relazione programmatica ho ritrovato lo spirito di civil servant che guida noi imprenditori nella nostra opera in Confindustria”.

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