menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rotice vince, sarà ancora presidente di Confindustria Foggia: prorogato il suo mandato fino a dicembre 2019

La notizia l'ha data lo stesso presidente nella conferenza stampa di fine anno, questo pomeriggio. Bocciata da Confindustria nazionale (e dalle norme) la possibilità di un mandato bis, si è trovata una nuova formula

Nessun doppio mandato è possibile per un presidente di Confindustria. Né si possono attuare deroghe per Foggia. L’articolo 8 dello Statuto (come rivelò Foggiatoday) parla chiaro, al netto dei mal di pancia che l’articolo provocò in via Valentini Vista Franco: il mandato del presidente è unico. E però una strada per un prosieguo targato Gianni Rotice in Capitanata c’è, e l’hanno data i probi viri all’imprenditore manfredoniano in scadenza di mandato, che se le è giocate tutte pur di restare al vertice dell’associazione degli industriali foggiani: è di qualche giorno fa, infatti, la deliberazione con cui l’organo nazionale dei probi viri “proroga” la presidenza Rotice di un altro anno quasi. Fino al 31 dicembre 2019.

La notizia l’ha data lo stesso presidente oggi, nella conferenza stampa di fine anno con i giornalisti. Rotice ha fatto un excursus del lavoro di questi quattro anni di mandato, iniziato nel settembre 2014, evidenziando come il lavoro dei primi mesi sia stato tutto incentrato sulla “ricostruzione” di Confindustria Foggia, che veniva fuori da un commissariamento e da una fase “difficile”, macchiata da “gravi comportamenti” consumatisi sul rinnovo degli organismi. Motivo per cui il suo inizio mandato è stato tutto teso a ricostruire, “economicamente e moralmente” l’associazione. La chiave di volta è tutta qui: perché i primi mesi di lavoro Rotice Roma li avrebbe considerati una “prosecuzione della fase commissariale”, formula che oggi consente di far slittare di qualche mese la fine del quadriennio normato per legge. La Capitanata è un unicum in questo senso.

“Abbiamo sempre seguito le regole e siamo in sintonia con Confindustria nazionale, le cui norme dicono che il mandato è unico, un concetto che è stato ribadito anche nell’ultima assemblea nazionale e che condividiamo” ha dichiarato Rotice; purtuttavia, “per ciò che concerne la situazione di Foggia, i probi viri hanno fatto un plauso all’azione di risanamento e ricostruzione portata avanti col mio mandato, in termini economici, di rappresentanza e di autorevolezza”, motivo per cui “considerando i primi mesi del 2014 una sorta di prosecuzione del commissariamento, hanno fissato la fine del mio mandato al 31 dicembre 2019”. “Salvo ulteriori proroghe” gli fa eco a Foggiatoday il direttore, Barbone. Perché il 2019, spiega, dovrà essere tutto incentrato sul progetto sperimentale delle macro-aree (ieri Bari, Bar e Taranto hanno deliberato la fusione). Confindustria Foggia no, preserverà la sua autonomia, ma dovrà lavorare ad aggregazioni con altre territoriali in termini di servizi e progettualità. Cosa significhi questo, lo chiarirà il prossimo anno, sta di fatto che il lavoro Rotice va completato e “implementato” nell’ambito di questo nuovo corso nazionale.

Una formula, quella individuata a livello romano, che non solo consente a Rotice di restare in sella ma di superare, o comunque di archiviare con maggiore serenità, anche quelle spaccature venutesi a creare nel Consiglio generale che nelle scorse settimane hanno compromesso l’unanimità politica sul suo bis: il riferimento è alle dimissioni (qui raccontate) di Michele Pasqua dalla sezione Metalmeccanici, accompagnate da una durissima lettera sul mancato rispetto delle regole interne. “L’ho chiamato nei giorni scorsi e si è ravveduto, in qualche modo ha chiesto scusa” fa sapere Rotice.

Nell’excursus del quadriennio l’illustrazione del lavoro fatto, dicevamo, in termini di risanamento finanziario (recuperati quasi 250mila euro, grazie all’ampliamento “quantitativo e qualitativo” degli associati”), di imprese iscritte (consegnato un “saldo attivo di 80 unità”), di autorevolezza e di rappresentanza (“Siamo di nuovo un interlocutore credibile, presenti negli organismi regionali e nazionali”). Accanto a lui la presidente della sezione Ance, Anny Ramundo (che ha sostituito Gerardo Biancofiore) e quella della piccola e media impresa, Maria Pia Liguori. Oltre al direttore.

La partita, ora, oltre che sulle macro-aree, si concentra sulle infrastrutture (Patto per la Puglia e Intesa istituzionale con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, accordo che sarà sottoscritto in Prefettura il prossimo 27 dicembre), ma anche sulle Zes, le zone economiche speciali. Su queste colonne avevamo già raccolto l’appello del presidente della Provincia, Nicola Gatta, ad allargare le “zone defiscalizzate” anche agli ambiti di Cerignola (Interporto), Lucera e Candela – Ascoli Satriano. Allo stato, nella Zes adriatica, ci sono oltre 400 ettari di territorio foggiano, “ma c’è necessità di ampliare” ha convenuto Rotice, il cui appello è all’intero “mondo politico, a che si attivi per questa sfida politica”, economicamente importante per il tessuto imprenditoriale ed economico della provincia di Foggia.

In Evidenza
Attualità

La Puglia in bilico tra il giallo e l'arancione

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento