Economia

Sgambetti, veleni e dimissioni: vento di tempesta in Confindustria Foggia, a rischio il Rotice bis

Tempo di elezioni in via Valentini. Ma la tanto decantata unità, necessaria per andare in deroga allo Statuto e addivenire al secondo mandato del presidente uscente, scricchiola. Si dimette anche un presidente di sezione

Si addensano nubi sul Rotice bis in Confindustria Foggia. La tanto ostentata unità di intenti, infatti, precondizione necessaria per provare a forzare su Roma in deroga allo Statuto, pare vacillare. E’ di qualche giorno fa, infatti, l’indiscrezione delle dimissioni di un presidente di Sezione in via Valentini Vista Franco proprio in dissenso rispetto al bis del presidente uscente. E non sarebbe l’unico contrasto. Solo quello più plateale. “L’unanimità scricchiola” si sussurra. Il presidente di sezione dimissionario avrebbe vergato nero su bianco una lettera durissima in cui esprime opposizione al secondo mandato di Rotice alla guida degli industriali di Capitanata e valutazioni abbastanza nette sul “perché no”.  “In pochi hanno deciso per tutti” il refrain che agita le notti di Rotice.

Nei giorni scorsi una delegazione di industriali, col presidente uscente a capo, sarebbe stata a Roma per promuovere l’opzione bis (che, lo ricordiamo, necessita di una deroga, essendo vietata dall’articolo 8 dello Statuto, codice di regolamentazione che la stessa associazione si è data), ma non ne avrebbe cavato granché. Tant’è che la riunione del consiglio generale finalizzata ad incassare la riconferma programmata per la settimana prossima sarebbe stata rinviata al 18 dicembre. Salvo ulteriori slittamenti.

Su queste colonne solo un mese fa Rotice dichiarava: “E’ vero, il mandato è unico. Ma è all’attenzione di Confindustria nazionale una richiesta di deroga. Che dovrebbe essere accettata”. “Per Foggia – confermava- sarebbe la prima volta. Ma non sarebbe una novità in assoluto, altre associazioni hanno già adottato questo modus operandi, previsto nei casi di eccezionalità. In questi casi il consiglio generale, all’unanimità, può riproporre lo stesso nome”. L’unanimità, appunto. Quella che pare venuta meno in meno di un mese. E sull’eccezionalità di Foggia Rotice affermava: “C’è bisogno di continuità sul fronte risanamento finanziario e dell’immagine stessa di Confindustria, che io ho preso sul lastrico e alla quale ho conferito nuova autorevolezza”. Possono questi due elementi bastare per rendere un caso “eccezionale”? Per Rotice sì. Ed è con questi che si apprestava nelle scorse settimane a portare la situazione foggiana a Roma per chiedere la deroga allo Statuto.

Ma il tempo è tiranno e quella unità di intenti necessaria nel consiglio generale per provare la forzatura a livello nazionale pare non vi sia più. Malumori diffusi (causati anche dal mancato coinvolgimento, pare, della base associativa in questa scelta di vertice), partite che si incrociano con altre, insoddisfazioni e sgambetti: quanto influisce, ad esempio, sulla tenuta dell’unanimità la vicenda delle designazioni nel consiglio generale della Camera di Commercio? I due seggi assegnati pare siano pronti a prenderseli lo stesso Rotice e Nicola Biscotti, lasciando con l’amaro in bocca chi pure ambiva. Fino alle dimissioni ora, plateali, di un presidente di sezione. E il j’accuse, forte, vergato nero su bianco. Oggi il dissenso rischia di costargli caro: sarebbe pronta, infatti, secondo indiscrezioni, l’espulsione dell’imprenditore in questione.

Il clima in via Valentini Vista Franco, insomma, sarebbe molto cupo. Ed è sovrastato da quella dicitura che reca l’articolo 8 dello Statuto: “Il presidente è eletto ogni quadriennio dispari dall’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Generale e dura in carica quattro anni, senza possibilità di rielezione“.

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