Economia

Rotice difende il suo mandato in Confindustria (e chiede la deroga per il bis): "Ecco perché è necessario"

Il presidente uscente degli industriali foggiani conferma: "Pronto al bis". Statuto prevede mandato unico? "Ma ci sono anche deroghe per casi di eccezionalità. Foggia è tra questi"

“Però non faccia provocazioni”. Esordisce così Gianni Rotice, presidente in scadenza di mandato di Confindustria Foggia, quando lo avviciniamo per chiedergli lumi su come l’associazione degli industriali si sta organizzando in vista della imminente tornata elettiva al vertice (da tenere entro il primo trimestre 2019). Nei giorni scorsi su queste colonne abbiamo scritto, scatenando parecchio nervosismo, di come il bis di Rotice sia vietato dallo statuto di via Valentini, che, all’art.8, recita così: “Il presidente è eletto ogni quadriennio dispari dall’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Generale e dura in carica quattro anni senza possibilità di rielezione“. Ergo, nessuna provocazione da parte nostra, bensì il richiamo ad una regola che la stessa associazione degli industriali si è data, trattandosi appunto di Statuto e, pertanto, di norme di autogoverno. E dunque, come si concilia l’art.8 con l’eventuale bis?

Rotice ci conferma: “Il mandato è unico. Ma è all’attenzione di Confindustria nazionale una richiesta di deroga”. Sarà accettata? Probabilmente sì: “Con il livello romano – ci dice il presidente uscente- c’è un dialogo continuo, pensiamo si possa andare in questa direzione”. Per Foggia sarebbe la prima volta. Ma non sarebbe una novità in assoluto, “altre associazioni hanno già adottato questo modus operandi”. Che, pare di capire, è previsto nei casi di eccezionalità. “Ci sono situazioni eccezionali in cui il consiglio generale (neoeletto,ndr), all’unanimità, può riproporre lo stesso nome” dichiara Rotice. Ed eccezionale sarebbe il caso di Foggia. Per quale ragione? “Perché c’è bisogno di continuità – ci spiega il presidente-. C’è necessità di portare a termine il risanamento finanziario e dell’immagine stessa di Confindustria Foggia. Io ho preso un’associazione che era stata lasciata sul lastrico, da un punto di vista di cassa e di autorevolezza. Non eravamo più presenti in alcun consesso, né regionale né nazionale. Oggi, se guardate gli incarichi dei nostri associati, siamo tornati ad esserci. E stiamo meglio economicamente. E poi – continua- bisogna continuare con le politiche di investimento e di marketing del territorio; lo stiamo rendendo attrattivo, prima non lo era. E non era più autorevole, né al suo interno né all’esterno”.

Un j’accuse forte di Rotice verso coloro che lo hanno preceduto evidentemente. E dunque il suo bis, teoricamente, varrebbe quasi come un commissariamento: l’associazione va risanata, in tutti i sensi, o meglio, va completato il processo iniziato, ergo non si cambia. Non ora, se non altro. E lui la necessità che si sostenga la sua figura la dimostrerà nei giorni prossimi quando, dopo la riunione del consiglio generale, promuoverà un incontro anche con la stampa per raccontare, numeri alla mano, le mutazioni avvenute in via Valentini sotto il suo mandato.

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