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Concessioni balneari, la sentenza della Corte di Giustizia Ue: "Non possono essere rinnovate automaticamente"

Il governo di Giorgia Meloni, con il Milleproroghe, ha prorogato al 2024 le concessioni esistenti. Una misura già bocciata dal Consiglio di Stato. Sulle spiagge italiane grava da tempo una procedura d'infrazione Ue per violazione della cosiddetta direttiva Bolkestein

Le concessioni di occupazione delle spiagge italiane ''non possono essere rinnovate automaticamente'', ma devono essere ''oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente''. Lo ha ribadito la Corte di Giustizia dell'Ue, in una sentenza relativa a una causa che vede l'Agcm, l'autorità italiana antitrust, opposta al Comune di Ginosa, nel Tarantino.

"...l’obbligo, per gli Stati membri, di applicare una procedura di selezione imparziale e trasparente tra i candidati potenziali, nonché il divieto di rinnovare automaticamente un’autorizzazione rilasciata per una determinata attività sono enunciati in modo incondizionato e sufficientemente preciso da poter essere considerati disposizioni produttive di effetti diretti"

I giudici nazionali e le autorità amministrative, ricordano i giudici europee, ''sono tenuti ad applicare le norme pertinenti di diritto dell'Unione, disapplicando le disposizioni di diritto nazionale non conformi alle stesse''. 

Come evidenzia Today.it, la sentenza, pur riguardando un caso specifico, avrà sicuramente un impatto sul braccio di ferro in corso tra Bruxelles e Roma sulla questione balneari. Il governo di Giorgia Meloni, con il Milleproroghe, ha prorogato al 2024 le concessioni esistenti. Una misura già bocciata dal Consiglio di Stato. Sulle spiagge italiane grava da tempo una procedura d'infrazione Ue per violazione della cosiddetta direttiva Bolkestein (continua a leggere).

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