Oasi Lago Salso, il Comune approva la nuova governance: “Traguardo storico”

Approvata la concessione trentennale dei terreni comunali alla società Oasi Lago Salso, con il vincolo di destinazione permanente a pubblica utilità e con il contestuale trasferimento delle quote societarie dal Comune all'Ente Parco

Oasi Lago Salso

Per il Centro Studi naturalistici si tratta di un “traguardo storico, per tutta l’area protetta”. Quella dell’Oasi Lago Salso. Il Consiglio comunale di Manfredonia, infatti, ha accolto l'appello lanciato da un cartello di associazioni (Centro Studi Naturalistici onlus, Fai Foggia, Pro Natura, WWF Foggia, Club Unesco Foggia), ed ha approvato l'atto deliberativo di concessione trentennale dei terreni comunali alla società Oasi Lago Salso, con il vincolo di destinazione permanente a pubblica utilità e con il contestuale trasferimento delle quote societarie dal Comune all'Ente Parco Nazionale del Gargano.

Al termine del processo di riorganizzazione societaria, che si prevede di concludere entro il 2015, la società di gestione dell'Oasi sarà composta dall'Ente Parco e dal Centro Studi Naturalistici, l'associazione che sin dall'inizio è stata promotrice della tutela dell'area e che nel 2009 ha rilevato le quote societarie di proprietà della cooperativa Eurodaunia 2000. Si tratta di un traguardo storico per l'area protetta che corona un percorso ventennale di tutela avviato all'indomani della nascita del Parco del Gargano. Era infatti il lontano 1995 quando, con l'inserimento dell'azienda faunistico venatoria ex Daunia Risi nel perimetro del parco, si istituiva il divieto di caccia su tutti i mille ettari della zona umida, ponendo le basi per quella grande opera di riqualificazione naturalistica che prosegue tuttora.

Fino a vent'anni fa l'area era destinata ad attività di caccia e all'agricoltura convenzionale, mentre oggi l'oasi rappresenta a giusto titolo un “Santuario della Natura”, con le sue centinaia di specie di animali e i numerosi habitat presenti. Negli ultimi dieci anni, su quelli che una volta erano terreni agricoli di scarso valore produttivo, sono stati realizzati oltre 150 ettari di nuove zone umide e 300 ettari di pascoli naturali, intraprendendo un faticoso lavoro di restauro ambientale e paesaggistico, e sono tornate a nidificare specie di uccelli scomparse da tempo, come le cicogne, i grillai e le oche selvatiche. Numerose sono state anche le iniziative per dotare l'oasi delle necessarie strutture per la fruizione e la valorizzazione delle aree.

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“Tutti interventi, è bene ricordarlo – spiegano dal Centro studi naturalisti -  realizzati dalla società di gestione dell'oasi senza pesare economicamente sulle casse del comune o del parco. Non si deve poi dimenticare che in questi anni l'Oasi ha dovuto subire numerosi gli atti di vero e proprio sabotaggio, con la progressiva distruzione delle strutture di osservazione per la fauna realizzate agli inizi del 2000 dal Parco e che, anche grazie all'istituzione del comando stazione del CFS all'interno dell'area, sembrano oggi essersi fermati. Per questi motivi l'atto adottato dal consiglio comunale di Manfredonia, che si aggiunge al recente atto di indirizzo sulla riqualificazione e tutela ambientale della Riviera sud, pone le basi affinché il litorale sud di Manfredonia diventi a pieno titolo la Camargue d'Italia, con l'Oasi Lago Salso a rappresentare il fulcro di un nuovo sistema turistico basato sulla tutela e conservazione dell'immenso patrimonio naturale del comune sipontino”.

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