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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Economia Pietramontecorvino

Comune e società dell’eolico si contendono 4 pale e saltano le royalties: “Rischiamo il dissesto”

Dopo quasi 20 anni dalla firma della convenzione, beffa per i pionieri delle comunità energetiche di Pietramontecorvino

Erano stati i pionieri delle comunità energetiche, addirittura vent’anni fa, ma proprio oggi che sono riconosciute e normate, la centrale eolica comunale di Pietramontecorvino è ostaggio della società che, nero su bianco, si era impegnata a cedere al Comune quattro aerogeneratori al nono anno di esercizio. Una beffa per vecchi e nuovi amministratori che oggi, schierati, ripercorrono le tappe dalla convenzione firmata nel 2003 con l’allora MF Power srl, oggi Voreas srl, fino al contenzioso. L’impianto eolico in esercizio dal 2008 si trova in località Altopiano San Nicola – Coppa Civitamare e conta 24 aerogeneratori, per una potenza installata totale pari a 48 Megawatt.

L’articolo 12 della convenzione, che il sindaco Raimondo Giallella, in carica dal 2013, presenta come “una innovazione unica in Italia”, contemplava due opzioni: il Comune avrebbe potuto procedere sin da subito a costruire e gestire autonomamente fino a 4 aerogeneratori e relativa interconnessione, oppure avrebbe provveduto la società a installare a proprie spese le pale previste dal progetto della centrale eolica comunale, ma in tal caso avrebbe dovuto aspettare nove anni per entrarne in possesso. L’amministrazione allora guidata da Antonio Di Donato, in carica fino all’anno della sottoscrizione, aveva pensato che fosse una valida compensazione ambientale per i cittadini di Pietra e dei Monti Dauni.

“Mfp al nono anno di esercizio commerciale – si legge nell’atto - trasferirà a titolo gratuito la proprietà dei soli 4 aerogeneratori costituenti la centrale eolica comunale al Comune di Pietramontecorvino il quale continuerà a proprio rischio e spese nella gestione della stessa”. Gli otto megawatt prodotti dalle 4 pale, potrebbero soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 18mila abitanti. Consentirebbero di “abbattere il costo dell’energia elettrica per i cittadini di Pietramontecorvino, diventeremmo una delle più grandi comunità energetiche d’Italia”, spiega il sindaco Giallella.

Dal 2017 il Comune reclama la sua centrale eolica e nel 2021 ha intentato un’azione legale, favorevole tutto il Consiglio comunale. Di tutta risposta, la società, dal 2018 completamente detenuta dalla Star Wind srl socio unico, ha interrotto l’erogazione delle royalties “mettendo a dura prova i conti del Comune – afferma Raimondo Giallella - ad oggi mancano circa 750mila euro”. Le royalties valgono circa il 30% del bilancio comunale.

A fine luglio, il Comune ha fatto fatica a far quadrare i conti. Dal 2002, usufruisce delle royalties che oscillano tra i 400 e i 500mila euro, vale a dire il 3% dei ricavi della produzione del parco eolico. In fase di riequilibrio di bilancio, ha dovuto applicare 240mila euro di avanzo di amministrazione. “Di questo passo, se la società continuerà a non erogare le royalties, il nostro bilancio, da qui a sei mesi, un anno al massimo, andrà in dissesto”, è l’amara constatazione del sindaco Giallella.

Alla sua destra c’è Saverio Lamarucciola, sindaco dal 2003 al 2013, oggi a capo di una minoranza che dal primo momento ha scelto di promuovere un’opposizione costruttiva, ed è lui a chiarire da dove derivino le principali reticenze della società: se prima i Certificati Verdi rilasciati dal Gestore Servizi Energetici, vecchio meccanismo di incentivazione, avevano una durata di otto anni, le modifiche normative intervenute negli anni hanno allungato i tempi fino a 15 anni e “la società non aveva più interesse a cedere le quattro torri, perché comunque avrebbe continuato a incassare i certificati verdi per gli anni successivi”.

Il 16 giugno scorso, è arrivato un primo pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia sul ricorso presentato il 13 aprile 2021 dal Comune di Pietramontecorvino, che ha chiesto anche un sostanzioso risarcimento danni. All’esito dell’udienza pubblica celebrata a gennaio, “il Collegio ha rilevato che sussistono seri dubbi in ordine alla sussistenza della giurisdizione di questo Tribunale”. I giudici amministrativi della Sezione Prima del Tar hanno indicato nella loro ordinanza “eventuali profili di inammissibilità del ricorso in ragione al possibile difetto di giurisdizione” e, in riferimento a quelli, il Collegio si è riservato la decisione assegnando dieci giorni alle parti per il deposito delle relative memorie aggiuntive.

Il Tar dubita della sussistenza della giurisdizione esclusiva sia per la natura giuridica della convenzione, sia in riferimento al tipo di pronunciamento richiesto che trasferirebbe la proprietà di una parte dell’impianto, oltre che della sussistenza della giurisdizione in riferimento a quanto dispone la convenzione in materia di arbitrato. L’amministrazione comunale ha chiesto al Tar di certificare l’inadempienza della ditta e trasferire la proprietà dei 4 aerogeneratori, funzionanti e muniti delle autorizzazioni, provvedendo al collegamento autonomo con la rete elettrica e il Gse, secondo la soluzione progettuale descritta nella perizia dell’ingegnere Antonio Mezzina. Ha chiesto, inoltre, il pagamento dell’equivalente dell’energia prodotta dalla centrale eolica comunale dal 19 dicembre 2016 al 28 febbraio 2021, pari a 4.813.131 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria, come da perizia del prof. Antonio Corvino, e il pagamento dell’equivalente dell’energia prodotta dal 1° marzo 2021 al momento dell’effettivo trasferimento al Comune della centrale eolica comunale, oltre interessi e rivalutazione monetaria.

Un’azione di conciliazione con l’arbitrato sarebbe troppo dispendiosa. Giallella, Lamarucciola e Di Donato si augurano che il Tar possa emettere la sentenza nel più breve tempo possibile. “Ovviamente noi ci batteremo - promette l'attuale sindaco – costi quel che costi”. Sono pronti a tutto per entrare in possesso della centrale eolica comunale. E si aspettano anche che il pronunciamento sblocchi le royalties: “Non si può far morire il Comune di stenti”. A Provincia, Regione e Governo il sindaco Giallella chiede di schierarsi dalla loro parte e non con le multinazionali: “La politica dovrebbe mettersi al fianco dei cittadini di Pietramontecorvino e dei Monti Dauni e non nicchiare su questo argomento. Ovviamente, anche la giurisprudenza dovrebbe accelerare le proprie decisioni, perché le indecisioni - conclude - sono letali soprattutto per i cittadini”.

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