Calano i turisti, ma la Tari aumenta del 20%. L’amara ripartenza degli operatori di Mattinata: “Non è giusto”

Il comune garganico, commissariato dal 2018, non solo ha mantenuto la tassa di soggiorno, ma ha anche aumentato l'imposta sui rifiuti: monta l'indignazione soprattutto tra gli operatori turistici

L’emergenza Covid ha sconvolto le esistenze di tutti, il lockdown ha inciso sulle tasche di molti, soprattutto quelle dei commercianti che hanno dovuto calare le serrande per oltre due mesi, vedendo azzerare gli incassi. Con la lenta riapertura e l’avvento dell’estate, sono state molte le iniziative attraverso le quali le Amministrazioni comunali sono venute incontro ai commercianti. Idem, per i proprietari delle strutture ricettive della provincia di Foggia, con riduzioni delle imposte (dalla Tari alla Tosap), e agevolazioni varie aggiuntesi a quelle adottate dal Governo. Misure che consentissero una ripartenza più serena e meno dolorosa. Non dappertutto, però.

Come a Mattinata. Comune da due anni commissariato, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, dove le tasse non sono state oggetto di riduzioni o rimodulazioni, ma sono addirittura aumentate. A pagarne le spese, privati, commercianti e operatori turistici. E sono soprattutto i rappresentanti di quest’ultima categoria a ribellarsi a un provvedimento ritenuto del tutto inopportuno. “Il Comune, non solo ha mantenuto la tassa di soggiorno (variabile da 1 a 3 euro, ndr) che di solito è utilizzata per l’organizzazione di eventi che con il Covid non si terranno, ma ha deciso di aumentare la Tari fino al 20%”, denunciano alcuni operatori turistici.

Ed è un disappunto comprensibile da parte di chi non solo ha perso oltre un mese di incassi per la tardiva riapertura, ma deve fare i conti anche con un afflusso di turisti molto più contenuto rispetto agli anni scorsi: “Tra quota fissa e variabile mi trovo a pagare 20mila euro di Tari, rispetto ai 16mila euro dello scorso anno. Con la differenza che quest’anno abbiamo riaperto a fine giugno”, spiega il titolare di un camping del comune garganico. A oggi, si è registrato un calo di turisti del 60% rispetto allo scorso anno: “A incidere è stato anche il tempo. Nel mese di luglio il maggior flusso si registra soprattutto nei weekend, e pioggia e vento non ci hanno aiutato”. Numeri poco incoraggianti nell’estate in cui il turismo di prossimità la farà da padrona: “Fino a ora abbiamo registrato un afflusso locale, gente che viene da zone limitrofe. Abbiamo registrato delle prenotazioni di gente del Nord, ma si tratta di clienti abituali”.

Ecco perché, con questi numeri poco incoraggianti, il rincaro sulle imposte si accetta ancora meno: “Qui in paese siamo tutti indignati. Già la mancata eliminazione della tassa di soggiorno è stato un errore perché non incentiva affatto l’afflusso dei turisti”. Senza contare il paradosso dell’aumento del personale: “Con l’emergenza Covid ci siamo trovati ad assumere di più soprattutto per sanificare le strutture. Poi ci sono dei dipendenti imprescindibili, come il bagnino o il guardiano notturno. Il bagnino ci deve essere anche se nel lido ci fosse un solo cliente, se non c’è ti chiudono la struttura”, fa presente un altro operatore.

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Eppure, nei comuni limitrofi le amministrazioni sono venute incontro agli operatori: “A Monte Sant’Angelo hanno ridotto le tasse del 50%. Io come operatore stagionale mi trovo a pagare svariate migliaia di euro in più, malgrado sulla tariffa ogni anno abbia un abbattimento del 50%”. Ma la beffa più grande è destinata a quegli operatori che hanno deciso di non aprire: “A loro tocca comunque il pagamento della Tari sulla quota fissa, si tratta di circa 12mila euro. Ti senti rodere, per tutto questo. Anche perché la decisione è stata presa senza neppure che i rappresentanti della categoria venissero convocati, senza che ci si rendesse conto della situazione visitando le strutture, toccando con mano la realtà. Ci sono ristoranti che in questi mesi hanno perso tanto per eventi saltati come matrimoni, comunioni e cresime. A questo si aggiunge l’aumento delle tasse. Non è giusto”.

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