Trema il Comune di Foggia, la Corte dei Conti vuole le carte sul piano di rientro: torna lo spettro del dissesto

Rientro dalle ferie particolarmente critico per l'ente di Corso Garibaldi, sul tavolo la minaccia dei magistrati contabili. Consiglieri "addormentati": nessuno in aula che chieda lumi sulle "gravi" inadempienze dell'organo tecnico del Comune di Foggia

Se entro il 16 settembre 2019 il Comune di Foggia non fornirà gli elementi comprovanti il rispetto degli obiettivi intermedi del Piano pluriennale di riequilibrio, la Corte dei Conti si riserverà "ogni valutazione ai sensi dell’art.243-quater, comma 7, del d.lgs. 267/2000 (ossia le norme che regolano il dissesto finanziario).

E’ questa la spada di Damocle che pesa su corso Garibaldi, passata oggi in sordina. Né le opposizioni, tantomeno la maggioranza, hanno fatto minimamente cenno alla pesante comunicazione dei magistrati contabili che fa tremare il palazzo foggiano.

Espletato il voto al bilancio consuntivo (passato a maggioranza, nel totale silenzio delle opposizioni che non hanno inteso, né centrosinistra né M5S, fare una sia pur minima obiezione alla gestione Landella I cui il consuntivo si riferiva), tutti a casa, per la soddisfazione di Landella, che ha avuto buon gioco a sottolineare la bontà della sua attività amministrativa.

Nessuna obiezione al resoconto di gestione da parte delle opposizioni (avranno letto le carte?), ma neanche, dicevamo, nessuna richiesta di chiarimenti rispetto a quanto contenuto nella deliberazione n.78 della Corte dei Conti, depositata lo scorso 26 luglio, e che, in estrema sintesi, denuncia come il Comune di Foggia (settore tecnico), dal gennaio scorso, non abbia adempiuto al suo dovere di inviare le carte sullo stato di attuazione del piano di rientro. Come è noto, trovandosi l’ente sotto procedura di riequilibrio, è tenuta ogni semestre ad inviare la documentazione comprovante il raggiungimento degli obiettivi intermedi. Dall’inizio della procedura, sono ben 8 i monitoraggi effettuali dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti, che, inspiegabilmente, non riceverebbe alcun riscontro da gennaio scorso, né per l’ultimo semestre 2018, né per il primo semestre 2019.

Scrive il collegio presieduto dal magistrato Maurizio Stanco: “Alla scadenza del termine previsto, con nota prot.2295 del 2 maggio 2019, si è proceduto a richiedere al presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Foggia la relazione prevista dall’art 243 quater, comma 6, del d.lgs. 267/2000. Tuttavia, con nota pervenuta in data 13 maggio 2019, il Presidente del collegio dei revisori ha evidenziato che il Comune di Foggia non aveva né proceduto ad assumere alcun provvedimento in merito al riaccertamento dei residui, né in ordine alla formazione del rendiconto 2018 e, pertanto, ha affermato non poter redigere la prescritta relazione sullo stato di attuazione del piano e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati”. “In assenza di ulteriori notizie, con successiva nota prot. 3219 del 5 luglio 2019, il Magistrato istruttore ha nuovamente richiesto la trasmissione prevista dalla legge, ma, ancora una volta, con nota in pari data, il Presidente del Collegio dei revisori dei Conti, ha evidenziato la mancata trasmissione dei dati richiesti per poter elaborare il nono monitoraggio sullo stato di attuazione del piano”.

Pertanto, “Il collegio non può che prendere atto delle riferite gravi inadempieze dell’ente comunale e, conseguentemente, dell’organo di revisione finanziaria, che, ad oggi, non ha trasmesso la relazione prevista relativamente al secondo semestre 2018 unitamente ai dati necessari per consentire a questa Sezione il monitoraggio sullo stato di attuazione del Piano di riequilibrio finanziario e la verifica circa il raggiungimento degli obiettivi”. “Anche il termine per la trasmissione della relazione relativa al rispetto degli obiettivi al 30 giugno 2919, che sarebbe dovuta pervenire entro il termine del 15 luglio, non risulta osservato”. “Ritiene il collegio, pertanto, che appare necessario fissare un termine perentorio all’organo di revisione dell’ente sulle relazioni del secondo semestre 2019 e primo semestre 2019, prevedendo, in caso di ulteriore inadempienza, che gli elementi siano forniti dal medesimo ente locale, riservandosi ogni valutazione ai sensi dell’art 43 quater, comma 7, del d.lgs 267/2000” (dissesto finanziario).

La deliberazione è stata inviata all'organo politico e quindi a Sindaco e al consiglio comunale (nella persona del Presidente del consiglio), quindi al segretario comunale, all’organo di revisione, al Prefetto, al Ministero dell’Interno e alla competente Procura contabile. Il termine ai revisori era fissato al 30 agosto 2019. L’ente Comune ha tempo fino al 16 settembre. Naturalmente non si comprendono le ragioni di cotanto ritardo, che rischia di mandare gambe all’aria Corso Garibaldi.

Né nessuno dei consigliere, men che meno le opposizioni Pd, civiche e cinquestelle, hanno chiesto lumi in aula. Un fatto paradossale. Ovviamente se ne è guardata bene dal farlo anche la maggioranza, più impegnata nel pressing sul sindaco a che distribuisca deleghe ai consiglieri scontenti (quasi tutti) della giunta. Entro fine settimana Landella dovrebbe firmare alcuni decreti per accontentarli. La compattezza mostrata oggi è un fatto apparente. Di fuoco che cova sotto la cenere ce n’è.

Intanto Liliana Iadarola, ex Lega, si è staccata da Fiore e Di Fonso, dichiarandosi Indipendente anche rispetto ai due (che ancora attendono la notifica ufficiale del partito di Salvini in merito all’espulsione prima di assumere qualsivoglia decisione). Proprio Iadarola sarebbe in pole per assumere la delicatissima delega alla Casa

Sono questi gli unici argomenti che preoccupano l'aula, evidentemente.

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