Quello che il Comune non dice: i conti non tornano, qualcosina migliora ma ancora "gravi criticità"

Lo spettro del dissesto non si è volatilizzato ma a Palazzo di Città vedono il bicchiere mezzo pieno. Solo parzialmente rispettati gli obiettivi intermedi fissati dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale

La Sezione di controllo per la Puglia della Corte dei Conti "accerta la presenza di gravi criticità" nell'attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Foggia. Altroché. All'indomani del pronunciamento nella camera di consiglio del 2 luglio in video conferenza, il Comune aveva fornito la sua ottimistica lettura della relazione semestrale, ritenendosi promosso (con debito): "La Corte dei Conti riscontra il nostro straordinario impegno di buona amministrazione", aveva commentato il sindaco Franco Landella. Ma a leggere la deliberazione, c'è poco da stare allegri. Basti pensare che di 14 aspetti analizzati se ne salvano al massimo 3.

Ogni sei mesi il Comune trasmette una relazione sullo stato di attuazione del piano adottato nel 2013 per accedere al Salva Enti e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi. E la Sezione di controllo continua a constatare, sovente, l'assenza di informazioni utili al monitoraggio, altrimenti impossibile.

Lo stato della cassa, questo sì, è in "notevole miglioramento (52.305.403,82 di euro) rispetto a quanto rilevato al 30 giugno (27.602.162,43 di euro), ma occorre tener conto di risorse vincolate pari ad 32.515.091,90 di euro e dell’utilizzo dell’anticipazione di cassa per 49 giorni"; risultano, poi, ridotti i tempi medi di pagamento dei debiti. Già dal terzo punto oggetto della valutazione, i debiti fuori bilancio, cominciano i guai e le lacune segnalate dai giudici contabili. Nella relazione trasmessa dal Comune manca un allegato e "ancora una volta e nonostante i solleciti dell’organo di revisione ad operare una netta distinzione dei debiti fuori bilancio rivenienti dal piano pluriennale di riequilibrio da quelli sorti successivamente", il dettaglio non è stato fornito. Già in passato la Corte dei Conti nutriva il sospetto che i debiti previsti nel piano pluriennale di riequilibrio venissero incrementati dei nuovi debiti e e i pagamenti portati a deconto dell’intera massa debitoria.

Rispetto al recupero dei crediti relativi alla gestione dell’ex concessionaria Gema, la procedura di rottamazione delle cartelle appare ferma a quanto già comunicato nel 2018 ma, più verosimilmente secondo la Sezione di controllo, il Comune non avrebbe fornito l'aggiornamento in ordine allo stato delle riscossioni. Quanto alla rottamazione delle cartelle/ingiunzioni degli ex concessionari Aipa/Mazal, invece, mancano all'appello oltre 200mila euro da riscuotere.

Non risultano pervenuti aggiornamenti nemmeno in merito al contenzioso con la curatela fallimentare dell'Amica, già oggetto di un precedente sollecito della Sezione regionale di controllo. L’organo di revisione ha ancora una volta riferito - si legge nella deliberazione - di avere "sollecitato il Servizio Avvocatura a fornire una circostanziata relazione al fine di aggiornare lo stato del contenzioso in essere", senza ricevere alcuna risposta.

Appare lacunosa anche la documentazione relativa ai contenziosi con Hera Comm e Gala per la fornitura di energia elettrica. "Anche per questa vicenda - evidenzia la Corte dei Conti - l’organo di revisione ha sollecitato il Servizio Avvocatura a fornire una relazione al fine di aggiornare lo stato del contenzioso in essere, senza ricevere alcun riscontro".

"Si conferma la non chiara imputazione delle passività da contenzioso", eccepiscono ancora una volta i magistrati contabili.

Anche nel caso della controversia relativa al mutuo per l'impianto di biostabilizzazione non è stata possibile la verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano pluriennale in termini di risparmi di spesa e di entrate, rimandata al prossimo monitoraggio, conseguente all'approvazione del rendiconto.

Ritenuta "non esaustiva" la nota trasmessa dal dirigente del Servizio finanziario relativa al mutuo per i Campi Diomedei (stanziamento pari a 7.836.903 di euro per la rimodulazione dei Buoni Ordinari Comunali). La comunicazione ammette la presenza di un’insussistenza contabile dovuta ad un’errata contabilizzazione e precisa che, “in sede di rendiconto della gestione per l'esercizio 2019, sarà disposta la definitiva eliminazione dalle scritture e dal bilancio”. L’organo di revisione ha richiesto ulteriori informazioni (non pervenute alla data dell’undicesimo monitoraggio).

Sotto la lente d'ingrandimento della Corte dei Conti finisce anche il controverso contenzioso relativo agli usi civici del Bosco dell'Incoronata. I giudici contabili continuano a contestare al Comune "l’omesso avvio di azioni legali per il recupero coattivo del proprio credito nei confronti del soggetto debitore": "Tale situazione - avvisano - incide in maniera negativa sull’effettiva realizzazione del piano in ragione delle difficoltà manifestatesi nella riscossione del prezzo di vendita". Il trasferimento di "beni immobili con pagamento dilazionato del prezzo non assistito da idonee garanzie reali" e il mancato avvio di azioni legali per il recupero di crediti è stato segnalato dalla Sezione di controllo anche alla Procura regionale della Corte dei conti.

Nella deliberazione, si evidenzia, inoltre, una scarsa capacità nella riscossione delle entrate comunali in conto competenza e gli indici di riscossione dell'Imu, della Tasi, della Tarsu e delle sanzioni per violazione del codice della strada presentano valori in peggioramento e "ancora insufficienti".

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In conclusione, la Sezione ha accertato sì il "parziale rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale del comune di Foggia", ma ha avvisato a chiare lette che "il mancato recupero del divario finora maturato rispetto agli obiettivi previsti nel piano e il mancato superamento delle criticità rilevate potranno determinare l’accertamento della presenza di un grave mancato rispetto degli obiettivi stabiliti dal piano di riequilibrio finanziario", che costituisce una condizione per la dichiarazione di dissesto. Al riguardo, la Corte dei Conti si riserva ogni ulteriore valutazione nel prossimo monitoraggio e dispone che "il Comune di Foggia e l’organo di revisione procedano in sede di relazione sul raggiungimento degli obiettivi alla data del 30 giugno 2020 a fornire tutte le informazioni in maniera completa, puntuale e non carente".

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