Landella rassicura: "Bilancio migliorato, verso l'uscita dal Salva-Enti". Corte dei Conti denuncia ritardi? "Non è colpa mia"

Nota del primo cittadino all'esito del consiglio comunale sul bilancio. Landella entra nel merito dei "passi in avanti fatti sul piano di riequilibrio", ma non si comprende perchè i revisori non inviino la documentazione ai magistrati

Il voto compatto della maggioranza di centrodestra sui documenti di bilancio è la dimostrazione tangibile del buon lavoro svolto dall’Amministrazione comunale nell’ultimo quinquennio. Con il rendiconto della gestione 2018, in particolare, vengono certificati i risultati positivi raggiunti in una congiunta particolarmente delicata, da un lato per la pesantissima eredità ricevuta e dall’altro per le difficoltà che via via abbiamo incontrato sul nostro cammino. Il percorso verso l’uscita dal cosiddetto ‘Decreto Salva Enti’ è adesso più lineare e più agevole ed il risanamento dei conti è più robusto. Da questo punto di vista è doveroso ringraziare non solo i 21 consiglieri comunali che hanno espresso il loro voto favorevole con coesione, condivisione e grande senso di responsabilità politica, istituzionale ed amministrativa, ma anche l’ex assessore al Bilancio, Annarita Tucci, la struttura dei Servizi Finanziari per una attività scrupolosa e virtuosa ed il neoassessore Antonio Bove per il lavoro che porterà avanti, con impegno e serietà, nel solco dei traguardi che ci siamo posti e che abbiamo tagliato sinora. La buona amministrazione si misura anche da questi dati, come peraltro non più tardi di qualche mese fa aveva evidenziato la Fondazione Etica nell’indagine realizzata per il Corriere della Sera, collocando le performance del Comune di Foggia come le migliori dell’intero Mezzogiorno d’Italia". Così il sindaco Landella all'esito della seduta di consiglio sul bilancio consuntivo, svoltasi in maniera lineare e, soprattutto, rapida (atteso che nessuno delle opposizioni ha inteso obiettare alcunchè sulla gestione amministrativa pregressa: un record assoluto, probabilmente, nella storia dei consigli comunali a Foggia).

Quindi il sindaco entra nel merito del documento: "La gestione del Piano di Riequilibrio Pluriennale, infatti, nel mandato appena concluso è stata straordinariamente positiva. Il fondo cassa dell’Ente, ad esempio, è passato da 1.488.959,36 euro del 1 gennaio 2014 ai 49.226.566,79 euro del 1 gennaio 2018, essendo ulteriormente cresciuto, attestandosi ad oggi a 55.282330,06 euro; il disavanzo di amministrazione è passato dai 56.121.656,57 di euro del 2015 ai 29.399.987,98 di euro del 2018; le riscossioni del 2018 sono state superiori di 7 milioni di euro rispetto ai pagamenti effettuati; i tempi dei pagamenti dell’Ente sono stimati in 60-70 giorni, di gran lunga meno di quando ci siamo insediati. Allo stesso modo va sottolineato come il risultato economico conseguito nel 2018 sia in netto miglioramento rispetto all’esercizio precedente. Il 2017 chiudeva infatti con un risultato d’esercizio negativo di 3.182.184,46 euro, mentre l’esercizio 2018 chiude con un utile di 17.325.385,34 euro. Il Conto del Patrimonio del Comune, inoltre, registra rispetto al 2017 un miglioramento dei 51,73%, a conferma della bontà della linea adottata in ordine alla riduzione dell’indebitamento, come testimoniato anche dal parere positivo espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti e dal rispetto della salvaguardia degli equilibri di bilancio per le annualità 2019, 2020 e 2021".

"Sono passi in avanti significativi, che accorciano come detto i tempi per uscire dalla ‘gabbia’ del ‘Decreto Salva Enti’ e di conseguenza per poter aprire le porte anche alla possibilità di nuove assunzioni, passaggio fondamentale per un Ente in grave carenza di personale. Circostanza che ovviamente incide sulla quantità e sulla qualità dei servizi erogati alla nostra comunità, che comunque abbiamo cercato di mantenere invariati senza incrementare la pressione fiscale. La prospettiva che abbiamo di fronte è dunque incoraggiante. E ci induce a navigare ancora sulla rotta che abbiamo tenuto durante il nostro primo mandato amministrativo. I cinque anni che abbiamo di fronte dovranno essere gli anni in cui il Comune di Foggia riuscirà a superare tutte le criticità del passato, tanto sul fronte finanziario quanto sul piano dello sviluppo e della crescita infrastrutturale, sociale ed economica".

Questo per quanto contiene il merito. Sulla deliberazione della Corte dei Conti, invece, svelata da Foggiatoday, e che denuncia come le carte sul controllo semestrale non arrivino ai magistrati contabili da gennaio 2019 (riservandosi pertanto "ogni valutazione ai sensi dell’art.243-quater, comma 7, del d.lgs. 267/2000 ossia le norme che regolano il dissesto finanziario), Landella non spiega perchè non si proceda, limitandosi a confermare la circostanza. Scrive il primo cittadino: "Circa l’allarme relativo alla mancata trasmissione alla Corte dei Conti della documentazione necessaria al monitoraggio sullo stato di attuazione del Piano di Riequilibrio e la verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi, occorre sottolineare che non si affaccia all’orizzonte alcuno spettro di dissesto finanziario. I ritardi nell’invio della documentazione, infatti, non si riferiscono all’attività dell’Ente ma a quella del Collegio dei Revisori dei Conti, che peraltro avrebbe potuto pronunciarsi senza attendere l’approvazione formale del rendiconto di gestione 2018 da parte del Consiglio comunale, come specificato dalla stessa Corte nella parte in cui viene rilevato che ‘l’organo di revisione aveva l’obbligo di presentare tale relazione entro il 15 gennaio 2019, a prescindere dall’avvenuta approvazione del rendiconto, ovvero di altri provvedimenti di natura amministrativa dell’Ente’. ‘Anche il termine per la trasmissione della relazione relativa al rispetto degli obiettivi al 30 giugno 2019, che sarebbe dovuta pervenire entro il 15 luglio 2019’, aggiunge la Corte dei Conti, ‘non risulta osservato’. Anche quest’ultimo passaggio, naturalmente, risulta di esclusiva competenza del Collegio dei Revisori dei Conti. Va ricordato, tra l’altro, che all’urgenza di chiudere la procedura da parte della Corte dei Conti contribuisce il cambio del magistrato istruttore. Un vulnus che comunque sarà sanato oggi e che, vale la pena ricordarlo, non riguarda con il merito dei documenti di bilancio, ma esclusivamente la tempistica della loro trasmissione. Motivo per il quale evocare il rischio di dissesto finanziario appare improprio ed infondato”. E tuttavia non si comprende perchè la Corte dei Conti non riceva la carte da Corso Garibaldi.

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