Ex Amica, no dal Tribunale all'accordo coi creditori. Trema il Comune: la partita vale 80 milioni di euro

Il tribunale fallimentare respinge la proposta di transazione dell'amministrazione comunale di Foggia. La partita rischia di mandare tutto in dissesto

Palazzo di città (Ph. R. D'Agostino)

E' un momento delicato per il Comune di Foggia. Non solo le annunciate dimissioni del sindaco, Franco Landella (che domani incontrerà capigruppo e partiti usciti vincitori dalle urne di quattro anni fa per sondare la possibilità di proseguire la consiliatura o, piuttosto, chiuderla anzitempo).

A far tremare seriamente Palazzo di Città ci pensa il Tribunale fallimentare che venerdì scorso ha rigettato la proposta transattiva da 4,8 milioni di euro con cui l'amministrazione in carica ha provato a chiudere la partita ex Amica. Una tegola enorme per Corso Garibaldi, capace di mandare a carte quarantotto Comune e partite collaterali. Per comprendere la portata della notizia basti pensare che la curatela fallimentare ha chiesto al Comune di Foggia ottanta milioni di euro a titolo di risarcimento di una debitoria mai riconosciuta e liquidata in passato (alea del giudizio compresa).

"Una cifra enorme, ma circostanziata” ammetteva nel novembre scorso l'assessore al contenzioso, Sergio Cangelli, che, tuttavia, sperava nella conciliazione. C'è di strano e/o inatteso che la proposta transattiva il Comitato dei Creditori l'ha condivisa: il Tribunale fallimentare non solo ha rigettato il piano di accordo ma ha revocato anche il Comitato. "Assurdo" il commento che si ode nei corridoi di Palazzo, "assurdo se si pensa che il giudice deve tutelare i creditori ed i creditori sono i primi ad aver accettato la nostra proposta. Perché rigettarla?".

Si attende di capire le motivazioni (questione di giorni), dopodiché da Palazzo di Città sarebbero pronti ad adire alla giustizia ordinaria. La crucialità della partita è tale che a più riprese la Corte dei Conti, che monitora semestralmente il Comune di Foggia, ha posto l'attenzione sul tema, chiedendo a Palazzo di città di esser messa tempestivamente al corrente delle evoluzioni della vicenda giudiziaria. Landella nel novembre scorso ammise senza giri di parole il rischio dissesto, tornando ad attaccare il piano salva-enti dell'amministrazione Mongelli, ritenuto, sulla scorta anche di questo eventi, non veritiero.

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