Coldiretti in piazza Montecitorio: “Ministro gli Ogm mangiali tu”

Nasce il manifesto per l'alleanza verso una crescita trasparente e sostenibile dell'Italia. C'erano anche i gonfaloni di Ascoli Satriano e Candela. A rischio 300mila posti di lavoro e 100mld l'anno di mancato fatturato

Coldiretti in piazza

“Tutelare il patrimonio agroalimentare contro le manipolazioni genetiche a sostegno dell’origine geografica degli alimenti e della professionalità del lavoro”. Con questo spirito, in Piazza Montecitorio a Roma, si è svolta la mobilitazione promossa dalla Coldiretti e dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, insieme ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai sindaci con circa 300 gonfaloni provenienti dalle diverse Regioni, fra i quali quelli dei comuni di Ascoli Satriano e Candela

Al grido “Caro ministro gli Ogm mangiali tu”, in tantissimi sono scesi in piazza per sollecitate il ministro all’Ambiente Corrado Clini. Sulla scorta dell’alleanza “Made in Italy”, hanno firmato un documento al quale hanno aderito anche Slowfood, Legambiente, Aiab, Codacons, Federconsumatori, Adusbef, Assoconsum, Adoc, e Federparchi, ma anche le organizzazioni sindacali del lavoro in agricoltura Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil e Acli.

“Si tratta di un documento aperto per difendere l’agroalimentare che è la leva strategica perché il nostro Paese possa competere guardando alla produzione di beni e servizi con alto valore aggiunto, arricchito da fattori come ambiente, cultura e storia che distinguono il marchio “Italia” e che non sono imitabili” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Nel settore agroalimentare a rischio 300mila posti di lavoro e 100 miliardi all’anno di mancato fatturato

Nel manifesto si chiede alla  politica un forte impegno per

1. Valorizzare le distintività dell’agricoltura italiana che contribuisce in modo rilevante alla crescita economica e sociale del Paese sul mercato interno e internazionale, quale risorsa strategica per il Paese.
2. Contrastare le posizioni di rendita e i fenomeni illeciti che usurpano il valore del marchio “Italia” contro il rischio di delocalizzazione produttiva, la perdita di posti di lavoro e l’impoverimento dei territori.
3.  Sostenere la vera internazionalizzazione delle imprese affermando condizioni di competitività basate sulla qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari, l’equità sociale e il rispetto dei diritti dei lavoratori,  la correttezza e la trasparenza delle informazioni.
4. Condividere il ruolo di salvaguardia dell’agricoltura alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e del paesaggio, rafforzando la cultura della manutenzione per preservare i territori dai fenomeni di progressiva usura delle risorse.
5.  Promuovere la qualità e la dimensione del lavoro in agricoltura contrastando forme di impiego irregolare e di sfruttamento della manodopera, anche dando piena attuazione all’avviso comune sulla riforma del mercato del lavoro e sulla previdenza agricola sottoscritto dalla filiera.
6. Riportare in Europa la centralità degli interessi nazionali di tutela dell’identità del patrimonio agroalimentare contro le manipolazioni genetiche, dell’origine geografica degli alimenti e della professionalità del lavoro.
7. Riconoscere il ruolo dell’agricoltura per la coesione sociale e il presidio dei territori, valorizzando anche le diverse forme di filiera corta che creano nuove economie e occupazione con la piena soddisfazione  delle aspettative dei cittadini consumatori.
8. Rimuovere le inefficienze della pubblica amministrazione che si traducono in ritardi per le imprese agricole ed avviare sostanziali azioni di semplificazione degli adempimenti amministrativi, contro vecchie e nuove forme di rendita.
9. Determinare condizioni di equità e sostenibilità nell’applicazione della fiscalità riconoscendo le funzioni di interesse generale che svolge l’agricoltura a partire dalla produzione di beni comuni nell’interesse dei cittadini.
10. Premiare  gli investimenti in innovazione e tecnologie sostenibili.
11. Garantire un futuro ai giovani, sostenendo le opportunità che l’agricoltura offre in termini di creatività imprenditoriale e di dialogo con la società e sopprimendo le logiche di rendita.

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