I primi 50 anni della Clinica San Francesco, fiore all’occhiello della Sanità privata

Nel 1964 fu fondata dal dott. Gerardo Di Miscio, al quale è stata dedicata una statua. Il presidente, dott. Paolo Telesforo: "Dimostriamo che una sanità efficiente e meno onerosa per la collettività è possibile"

Nella foto Giuseppina Di Miscio e la statua dedicata a suo padre

La clinica San Francesco – fondata dal dott. Gerardo Di Miscio - compie cinquant’anni. Una struttura destinata a divenire, all’interno del Gruppo Telesforo, un vero e proprio fiore all’occhiello della sanità privata. Oggi, è il genero del fondatore, il biologo e medico foggiano Paolo Telesforo, ad accettare con entusiasmo l’eredità e la sfida lanciatagli da suo suocero nel 1964, realizzando, grazie alla fusione con la Clinica Villa Serena, un grande polo sanitario punto di riferimento sul nostro territorio. ‘Le Case di Cura Riunite Villa Serena e Nuova Clinica San Francesco’ rappresentano un brillante esempio di “buona sanità”. Al suo interno uno staff di oltre 130 unità tra medici, sanitari e collaboratori di comprovata esperienza esegue, quotidianamente, prestazioni sanitarie di altissimo livello.

La conferma arriva direttamente dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che nel 2012 la elegge a miglior struttura ospedaliera nazionale per lo scompenso cardiaco congestizio. Lo asserisce anche “Micuro.it” il prestigioso portale web che individua, attraverso l’analisi delle cartelle cliniche, le migliori strutture sanitarie italiane sulla base di parametri fissati dal Ministero della Salute. La guida on line inserisce le Case di Cura ‘Villa Serena e Nuova Clinica San Francesco’ al primo posto in Puglia, e tra i primi in Italia, per la cura delle patologie del ginocchio e per la cura dell’insufficienza cardiaca.

Così il presidente, dott. Paolo Telesforo: “Il nostro Gruppo dimostra, numeri alla mano, che una sanità efficiente e meno onerosa per la collettività non solo è possibile, ma nel nostro caso è una realtà. Purtroppo gli sprechi della “mobilità passiva extraregionale” e i drastici tagli ai tetti di spesa cha abbiamo subito dimostrano quanto non ci sia, da parte della Regione, la volontà di avere una sanità che funzioni, bensì una volontà a costruire cattedrali nel deserto, che non funzionano. La “malasanità” non ha in mano i bisturi, ma le delibere. Spero che questo sia chiaro e che i foggiani si ribellino difendendo il proprio diritto a una buona sanità pubblica e convenzionata”.

Una “casa della salute”, dunque, sempre pronta a non deludere le aspettative dei suoi lavoratori e sempre attenta alle esigenze dei suoi pazienti. L’offerta sanitaria dell’interno Gruppo Telesforo spazia dalla medicina e chirurgia generale all’ortopedia, dalla radiologia all’endoscopia digestiva fino alla fisiokinesiterapia. Il Gruppo comprende anche una farmacia e ben cinque centri diagnostici e laboratori analisi che operano tra Foggia, Ascoli, Accadia e San Severo. Il ‘Gruppo Telesforo Universo Salute’ opera anche nel settore socio-sanitario assistenziale, residenziale, semiresidenziale e domiciliare grazie al lavoro svolto dalla Cooperativa Sanità Più.

In occasione del cinquantesimo anno di vita della clinica, il Gruppo Telesforo ha festeggiato il dottor Gerardo Di Miscio, scomparso sei anni fa. L’uomo e medico, il padre e l’amico, è stato ricordato ieri mattina proprio nella “Casa della salute” da lui fondata nel 1964, oggi struttura integrante delle Case di Cura Riunite. Non fu facile per il giovane chirurgo, ma la sua determinazione e la sua caparbietà gli permisero di realizzare da solo quel sogno covato sin dal primo giorno di università.

Un sogno inseguito e al quale mai avrebbe rinunciato come ci spiega la figlia maggiore, la dottoressa Giuseppina Di Miscio, apprezzata radiologa del Gruppo Telesforo: “Negli anni ‘60 nessuno credeva in quest’opera, ritenuta un’avventura pericolosa, un azzardo per quei tempi. Ma mio padre non ha dato retta a chi cercava di frenare i suoi entusiasmi realizzando una Clinica all’avanguardia oggi punto di riferimento per la sanità territoriale. E’ sempre stato un precursore.

Il suo spirito libero, la sua caparbietà, la sua vivacità intellettuale e la passione per la chirurgia gli hanno permesso di superare tutte le difficoltà che ha incontrato nel suo percorso di vita, riuscendo a dare un segnale all’intera collettività dimostrando che quando si crede fortemente nella validità di un progetto, si riesce a portarlo a segno. Tutti noi siamo consapevoli della grande importanza che ha la nostra opera in continuazione di quella da lui iniziata. Il suo entusiasmo nella vita e per la vita ci devono essere d’insegnamento per affrontare tutti i momenti, dai più brutti a quelli meravigliosi. In questo giorno di festa mi piace ricordare di lui le sue qualità di professionista valente, dotato di uno straordinario bagaglio formativo, esperienziale, etico e scientifico.

Quando ero piccola eravamo inseparabili: lo seguivo ovunque lui andasse, persino in sala operatoria, sedevo su di uno sgabello e lo osservavo operare. Quando era in viaggio per lavoro insistevo: portami con te.  Alcune volte mi raccontava delle sue avventure in collegio, frequentava il Collegio Bianchi di Napoli.  Alla sera mi parlava dei viaggi di Ulisse, perchè papà era un grande amante del mare e del mondo che lo circondava. Per me è stato un maestro di vita, per i collegi un esempio da seguire. E oggi lo ricordiamo nella speranza che ci trasmetta la chiave per capire il suo modo di essere e il suo modo di vivere il mondo”.

E così, in tanti, hanno voluto rendere omaggio al medico di Sant’Agata di Puglia. C’erano i parenti, gli amici e i collaboratori, le due figlie Giuseppina e Annamaria, le nipoti Fabrizia, Consuelo e Giusy. In prima fila lo staff dirigenziale del Gruppo Telesforo, il dott. Paolo, Silvio De Pascale e Domenico Iavagnilio. Poi  tutto il personale medico delle ‘Case di Cura Riunite’ tra cui Luciano Limonciello, Giovanni Savino, Ottavio di Battista e Giuseppe Prencipe. Alla cerimonia è intervenuto anche il Senatore Emiddio Novi, il neo sindaco di Sant’Agata, Luigi Russo, e l’avvocato Giulio Gentile.

Le celebrazioni si sono aperte con la Santa Messa, officiata da Padre Antonio Belpiede, Procuratore Generale Ordine Frati Minori Cappuccini. Alla celebrazione eucaristica è seguita la presentazione della statua, realizzata dal noto scultore Francesco Granito, dedicata alla memoria del Dottor Di Miscio.

Un’opera in marmo, alta 180 cm, che ha impegnato l’artista apricenese per oltre 5 mesi di intenso lavoro. Un’impresa non facile soprattutto nella fase di riproduzione delle fattezze del volto. Una fedele ricostruzione possibile grazie alle foto storiche recuperate e ai ricordi della figlia Giuseppina, dal primo giorno presenza costante nel laboratorio di Granito. A conclusione l’inaugurazione della mostra permanente “L’arte sanitaria: ecco i ferri del mestiere”. Una preziosissima collezione di testi e strumenti diagnostici a partire dal 1500 e fino ai giorni nostri.

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