Il Sole 24 Ore, Miranda: “Foggia sale in classifica, ma la metà é lontana”

Abbiamo bellezze e risorse, ma occorre investire e farci portatori sani di un cambiamento ancora più concreto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

L’annuale classifica de “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle province italiane, che vede la provincia di Foggia attestarsi al 101° posto, ben 6 posizioni sopra rispetto allo scorso anno, va interpretata scuramente in maniera positiva – così il presidente dell’Associazione Qualità della Vita, Luigi Miranda - che aggiunge - E’ vero, non è ancora abbastanza per poter dire di essere una provincia virtuosa, anzi, ma sicuramente qualche progresso è stato fatto.

La nostra provincia è in classifica esattamente nella stessa posizione di Bari, superando Brindisi e Taranto, non dimentichiamo che lo scorso anno era il fanalino di coda nazionale in tutte le aree analizzate: tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente, salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero, ultima assoluta per le estorsioni, in affanno nell'occupazione femminile e dei giovani dai 25 ai 34 anni, ma in base a quanto emerge dai dati qualcosa è cambiato o sta cambiando anche se gli ultimi eventi destano gravissima preoccupazione.

La Capitanata è ancora lontana da prospettive ottimistiche – continua Miranda - anche e soprattutto a causa di una sempre più forte carenza infrastrutturale, su tutto il mancato funzionamento dell'aeroporto Gino Lisa ,che continua a tenerla fuori da ogni rotta commerciale, difficilmente raggiungibile da possibili investitori esterni interessati a creare qualcosa di nuovo e positivo a livello imprenditoriale, e costretta a rimanere chiusa nel suo piccolo guscio territoriale, senza possibilità di esportare e mettere in vetrina le proprie ricchezze e peculiarità.

Ma di bellezze ne abbiamo e di risorse pure, bisogna investire, bisogna continuare a crederci e farci portatori sani di un cambiamento ancora più concreto, senza demordere, ma piuttosto unendoci per creare delle sinergie, per fare sistema: tra associazioni, istituzioni e cittadini. Per avviare nuove politiche occupazionali, nuovi canali di sviluppo, per combattere il degrado e la criminalità vigilando sulla sicurezza e sulla qualità della vita di tutti” - conclude Miranda.

 

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