Economia

Qualità della Vita: il 'Meglio' e il peggio di Foggia

Megliofoggia: pubblicato il Dossier relativo all’anno 2019 sulla qualità della vita nella città di Foggia.

Puntuale come ogni fine anno arriva il dossier MeglioFoggia, frutto del lavoro di ricerca ed elaborazione statistica realizzata dal team di Mediafarm con il coordinamento di Michele Mazzone, incentrato sul monitoraggio della qualità della vita nella città di Foggia nell’anno 2019.

L’organismo tecnico scientifico, nel rispetto delle  prescrizioni dettate dalle normative anti Covid, ha dovuto rinunciare all’ormai tradizionale appuntamento di fine anno con la stampa, le rappresentanze istituzionali e i cittadini, ma ha pubblicato i risultati dell’indagine statistica sul sito sulla pagina e sta diffondendo il dossier presso i vari referenti del mondo socio-economico e culturale locale.

Il primo a leggere il report è stato il sindaco Franco Landella, a cui è stato rinnovato ufficialmente l’impegno di continuare un progetto di ricerca che mira ad essere uno strumento, una banca dati, per le istituzioni nello sviluppo di strategie utili al benessere e progresso dell’intera comunità cittadina, grazie alla lettura oggettiva e imparziale dei dati, delle criticità e degli aspetti positivi rilevati. 

Per il prossimo anno, infatti, l’obiettivo di Megliofoggia è di organizzare un evento mediatico speciale, anche in vista del necessario allargamento del partenariato e del rinnovo delle cariche sociali.

Come è l’andamento della qualità della vita a Foggia

La qualità della vita espressa negli ultimi dieci anni passa da 40,43/100,00 del 2010 a 46,57/100,00 del 2019, il dato migliore della serie storica. Il dato peggiore si registra nel 2013 con 36,12/100,00. Rispetto all’anno 2018 si registra un incremento di 1,91/100,00 dettato da un maggior valore conseguito dalle aree: Cultura, Economica e Sociale. Solo l’area Benessere subisce una riduzione di 4,77/100,00.

Il trend è, quindi, in crescita, ma si attesta intorno a valori bassi, ovvero mediamente tra 38 e 45 centesimi. I settori che migliorano sono: Ambiente, Abitazione, Assistenza, Istruzione, Disagio, Lavoro Sicurezza, Tempo libero e Terziario.

I settori che peggiorano sono: Mobilità, Salute, Popolazione, Benessere economico.

Gli indicatori che migliorano la qualità della vita

In merito all’analisi dei dati relativi ai rifiuti solidi urbani si registra, nel 2019, un aumento delle quantità prodotte ed un miglioramento della percentuale della capacità di riciclo (26,03%).

Nel complesso il settore Abitazione registra uno dei valori migliori della serie storica. Si rileva una tendenza positiva a seguito della riduzione media dei prezzi delle abitazioni e di quelli necessari per un affitto.

Nel 2019, la spesa per i servizi sociali evidenzia, rispetto all’anno precedente, un aumento di circa € 407.000, ovvero una maggiore spesa del 21% circa.

L’ospedalizzazione migliora rispetto all’anno precedente. In generale i dati migliori si registrano per il numero dei day hospital (da 39,28 a 22,59 unità di media ogni mille residenti) e per quello dei ricoveri (da 197,22 a 192,89 unità di media ogni mille residenti).

Nel settore Istruzione, si rileva il dato in crescita degli iscritti e dei laureati. Le immatricolazioni, pur riducendosi, superano le tremila unità, un dato che è secondo solo al 2018.

Nel settore Disagio si rileva la diminuzione del numero dei decessi sul lavoro (da 30 a 25 unità) e aumentano gli infortuni sul lavoro che passano da 4.594 a 4.626 unità. Diminuisce sia il numero dei protesti (da 5.150 a 4.430 unità) sia l’ammontare globale degli stessi (da 6,72 a 5,27 milioni di euro).

Nel settore Lavoro, rispetto all’anno precedente: diminuiscono i fallimenti, che passano da 107 a 59 unità; diminuiscono le imprese operanti, che passano da 64.464 a 63.907 unità; aumentano le imprese iscritte, che passano da 4.090 a 4.168 unità; aumentano le imprese cessate, che passano da 3.089 a 3.983 unità e migliora il tasso di disoccupazione (20,75%) e quello relativo all’occupazione (42,06%),

In aumento gli occupati nel settore industria, mentre è stabile il settore agricoltura. Le attività dedicate allo spettacolo evidenziano, rispetto allo scorso anno un aumento del numero degli spettatori che è pari a 1.075.061 unità e una riduzione del numero di spettacoli che corrisponde a 33.001 unità.

I servizi alberghieri evidenziano un aumento della permanenza media totale rispetto all’anno precedente: quella riferita agli italiani è pari a 2,06 giorni; mentre quella riferita agli stranieri è poco al di sopra (2,19 giorni).

Il dato della permanenza media è più consistente se si considera l’incremento degli arrivi, ovvero il 4,69% in più rispetto al 2018. Le strutture alberghiere rimangono stabili (13 unità); mentre quelle complementari passano da 71 a 86 unità.

I servizi commerciali, rispetto al 2018, registrano la diminuzione del numero complessivo delle attività di commercio al dettaglio ( da 3.824 a 3.805 unità). Aumentano le attività di ristorazione (da 461 a 469 unità) e i bar (da 310 a 326 unità).

Quali sono gli indicatori che peggiorano la qualità della vita

Nel complesso, in tema di sicurezza stradale, i dati peggiorano rispetto al 2018; infatti, aumentano gli incidenti stradali (da 13 a 16 unità) e i feriti (da 20 a 34 unità), diminuiscono i morti (da 1 a 0 unità).

Nel 2019, il settore salute è negativamente influenzato dall’andamento degli indicatori riguardanti l’evoluzione dei decessi distinti per causa di morte. Peggiorano cinque indicatori su dodici. 

Nello specifico, aumentano le patologie legate a decessi per le altre forme di tumori (non polmonari), passando da 266 a 299 unità:

aumentano le patologie legate a decessi per tumori polmonari, passando da  62 a 85 unità;

aumenta  il numero  dei decessi sul lavoro,  passando da zero a 2 unità;

aumentano le patologie legate a decessi per leucemia, passando da 19 a 29 unità;

aumentano le patologie dell’apparato respiratorio, passando da 114 a 132 unità;

diminuiscono le patologie dell’apparato circolatorio, passando da 503 a 406 unità;

diminuiscono le patologie legate a decessi per malattie infettive, passando da 36 a 31 unità;

diminuisce il numero degli aborti volontari, passando da 638 a 570 unità;

si riduce  il numero dei suicidi, passando da 8 a 3 unità;

si riducono i decessi per cirrosi epatica, passando da 17 a 10 unità;

non risultano decessi legati alla “Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS)”.

La dinamica della popolazione, evidenzia che, rispetto all’anno precedente, il tasso di crescita naturale è il peggiore del decennio (1.043 nati e 1.493 morti),  inoltre, il tasso di crescita migratorio (2.680 immigrati e 3.229 emigrati) evidenzia un saldo negativo.

L’analisi dell’anzianità, evidenzia gli aspetti strutturali della popolazione : il superamento del valore “cento” degli indici di struttura (126,67%) e di ricambio (123,64%) rileva il consolidarsi del calo demografico.  Inoltre, si evidenzia che più del 6% della popolazione ha ottanta anni ed oltre: il dato determina valori alti degli indici di vecchiaia (170,47%), di dipendenza (34,92%) e di età media (44,30 anni). Questo gruppo influisce negativamente sull’indicatore di settore, poiché tutti gli indicatori, tranne uno, sono i peggiori della serie storica analizzata.

Il settore benessere economico segnala l’andamento della ricchezza dei cittadini foggiani, mediante gli indicatori di reddito e risparmio. In questa ottica si evidenzia un ampliamento della forbice della distribuzione del reddito tra la popolazione, nonostante il reddito (IRPEF) medio per dichiarante (€ 18.447,50) è aumentato in media di circa € 350,00.

Il dossier di Meglio Foggia

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