Economia

La pellicola non girà più da oltre un anno, la 'Città del Cinema' per ora non riapre: "Impossibile con il coprifuoco alle 22"

L'amarezza di Domenico Morsuillo, direttore de La Città del Cinema di Foggia: "Siamo passati da 28-30 dipendenti ai 7 attuali, non avendo potuto rinnovare i contratti a termine degli altri ragazzi"

Non siamo ripartiti e non lo faremo a breve. Non ci sono i presupposti”. Non nasconde l’amarezza nel suo commento tranchant Domenico Morsuillo, direttore de La Città del Cinema, la multisala da anni punto di riferimento dei foggiani cultori della ‘settima arte’ e che, malgrado il ritorno della Puglia in zona gialla, ha deciso di prolungare la chiusura. Non si tratta autolesionismo, né di una forma di protesta, ma di una scelta pressoché obbligata.

Il coprifuoco ancora fermo alle 22, di fatto, censura la programmazione serale: “Significa che un film come ‘Crudelia’, che dura 2 ore e un quarto, deve essere trasmesso non oltre le 19.15 per consentire alle persone di uscire dal cinema alle 21.45 e rientrare a casa in tempo. Non è proponibile”, spiega Morsuillo. Ma le problematiche sono molteplici. Come per il servizio ristoro, non utilizzabile dato il niet del Governo alle strutture al chiuso: “Quello fa un po’ la differenza, perché con i biglietti del cinema a malapena riusciamo a pareggiare i conti. E se non possiamo aprire il bar per vendere una bottiglietta d’acqua, vengono meno i presupposti per riaprire”.

Senza contare, che ci si sta avvicinando al periodo estivo, quello storicamente meno felice dal punto di vista delle presenze: “Solitamente abbiamo un calo mostruoso, ma cerchiamo di restare aperti sia per offrire un servizio durante l’intero arco dell’anno che per garantire la continuità contrattuale ai dipendenti. Tendiamo anche ad aprire più tardi, considerando l’impossibilità di farlo nel primo pomeriggio con le torride temperature della città a cui andremo incontro, ma con le attuali restrizioni non si può pensare di aprire alle 17.30 per poi chiudere due ore dopo”.

Esclusa anche una eventuale programmazione all’aperto: “Parte del mio lavoro consiste nell’organizzare degli eventi che portino gente nella struttura durante l’estate, quando la gente frequenta poco le sale. Per questo, organizzare eventi all’aperto per un cinema con pochi clienti non porterebbe alcun beneficio”, osserva Morsuillo.

Inoltre, c’è un precedente che scoraggia questo tipo di iniziativa: “Lo scorso anno, con il decreto Conte che consentiva l’utilizzo degli spazi esterni alla struttura, avevo formulato una richiesta al Comune per trasmettere film all’aperto. A fine luglio ricevetti parere negativo e ancora non mi spiego il perché. Oltretutto, avevo vinto un bando di 21mila euro con Apulia Film Commission per strutturare il cinema all’aperto. Finanziamento al quale ho dovuto rinunciare per il diniego dell’Amministrazione".

La chiusura de La Città del Cinema non vuol dire soltanto mancanza di proiezioni di film, ma soprattutto niente lavoro per i dipendenti: “Sono rimasti solo coloro i quali avevano un contratto lungo. Siamo passati da 28-30 dipendenti ai 7 attuali, non avendo potuto rinnovare i contratti a termine degli altri ragazzi. Persone valide che stavano lavorando bene e in armonia con il resto del gruppo”, aggiunge il direttore della Multisala.  

Sono trascorsi quasi sette mesi dall’emanazione del dpcm del 24 ottobre che dispose la chiusura di cinema e teatri. Provvedimento che non fu invece destinato alle chiese, malgrado una modalità di fruizione del servizio non dissimile: “Sì, da questo punto di vista ci siamo sentiti penalizzati. Noi abbiamo la possibilità di tracciare il cliente, rileviamo la temperatura, abbiamo i posti numerati, sappiamo chi è venuto al cinema, dove si è seduto lo spettatore, conosciamo i suoi dati – ovviamente rispettando la privacy – e abbiamo 2700 posti a sedere e possiamo garantirli per otto ore di spettacolo. E ne potremmo utilizzarne anche solo il 25% occupando un posto su quattro per garantire il massimo del distanziamento. Diciamo che questa diversità di trattamento ci ha ulteriormente penalizzati. Tra l’altro, non ci risultano contagi registrati nei cinema. È stata una restrizione un po' discriminante per il nostro settore”.

Le restrizioni non sono, però, l’unica problematica da fronteggiare. La diffusione delle piattaforme streaming ha determinato anche l’eliminazione, in molti casi, della famosa ‘finestra’ di esclusiva cinematografica sui nuovi film: “È un ulteriore deficit per noi – spiega Morsuillo – perché prima avevamo un prodotto che veniva trasmesso al cinema e solo dopo un certo periodo di tempo sulle piattaforme o su home video. Non ho nulla contro esse, anzi, è giusto che ci siano. Ma i problemi di coesistenza che non dovremmo affatto avere, si presentano nel momento in cui le ‘window’ non vengono rispettate. Senza finestre temporali, abbiamo prodotti come 'Nomadland' che vengono trasmessi contemporaneamente al cinema e sulle piattaforme. Siamo noi gestori a essere penalizzati. Senza contare la perdita di valore dei prodotti stessi. Anche perché lo sappiamo che chi ha un abbonamento a una qualsiasi piattaforma, ha a disposizione migliaia di titoli, ma forse ne vede una decina. Si va a svilire l’effettivo valore del prodotto cinematografico”.

"Nel futuro ci aspettiamo semplicemente la possibilità di riaprire in condizioni migliori di quelle attuali. Siamo chiusi da un anno e due mesi ci aspettiamo delle condizioni di semi normalità, che non vuol dire non rispettare i protocolli di sicurezza, ma riaprire con orari più friubili per tutti e la possibilità di utilizzare i servizi connessi al cinema. Non chiediamo troppo", puntualizza Morsuillo. 

Insomma, tutto ruota attorno ad alcune restrizioni ancora in essere e incompatibili con le attività del multiplex di via Miranda. Ecco perché la prospettiva di una riapertura nel periodo meno florido dell'anno preoccupa meno Morsuillo: "La voglia di tornare al cinema tornerà probabilmente dopo l'estate. Andiamo incontro a un periodo difficile, ma potremmo riaprire subito purché ci siano le giuste condizioni. Ci aspettiamo un ritorno minimo alla normalità perché, fortunatamente, quello cinematografico resta un prodotto unico ed è sempre apprezzato e ricercato dai clienti. Il cinema regala quelle sensazioni che una piattaforma streaming non ti può garantire, quindi da questo punto di vista ci sentiamo abbastanza tranquilli. Cercheremo di utilizzare l’estate come un riscaldamento per i mesi successivi. Vogliamo riaprire, sia per mettere in moto la struttura, sia per poter richiamare i dipendenti che sono a casa da ormai troppo tempo, almeno quei pochi che sono rimasti”.

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