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"Abbiamo figli e mutui da pagare". Lo sfogo di Carla, titolare di un circolo privato di Foggia: "Siamo stati abbandonati"

I circoli ricreativi, seppur dotati di bar, non possono rimanere aperti, come fanno le altre attività commerciali.

 

C'è un'altra categoria commerciale dimenticata dal Governo: i circoli ricreativi. La maggior parte ha una parte destinata alla zona bar e una alle attività ricreative che spaziano dal biliardo alle carte.

Come mai, chiedono i titolari dell'Accademia del Biliardio di Foggia, non viene permesso loro di utilizzare la zona bar per la somministrazione di bevande così come avviene in un qualsiasi bar?

Nonostante questi circoli ricreativi risultino come centri di svago senza fini di lucro, hanno ugualmente molte spese fisse da sostenere. E dopo mesi di chiusura, la crisi cominicia seriamente a farsi sentire.

Le associazioni di categoria pare non abbiano fatto granché per queste attività. E mentre si cercano e trovano ristori per altre categorie merceologiche, i circoli ricreativi e culturali, schiacciati dalle spese, pian piano muoiono.

Ci racconta la sua esperienza, Carla che, con il marito Fabio, da diversi anni gestisce l'"Accademia del Biliardo", nel centro città, a Foggia. 

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