Economia Manfredonia

Speranze ridotte al lumicino, gli ospedali di Lucera e Manfredonia verso la chiusura

Si va verso l’approvazione della Giunta del piano di riordino ospedaliero. Dopo Paolo Campo arriva la dura presa di posizione del vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta

Qualcuno comincia a pensare che Emiliano sia peggio di Vendola, e non è un piccolo particolare. Tutta colpa della sanità, di cui il governatore regionale detiene la delega. In merito al piano di riordino ospedaliero - che verrà approvato domani - il presidente della Regione Puglia rischia di perdere fiducia e consensi. Soprattutto in provincia di Foggia, vittima sacrificale di un riordino che prevederebbe un forte ridimensionamento dell’ospedale di Manfredonia e la chiusura del nosocomio di Lucera.

Persino Paolo Campo – componente della commissione ed esponente del Partito Democratico – non ci ha visto più ed ha alzato la voce: “Una responsabilità che non intendo condividere perché ritengo sia un errore colpire di nuovo gli ospedali di Lucera e Manfredonia, ancor più in assenza di elementi tecnici e di un confronto politico".

Ciò che si prospetta non va giù nemmeno al vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta: “Il mio primo intervento sull’ospedale di Manfredonia risale al 2011: già da allora suonavo l’allarme per una volontà più o meno manifesta del centrosinistra al governo della Regione di chiudere una struttura senza la quale verrebbero meno i livelli essenziali di assistenza per un bacino di utenza di circa 100 mila persone, che serve, oltre alla comunità sipontina, quelle di Zapponeta, Mattinata, Monte S. Angelo, fino a Vieste.  La mia rimase una voce nel deserto allorché  paventai la fine del “punto nascita” a Manfredonia, mi diedero dell’allarmista, ma disgraziatamente i fatti mi diedero ragione. Non vorrei, quindi, essere facile profeta anche stavolta, perché siamo alla resa dei conti con chi fonda il consenso elettorale sulle bugie dette agli elettori”. 

Il consigliere regionale di Manfredonia prosegue: “L’ospedale annovera numerose eccellenze professionali ed eroga servizi necessari alle popolazioni. Purtroppo, la decisione di chiuderlo sembra essere in gestazione da anni, con un centrosinistra sordo all’esigenze delle popolose comunità locali. Cerco di essere ancora più chiaro: fino ad oggi, abbiamo mantenuto un comportamento responsabile nei rapporti con la Giunta Emiliano, nella speranza che ciò potesse essere utile per portare a casa risultati importanti per i pugliesi. Però, se l’andazzo è questo e si tagliano ad occhi chiusi servizi essenziali, senza intaccare gli sperperi e i clientelismi, la maggioranza non potrà più contare sullo spirito costruttivo e collaborativo che abbiamo dimostrato”.


Conclude Giandiego Gatta: “Emiliano lo tenga a mente, prima di decretare la fine della sanità nel nostro territorio”. La salvezza del presidio ospedaliero sipontino passerà dalla capacità dei due consiglieri regionali del Golfo, di saper incidere o meno sul piano di riordino.

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