Ghetti non più tollerabili, ma chiuderli non basta: la ricetta di Bombacigno

La Fai Cisl di Foggia rilancia la battaglia per la legalità in agricoltura. Il segretario Bambacigno: "Per avere un'immagine buona in Europa serve un'assunzione di responsabilità delle imprese locali"

Immagine di repertorio

"La 'questione ghetto' va risolta rapidamente e nel modo giusto, ma per dare un'immagine di qualità e serietà alle produzioni agricole locali occorre fare molto di più". E' quanto afferma il segretario generale della Fai Cisl di Foggia, Franco Bambacigno, che rilancia alle imprese locali la sfida per restituire credibilità al comparto agroalimentare foggiano sui mercati nazionali ed internazionali.

Prosegue Bombacigno: "Nonostante il buon lavoro svolto dall'ispettorato del Lavoro di Foggia e dalla forze dell'ordine, le situazioni d'illegalità presenti, come quella del ghetto, non sono più tollerabili. Per questo, come sindacato, auspichiamo che l'azione della Regione Puglia, intenzionata a chiudere questi vergognosi accampamenti dal nostro territorio, vada risolta non solo smantellando le povere baracche installate nelle nostre campagne, ma anche costruendo un sistema strutturato di tutela e protezione civile (come ad esempio tendopoli o prefabbricati) facendo in modo da garantire i servizi minimi essenziali alle persone che lavorano e vivono onestamente da anni nella nostra terra dando loro la dignità di essere umano prima e di lavoratore dopo”

Il segretario della Fai Cisl aggiunge: “A chi si lamenta dell'immagine negativa che hanno le nostre aziende agricole e le loro produzioni all'estero, ricordiamo che questa è una situazione certamente non causata dal mondo del lavoro dipendente, ma da chi in agricoltura ha sempre cercato facili guadagni, facendo anche aumentare l'evasione contributiva".

Pertanto, Bambacigno torna a chiedere "un recupero del ruolo d'impresa sul territorio, che non può basarsi solo ed esclusivamente sullo "sfruttamento" del lavoro poiché il vero imprenditore è quello che investe i propri denari per far crescere l'azienda. Siamo stanchi di sentire 'belle prediche' mentre tutto intorno si continua a 'razzolare male'. A tal proposito, ci chiediamo: quante sono le aziende sul territorio che hanno aderito alla nuova rete agricola di qualità?".

Per il segretario della Fai Cisl, "le negatività presenti non colpiscono solo gli stranieri sfruttati nelle campagne, ma anche i giovani del territorio che vorrebbero lavorare in agricoltura ma si rifiutano di accettare le stesse condizioni che vengono riservate agli extracomunitari e comunitari che già tra loro si fanno concorrenza al ribasso. E' quindi ora di finirla col dire che i giovani foggiani non vogliono lavorare in agricoltura, perché è assolutamente falso. Si tratta di un alibi utilizzato da chi vuoi continuare a sfruttare il bisogno di chi, per sopravvivere, è costretto a subire ogni tipo di condizioni. Anche perché oggi il lavoro in agricoltura è cambiato profondamente attraverso le nuove tecnologie utilizzabili, che consentirebbero di operare con minor fatica e in maniera più dignitosa".

Secondo la Fai "bisogna escludere le aziende irregolari da ogni finanziamento ed agevolazione cominciando dalla fiscalizzazione dagli oneri sociali, arrivando anche alla confisca dei beni; riconoscendo una premialità a quelle che lavorano in modo regolare, nel rispetto dei contratti, a partire dalle tabelle salariali che, troppo spesso, vengono applicate solo sulla carta, mentre nei fatti ai lavoratori vengono erogate paghe di gran lunga minori" i quali pagano due volte, la prima per i soldi che non percepiscono la seconda perché pagano tasse su soldi che non hanno percepito realmente.

Per il sindacato, una soluzione utile a contrastare le irregolarità e a favorire dinamiche chiare e trasparenti è l'individuazione sul territorio provinciale di un punto d'incontro efficiente tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura; ruolo che, a parere della Fai Cisl, potrebbe essere svolto efficacemente dagli enti bilaterali derivanti dagli accordi contrattuali del settore agroalimentare in cui siedono insieme imprese e lavoratori.

“La Fai Cisl si dice pronta anche per il nuovo anno a collaborare con chiunque sia seriamente determinato a valorizzare il comparto agroalimentare locale che ha grandi potenzialità ancora da sfruttare ed in grado di rilanciare l'intera economia. Questo sarà anche cavallo da battaglia per il prossimo rinnovo del contratto provinciale di lavoro degli operai agricoli scaduto il 31 dicembre 2015, per il quale è stata già presentata piattaforma rivendicativa alle controparti datoriali” conclude

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