D’Emilio: “Enti locali scongiurino la chiusura della Facoltà di Ingegneria”

Comune e provincia sono chiamati ad evitare la "cancellazione illustre" dei corsi di laurea in Ingegneria civile e meccanica dopo quelle della Scuola di Polizia e del Distretto Militare

Francesco D'Emilio

Con una nota diramata agli organi di stampa, il capogruppo Pdl Francesco D’Emilio esprime il suo disappunto in merito alla graduale chiusura (recentemente confermata dal rettore foggiano Giuliano Volpe ndr) dei due corsi accademici di ingegneria del Politecnico di Bari attivi nel capoluogo dauno, invitando Comune e Provincia a trovare tempestivamente la soluzione idonea al loro mantenimento.

“Quello inerente la formazione universitaria è certamente uno dei criteri in base ai quali si determina la qualità dell’offerta formativa di una città ed è per questo che riteniamo doveroso che gli enti pubblici locali compiano il massimo sforzo per scongiurare la chiusura dei corsi di laurea in Ingegneria Meccanica e Ingegneria Civile attualmente attivi a Foggia presso i locali dell’ITIS Altamura, con oltre 700 iscritti”.

“L’offerta accademica dell’Università degli Studi di Foggia è ampiamente soddisfacente sia sul piano umanistico che su quello sanitario, oltre che su quello economico-giuridico, ma è del tutto carente nell’ambito tecnico-ingegneristico: di qui la grande utilità della sede decentrata del Politecnico di Bari, che offre alle centinaia di studenti foggiani indirizzati verso quel tipo di percorso universitario l’opportunità di proseguire gli studi in città almeno nel primo triennio, con notevoli benefici sul piano economico.

Le iscrizioni ad Ingegneria Meccanica sono bloccate già dallo scorso anno mentre per Civile questo dovrebbe essere l’ultimo: la chiusura dei due corsi costringerà le matricole a trasferirsi a Bari o in altri poli universitari, affrontando le spese tipiche dello studente pendolare o fuorisede.

Ma non tutti potranno permetterselo visto che tra i frequentanti figurano studenti che non hanno la possibilità di studiare nei grandi politecnici italiani, come Bari, Torino e Milano: un vero peccato che può e deve essere evitato dai nostri enti locali, chiamati, in virtù del valore primario rivestito dalla formazione accademica, ad evitare quest’altra “cancellazione illustre” dopo quelle della Scuola di Polizia e del Distretto Militare, impegnandosi a reperire i fondi necessari al mantenimento dei corsi in questione a Foggia. Una città che vuole crescere o, almeno, non finire definitivamente nel baratro non può prescindere dalla formazione dei suoi giovani.”


 

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