Conservificio di pomodori chiuso nel 2017, madri e padri di famiglia senza lavoro: "La Regione lo riapra"

Si tratta dello stabilimento di Poggio Imperiale. La fabbrica, spiegano Lonigro e Di Claudio, è stata trasferita dal Ministero all’Agricoltura alla Regione Puglia

Lo stabilimento di pomodori

Riaprire lo stabilimento di trasformazione del pomodoro ubicato sulla Statale 16 in agro di Poggio Imperiale. Lo chiedono con urgenza Pino Lonigro e il segretario provinciale, Luigi Di Claudio.

La chiusura dello stabilimento

"Lo stabilimento, ricorda Lonigro, è stato realizzato dal Ministero dell’Agricoltura, in attuazione della legge 27.10.1966, che favorisce la trasformazione dei prodotti agricoli in aree di particolare interesse pubblico. Sorge nell’agro di Poggio Imperiale, a ridosso dei territori di comuni di Lesina, San Paolo di Civitate e Apricena, intensamente coltivati a pomodori.

La gestione dello stabilimento venne a suo tempo assegnata alla Compagnia Generale Agroindustriale, una società per azioni di Salerno sulla base di una convenzione firmata nel dicembre 1996 a Roma. La produzione non è mai decollata pienamente, tanto che è stata fermata nel 2017, con la conseguente chiusura dell’azienda, che ha lasciato priva di impianto di trasformazione quell’area tanto vocata al pomodoro ed ai suoi derivati. E con l’avvio della campagna di trasformazione del pomodoro in Capitanata, si mostra in tutta la sua gravità l’assenza di un opificio situato peraltro in una posizione strategica, sulla statale 16.  

L'appello alla Regione Puglia

Il conservificio è stato per anni l’unico punto di conferimento dell’oro rosso di quella zona e negli anni ha offerto lavoro a tante madri e padri di famiglia, che ora si trovano prive di occupazione. Dal momento che l’intera fabbrica è stata trasferita dal Ministero all’Agricoltura alla Regione Puglia, noi di Socialismo Dauno chiediamo all’assessore regionale competente, Raffaele Piemontese, di prendere a cuore la vicenda e di mettere in atto tutte azioni possibili per la riapertura dello stabilimento, affidandolo, nel rispetto delle finalità per cui è stato realizzato, ad associazioni di produttori locali oppure a cooperative agricole"

Lonigro e Di Claudio concludono: "Gli agricoltori e il mondo agricolo di quella parte produttiva della Capitanata hanno bisogno urgente che quel conservificio venga riaperto, per portare benessere, lavoro e certezze all’intera area agricola dell’Alto tavoliere. “Questo, tanto per gli agricoltori di quel territorio che per i tanti giovani che troverebbero lavoro”, concludono Lonigro e Di Claudio"
 

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