Economia

Esclusi dalle riaperture, commercianti foggiani non ci stanno: "E' assurdo, noi chiusi ma attività a rischio assembramenti aperte"

Protesta del coordinamento dei commercianti di Foggia costituito da Sebastiano Francesco Paolo, titolare di Palau Srl, Lucia Tucci di Tucci Sas scarpe, Loretta Ricotta dell'istituto il Cigno e Teresa Amorico di Tessy Acconciature

FOTO FRANCESCO PAOLO SEBASTIANO

Dura protesta delle categorie che si occupano di commercio al dettaglio di articoli di gioielleria, calzature, abbigliamento uomo/donna, nonché dei parrucchieri e dei gestori di centri estetici.

Il coordinamento dei commercianti di Foggia costituito da Sebastiano Francesco Paolo, titolare di Palau Srl, Lucia Tucci di Tucci Sas scarpe, Loretta Ricotta dell'istituto il Cigno e Teresa Amorico di Tessy Acconciature afferma di aver appreso con grande dispiacere che "solo le nostre 5 categorie, su 36, sono state escluse dall'apertura perché ritenute attività con maggiore possibilità di contagio a causa degli assembramenti ed inoltre non utili alla persona e, di conseguenza, sospese dal Dpcm del 2 marzo scorso".

Gli esercenti di Foggia proseguono: "Ci dispiace constatare che in molte delle attività lasciate aperte, è più probabile che si verifichino assembramenti pericolosi, come ad esempio nei supermercati e nei mercati rionali, di quanto potrebbe accadere nelle attività commerciali costrette a chiudere".

"Non solo - continuano i promotori della protesta - sono state risparmiate dalla chiusura attività che a nostro avviso non sono necessarie in tempo di lockdown"

E' questo il motivo per cui i rappresentanti delle attività commerciali chiuse hanno deciso di intraprendere una azione di protesta per evidenziare come il ministero della Salute si sia reso complice del forte disagio che stanno vivendo specie a causa dell'arcinoto allegato 23 del Dpcm che, consentendo a numerosi esercizi commerciali di restare aperti, finisce per favorire una indiscriminata circolazione di tante persone che, incuranti del forte pericolo, continuano ad affollare le strade e le piazze di Foggia e della sua provincia"

"Questa purtroppo - concludono i rappresentanti dei commercianti  costretti a chiudere - è la realtà che viviamo in 'zona rossa' in cui tanta gente si accalca per fare acquisti e noi, commercianti esclusi, siamo costretti a tenere le serrande abbassate, pur avendo investito nel maggio 2020 notevoli somme per dotare i nostri negozi di tutti gli accorgimenti richiesti dalle norme di sicurezza."

Infine una proposta per migliorare la situazione: "Una soluzione potrebbe essere quella di accogliere i nostri clienti su appuntamento, consentendoci di 'tirare avanti' ed evitare di far ricorso ai ristori. Questa soluzione ci aiuterebbe tantissimo garantendoci, dopo il 7 aprile, anche nel caso in cui la Puglia dovesse continuare ad essere dichiarata 'zona rossa', di continuare a lavorare e a vivere con dignità".

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