Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

A Borgo Tressanti nasce l'unico centro italiano di trasformazione della canapa: "Adesso dobbiamo costruire le filiere"

Inaugurato questa mattina alla presenza del sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate. Un progetto dal forte valore ambientale, che mette in pratica i principi dell’economia circolare

 

Inaugurato, questa mattina, a Borgo Tressanti, il centro di prima trasformazione della canapa, ad oggi l’unico funzionante in Italia. All'evento era presente il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate, che ha sottolineato: “Chiudere la filiera della canapa diventa strategico per questo comparto. Farlo in Puglia, nel raggio di 100 km, è un ulteriore motivo di vanto per questa Regione che da tempo crede nel rilancio di questa coltura. Dai campi all’industria, sia essa agroalimentare, tessile o edile, è l’obiettivo primario della proposta di legge fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e approvata nel dicembre 2016 e sarà al centro del neo-costituendo tavola di filiera, a cui ho dato vita al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Con il coinvolgimento dei diversi ministeri competenti, affronteremo anche le altre questioni dibattute per addivenire ad una conclusione condivisa che possa sostenere e incentivare la filiera, creando così nuovi posti di lavoro e rendendo sempre più competitive le nostre imprese”. 

Grazie agli starting material che si ricavano da questa prima lavorazione della pianta della canapa, canapulo e fibra, sarà possibile avviare anche nel nostro paese intere filiere industriali a base di canapa ad oggi non presenti nel nostro paese come quella della bioplastica, della carta o del tessile. Intanto il primo effetto è stato quello di chiudere la filiera delle case di canapa in Puglia dove, nel raggio di pochi chilometri, si passa dalla coltivazione alla prima trasformazione, all’ulteriore lavorazione per ottenere i prodotti necessari per l’edilizia, fino al loro impiego in cantiere nel nuovo complesso 'Case nel verde' in via di costruzione a Bisceglie da Pedone Working con i materiali in canapa BioMat. 

Non bisogna dimenticare che se l’edilizia a livello globale incide per il 30/40% delle emissioni di CO2, la canapa dà vita all’unica filiera costruttiva carbon negative, che toglie cioè dall’ambiente più CO2 di quella che ne verrebbe immessa. Un progetto dal forte valore ambientale, che mette davvero in pratica i principi dell’economia circolare, e può essere la base per una nuova economia sostenibile nel centro-sud. “Il primo passo per tornare ai vecchi albori della canapa in Italia, che negli anni ’50 era il secondo produttore mondiale, è realtà”, sottolinea Pietro Paolo Crocetta di Bio Hemp Trade specificando che: “Per arrivare a questo risultato abbiamo lavorato in questi anni sia sulle tecniche di coltivazione, sia sulle tecnologie che ci avrebbero dato la possibilità di arrivare a questo traguardo. Quest’anno, dopo test continui sulla linea di produzione, siamo riusciti a raggiungere uno standard che può essere competitivo sul mercato”.  

Potrebbe Interessarti

Torna su
FoggiaToday è in caricamento