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Venerdì, 19 Aprile 2024
Economia

Centrali a biomasse, Soldo ai sindaci di Foggia e Sant'Agata: “E’ questo che serve?”

Legambiente Circolo Gaia di Foggia è convinta che questi sono progetti di cui non ha bisogno il territorio e che comporteranno solo danni all'economia e alla salute dei cittadini

Il circolo Gaia di Legambiente interroga i nuovi sindaci di Sant'Agata di Puglia e di Foggia in merito alle centrali a biomassa in via di realizzazione. “Siamo convinti – spiegano dal Circolo Gaia - che produrranno più danni che benefici alla totalità della popolazione. Il primo segnale preoccupante e paradigmatico di una situazione che già fin d’ora non si riesce a tenere sotto controllo è l'assedio della "puzza" provocata da impianti di compostaggio o altro che in primavera- estate fanno sentire più forte la loro presenza”. E allora, cosa succederà per i fumi delle centrali?

“A nulla varranno gli sforzi dei comuni dei Monti Dauni che si stanno affannando ad inventarsi politiche turistiche e di qualità nel settore agro-alimentare, per cercare di ridare un futuro a questi territori già di per sé abbandonati ed isolati e della città di Foggia”, scrive il presidente Tonino Soldo. “Questi Comuni dovranno fare i conti, anche dopo la depurazione dei fumi prodotti dalle centrali a biomasse, da una cappa di CO2 (responsabile dei cambiamenti climatici) e da una quantità non trascurabile di numerosi macro e micro inquinanti (polveri sottili ed ultrasottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, in quantità proporzionale alla massa di biomasse trattate), con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta”.

Conseguenza non secondaria è quella dell’inquinamento dei suoli per ricaduta delle suddette particelle che provocherà conseguenze importanti nel sistema agricolo in relazione alla qualità delle produzioni di derrate alimentari che saranno parimenti intaccate così come le falde acquifere. Altro elemento preoccupante è la sentenza della Corte Costituzionale n. 166, che ha dichiarato illegittima la Legge della Regione Puglia n. 31/2008 che preclude la realizzazione in zona agricola di impianti alimentati da biomasse, salvo che queste ultime provenissero, per almeno il 40%, da "filiera corta", cioè da un'area contenuta entro 70 chilometri dall'impianto.

LA CENTRALE DI SANT'AGATA. “Questa sentenza sicuramente porterà enormi vantaggi alle società che dovrebbero investire a Foggia ed in provincia parecchi milioni di euro per la realizzazione di due impianti a biomasse. L'Agritre, Gruppo Tozzi, nel comune di Sant'Agata di Puglia ha avuto l'autorizzazione per un impianto da 80 Mw termici e 25,2 Mw elettrici a ciclo combinato da alimentare con circa 160.00-180.000 tonnellate annue di paglia e cippato di cui il 40% da filiera corta”, spiega Soldo.

LA CENTRALE DI RIGNANO SCALO. “L'Enterra S.p.A di Orio al Serio, acquisita da Belenergia , ha avuto l'autorizzazione, che è stata già prorogata, per la realizzazione di una centrale a biomasse a Rignano Garganico Scalo, nel comune di Foggia, un impianto a biomasse vegetali "a filiera corta" da 13 Mw elettrici e circa 50 Mw termici da alimentare con 100-120.000 tonnellate di biomasse costituite da cippato di legna che dovrebbe  provenire dalla pulizia dei boschi e da potature di oliveti e vigneti, dalle vinacce e dalla sansa vergine ed esausta, di cui almeno per il 40%, entro un raggio di 70 chilometri dall'impianto”.

"E' il caso di ricordare che l'inquinamento dell'aria prodotto da questi impianti di grossa taglia può portare ad esternalità economiche sanitarie anche dell'ordine di alcuni milioni di euro all'anno. In cambio, invece, i due comuni hanno già concordato misere compensazioni annuali”. Legambiente Circolo "Gaia" di Foggia convinta che questi sono progetti di cui non ha bisogno il territorio e che comporteranno solo danni all'economia e alla salute dei cittadini, continuerà ad essere attenta e verificherà che le prescrizioni previste nelle autorizzazioni, non vengano disattese. Sarebbe utile ed auspicabile adottare il principio di precauzione, per non scoprire fra vent’anni i danni che tutte le installazioni di centrali faranno alla salute dei cittadini e del territorio; nello stesso tempo si chiede che finalmente venga istituito il registro dei tumori della provincia di Foggia, nella convinzione che è a partire dai dati che si può capire cosa stia avvenendo nel nostro territorio. Insomma su questo si gioca il destino del nostro territorio”. 

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