Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Rignano Scalo, nell’ex zuccherificio sorgerà una centrale elettrica a biomasse vegetali

Come riportato su 'Il Sole 24 Ore' in un articolo di Vincenzo Rutigliano, l'investimento è pari a 60 milioni di euro. Claudio Stefanazzi: "Non è un inceneritore e non vi è alcun rischio per l'ambiente"

60 milioni di euro. A tanto ammonta l’investimento del gruppo francese ‘Belenergia’ nel settore delle energie rinnovabili, e nello specifico nella centrale elettrica a biomasse vegetali a ‘filiera corta’ da 13 Mw che sorgerà su un’area di 20 ettari dove un tempo c’era lo zuccherificio Eridiana, superficie di proprietà del gruppo Percassi.

Come si legge nell’articolo de ‘Il Sole 24 ore’ a firma di Vincenzo Rutigliano, “il termovalorizzatore utilizzerà come combustibile scarti vegetali che dovranno provenire, almeno per il 40%, entro un raggio di 70 kilometri dall'impianto. In media, ogni anno, quasi 100-120.000 tonnellate di biomasse costituite da cippato di legna proveniente dalla pulizia dei boschi e da potature di oliveti e vigneti (35%), dalle vinacce (20%) e dalla sansa vergine ed esausta (45%).

La questione del termovalorizzatore in fase di costruzione a Borgo Eridiana, è stata al centro di numerose denunce e proteste da parte del gruppo 'Capitanata Rifiuti Zero' e dei meetup dei cinquestelle, che in più di un'occasione hanno sollevato dubbi e perplessità sui probabili rischi alla Salute e al territorio, che l'impianto produrrebbe.

Ma sulle pagine on line del quotidiano politico, economico e finanziario, Claudio Stefanazzi - presidente del consiglio di amministrazione di Enterra spa – ci ha tenuto a precisare che “non è un inceneritore e non vi è alcun rischio per l'ambiente” aggiungendo che “i bruciatori che bruciano spazzatura sono tutt'altro". L'impianto – si legge - non brucerà rifiuti urbani, ma solo scarti di lavorazione di prodotti vegetali.

Saranno circa una ottantina, diretti e dell’indotto, i lavoratori impiegati. “Il contributo della centrale di Rignano sarà decisivo anche per il fatturato di Belenergia. Arrivati in Italia nel 2011, i francesi contano infatti di triplicarlo: dai 13 attuali ai 50 stimati entro il 2016, grazie anche agli investimenti nel solare previsti pure in Puglia. Nella società titolare dell'autorizzazione, Enterra, la Stilo Immobiliare ha una partecipazione del 30%” si legge a conclusione dell’articolo.

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