Il Tar dà ragione al Comitato foggiano Pro Iriip: "Da Regione Puglia e Università comportamento omissivo"

La vicenda giudiziaria si intreccia con la concessione di 99 anni di una porzione del compendio "Cavalli stalloni", quella interessata dai Campi Diomdei. Franco Cuttano vuole le carte, i due enti obbligati a dargliele

“Va disposto che la Regione Puglia e l’Università di Foggia, singolarmente o di concerto, ma nondimeno in regime di corresponsabilità ostensiva, rendano disponibili al comitato ricorrente, mediante estrazione di copia, gli atti relativi alle operazioni catastali propedeutiche al trasferimento della porzione del compendio immobiliare “Deposito Cavalli Stalloni”, con obbligo di N. 01107/2018 REG.RIC. reperimento presso le rispettive strutture, entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente sentenza, riservata restando, in mancanza, la nomina di un commissario ad acta”. Il Tar ha così accolto il ricorso promosso dal Comitato foggiano Pro Iriip teso a venire in possesso della documentazione relativamente al (contestato) passaggio “di mano” novantanovennale (99 anni) tra Regione Puglia e Università di Foggia (deliberazione di giunta regionale m.2223. del 9.12.2015). Carte che il comitato foggiano, seppur richieste,non ha mai ottenuto, ricorrendo, pertanto, contro il silenzio e il comportamento omissivo dei due enti.

Con sentenza dell'11.01.2019, i giudici accolgono il ricorso, invitando UniFg e Settore Demanio e Patrimonio regionale a procedere. Soddisfazione di Franco Cuttano: “Sono stati bacchettati dal TAR di Bari per l'illegittimo comportamento silenzioso ed omissivo perpetrato a danno del Comitato Pro IRIIP che richiedeva legittimamente, in base all'articolato della Legge 241/1990 e non solo, informazioni e copia documenti relativi allo stato attuativo e procedurale inerente alla deliberazione della Giunta Regionale n. 2223 del 9.12.2015 riguardante la sottoscrizione di un accordo di programma tra la Regione Puglia e l'Università di Foggia per la concessione novantanovennale (99 anni) a titolo gratuito di gran parte del compendio immobiliare dell'Istituto ippico foggiano (IRIIP). Declaratoria richiesta dal Comitato per violazione degli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione; degli artt. 1, 2, 3, 9, 10, 22 e 24 della legge 241/1990; della legge regionale 15/2008 e del regolamento regionale 20/2009, dei principi di trasparenza, ragionevolezza, imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, nonché l'eccesso di potere per illogicità manifesta, contraddittorietà, difetto di motivazione e sviamento”.

“Si, perché – continua Cuttano- la documentazione negata dalla Regione Puglia e dall'Università di Foggia é utile per le finalità dell'azione legale del Comitato, che ha impugnato la succitata deliberazione n. 2223, nel giudizio RG 376/2013 attualmente pendente innanzi al TAR di Bari” al fine di “salvaguardare e valorizzare l'intero compendio architettonico monumentale denominato "Deposito Cavalli Stalloni", nonché al rilancio delle sue storiche funzioni.

Tutto questo mentre il sindaco di Foggia Franco Landella, anziché fare "mea culpa" per non aver mai voluto incontrare ed ascoltare ed oggi tentare un approccio risolutivo con lo stesso, si avventura a fare il gradasso con i soldi dei foggiani, a delegare un quotatissimo avvocato del foro romano per presentare un costoso ricorso al Tar contro le decisioni della Soprintendente di Foggia Maria Giulia Picchione che in autotutela ha avuto la saggezza di sospendere i lavori degli inutili, costosi e devastanti "Campi diomedei". Lavori condotti con grave negligenza dagli addetti ai lavori in quella storica area Parco Equestre dei "Cavalli Stalloni di Foggia".

“Un’area dell'IRIIP – conclude Cuttano- che dagli atti risulta indivisibile e indisponibile, totalmente tutelata da ben due vincoli Mibac (paesaggistico ed archeologico). Il progettato cambio d'uso di quei 23 ettari da Parco equestre-ippodromo a giardinetti Campi Diomedei  mette  in serio pericolo le funzioni istituzionali dello storico ed esclusivo Istituto ippico foggiano, che attualmente scuderizza circa ottanta stalloni di pregiate razze cavalline ed asinine tra cui il cavallo Murgese e l'asino di Martinafranca notoriamente in pericolo di estinzione”. La battaglia legale continua.

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