Cassa integrazione in deroga: in Capitanata + 266% a gennaio 2012

La CGIL: "Erosi redditi famiglie, che sono costrette a indebitarsi". Le famiglie foggiane, secondo la Cgia di Mestre, sono al quarto posto per indebitamento nel triennio 2008/2011

In Capitanata, rispetto a gennaio 2011, è aumentata del 28% la cassa integrazione straordinaria e del 266% quella in deroga. Questi dati, ai quali va aggiunto quello relativo alla diminuzione del 77% della cassa ordinaria, emergono dalle rilevazioni Cgil sugli elenchi INPS relativi alla CIG di gennaio 2012.

Quello del commercio è il settore che maggiormente ha fatto ricorso alla Cassa integrazione in deroga con ben 96mila ore. Un dato strettamente collegato alla forte contrazione dei consumi registrato in tutto il Paese e a una spesa pro capite che vede quella di Foggia al 98esimo tra le province italiane.

Altri settori sono quello edile (circa 19mila ore) e il settore agroalimentare (circa 20mila ore). In totale le ore di cassa integrazione ordinaria, nel primo mese dell’anno, sono state 39.700. Quelle di cassa straordinaria o in deroga, oltre 200mila.

Questi dati sulla Cig straordinaria sono il riflesso delle tante aziende che dichiarano stato di crisi o chiudono – commenta la Cgil di Foggia - Gli effetti della crisi si avvertono più forti nella nostra provincia per una complessiva arretratezza del sistema produttivo, per un nanismo imprenditoriale che la fa da padrone, come abbiamo anche spiegato nella nostra piattaforma di sviluppo Progetto Capitanata, e non consente alla aziende di avere strumenti finanziari ma anche organizzativi e culturali per far fronte a questa lunga fase recessiva. Un’arretratezza che porta a investimenti su innovazione e qualità, e che dimostra come quello legato alle flessibilità del mercato del lavoro - che ci sono e sono tante - o sulla riforma delle cassa integrazione, siano falsi problemi. Così come tutta la discussione sull’articolo 18. In una fase dove c’è una continua emorragia di posti di lavoro, non si capisce perché discutere di strumenti in uscita e non piuttosto su come estendere gli strumenti di sostegno e non tagliarli, favorire la ripresa e la nuova occupazione”.

"Inoltre - prosegue - la cassa integrazione significa meno soldi nelle tasche dei lavoratori per redditi già colpiti dall’inflazione reale, dall’aumento delle tasse, delle tariffe, dei prezzi. Non è allora un caso che le famiglie della provincia di Foggia, secondo le stime della Cgia di Mestre, siano al quarto posto in Italia per quelle che si sono maggiormente indebitate tra il 2008 e il 2011, con un +51,2% e con un debito medio che al 30 settembre 2011 ammontava a 14.120 euro”.

 

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