Cassa Integrazione, in provincia di Foggia ore autorizzate crescono del 606,3%

Aldo Pugliese UIL: “Situazione drammatica, sempre più frequente in ricorso alla mobilità e ai licenziamenti”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

A settembre, con 3,5 milioni, diminuiscono in Puglia le ore richieste all’Inps di cassa integrazione (-65,2%) rispetto al precedente dato di agosto, mentre il rapporto con il 2008 – anno di inizio della crisi – segna un preoccupante +174,7%. Sulla carta, gli indici al ribasso sarebbero positivi ma la realtà purtroppo è ben diversa.

“Per molte aziende – spiega il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese – c’è l’enorme difficoltà di aver esaurito le diverse forme di cassa integrazione tanto da ricorrere, laddove possibile, alla mobilità che equivale al licenziamento dei lavoratori. In tal senso, l’Inps registra, rispetto allo scorso anno, un sensibile incremento delle richieste delle istanze di mobilità e di disoccupazione (+22,3%)”.

A settembre 2013, complessivamente, le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps in favore delle aziende della provincia di Foggia crescono del 606,3% su agosto 2013. Più nel dettaglio, le aziende della provincia di Foggia autorizzate dall’Inps all’intervento della cassa integrazione ordinaria (Cigo), complice il periodo di ferie, segnano un balzo passando dalle zero ore di agosto 2013 alle oltre 153mila ore di settembre.

Relativamente alla cassa integrazione straordinaria (Cigs), la quale viene concessa nelle ipotesi di crisi aziendale a differenza di quella ordinaria che invece viene accordata per difficoltà temporanea dell’impresa, si passa dalle zero ore richieste ad agosto alle quasi 33mila di settembre.

In ordine agli interventi in deroga (Cigd) si registra un incremento del 170,1% su agosto 2013 (da quasi 43mila ore di agosto a 115mila ore di settembre). Per la cassa in deroga sono sempre all’ordine del giorno le difficoltà e le incertezze intorno allo strumento. Inoltre, per il 2014 sarebbero in fase di ridefinizione da parte del governo nazionale nuove regole di attribuzione delle risorse per regioni d’Italia sempre più stringenti.

“E’ evidente – continua Pugliese – la confusione che caratterizza la cassa in deroga a cui si somma la palese insufficienza delle risorse stanziate finora dal governo nazionale. Di sicuro, gli incrementi sarebbero stati più consistenti perché un clima del genere scoraggia le aziende a ricorrere alla Cigd con i conseguenti rischi di nuovi licenziamenti.

Ed ancora, altro problema è rappresentato dai finanziamenti nazionali a singhiozzo che generano forti ritardi nei pagamenti con conseguenti gravi danni nei confronti di migliaia di lavoratori. La crisi economica morde sempre più ed il mancato concreto rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga da parte del governo Letta rischia di scatenare una spirale recessiva con nuove criticità occupazionali per il nostro paese. Bisogna ridefinire con serietà lo strumento degli ammortizzatori in deroga eliminando i suddetti limiti, altrimenti, diventerà impraticabile anche per la Puglia, sostenere il reddito dei lavoratori in Cigd così come quelli in mobilità in deroga”.

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