Faeto, scoppia il "caso termosifoni": il sindaco attacca la scuola, la preside si difende

La dirigente scolastica Maria Michela Ciampi non ci sta. Non ha digerito la comunicazione inviata lo scorso 21 gennaio dal sindaco Antonio Melillo e risponde per le rime. Difendendo il personale scolastico ingiustamente accusato

Immagine di repertorio

A Faeto scoppia il caso termosifoni. Un cortocircuito di lettere e responsabilità presunte quello avvenuto tra il Comune della cittadina sui Monti Dauni e l’istituto comprensivo statale cittadino. Sulla questione, la dirigente scolastica reggente, Maria Michela Ciampi, proprio non ci sta.

Non ha digerito la comunicazione inviata lo scorso 21 gennaio dal sindaco Antonio Melillo e che fa riferimento ad un presunto “grave comportamento da parte di personale scolastico in servizio presso il plesso scolastico di Faeto”, che nei giorni 19 e 20 gennaio avrebbe “staccato gli interruttori generali con conseguente distacco dell’impianto di riscaldamento”.

Immediata la riposta della dirigente scolastica. “Con la dicitura “personale scolastico in servizio” a chi realmente ci si riferisce, visto che alla scuola hanno accesso docenti, collaboratori scolastici (dipendenti della scuola) e personale addetto ai servizi di pulizia (non dipendente dalla scuola e di cui il dirigente non ha alcuna responsabilità)?”, si chiede.

LA COMUNICAZIONE DEL COMUNE: COMUNE DI FAETO-2

Ancora, la stessa si domanda “come sia possibile che docenti e collaboratori abbiano potuto staccare gli interruttori generali, come viene affermato, il giorno 19 gennaio 2016 considerato che lo stesso sindaco per quel giorno ha emanato regolare ordinanza di chiusura in seguito alla quale nessun dipendente della scuola era quel giorno in servizio ed era quindi nell’impossibilità materiale a manomettere gli interruttori”. Che, peraltro, sarebbero rimasti al freddo insieme agli alunni.

“Si esprime il personale rammarico per le affermazioni gratuite fatte dal sindaco che si arroga il diritto di giudicare “negligente” un comportamento di cui non ha e non può avere le prove. Ancora una volta – continua - il personale della scuola dopo mesi di pubblicità negativa fatta in giro per giornali e social media, sale alla cronaca per fatti di cui non è responsabile e al quale non è in alcun modo riconosciuta l’abnegazione e la passione per il lavoro svolto. Sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione che più volte è stata invocata ma che il sindaco ha puntualmente disatteso sicuro come crede di poter ingerire nelle dinamiche scolastiche senza alcun rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche.

LA REPLICA DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA: SINDACO-FAETO-CALDAIA-1-2

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