RSU foggiane: “Discriminazioni di personale e spostamenti clientelari in Amiu”

In attesa della stesura definitiva del contratto di servizio, l’assemblea generale dei lavoratori si è espressa per la mobilitazione e per una giornata di sciopero.

Immagine di repertorio

Per l’Amiu Puglia non c’è pace. Questa volta a gettare benzina sul fuoco ci pensano le RSU foggiane dell’azienda: “Tutto sembrava volgere al meglio per il servizio di igiene urbana e dei dipendenti del settore, ma in realtà nulla ancora ha trovato la sua definizione, generando nuove problematiche all'interno dell'unità produttiva di Foggia e divergenze di posizioni tra i soci stessi. Siamo infatti ancora alle prese con la stesura definitiva del contratto di servizio, situazione che implica gravi ripercussioni perché non permette di effettuare investimenti e di poter avere una programmazione e gestione a medio e lungo termine delle attività, fondamentali per qualunque azienda del nostro settore”

Il rapporto tra le parti rischia di incrinarsi seriamente, per via di alcune scelte di Amiu, che le RSU evidentemente non gradiscono: "Nonostante sia la società stessa, infatti, ad aver sempre evidenziato un costo del personale superiore a quello previsto dalle normative vigenti, si assiste paradossalmente, ad una gestione del personale, a nostro avviso inappropriata, da parte della società stessa, che ha raggiunto il suo culmine qualche giorno fa con l'affidamento a mansioni da capo reparto ad un dipendente, che tra l’altro già “fortunato” a non subire nessun demansionamento,  si è visto promuovere dal 5° al 6° livello”:

Precisano le RSU: “Tale decisione presa unilateralmente dalla direzione, senza una evidente giustificazione dal punto di vista della necessità in organico e senza l’adozione di nessun criterio circa l’individuazione del dipendente promosso, diventa incomprensibile dal momento in cui si ha del personale già retribuito da 7° e da 6° livello, con esperienza specifica nel settore di competenza, demansionato tecnicamente a mansioni inferiori, che potrebbe eventualmente ricoprire quel ruolo, senza nessun aggravio di costi. Si rammenta, a tal riguardo, che l'assunzione del personale delle fallite società Amica e Daunia Ambiente è avvenuta, a seguito di un accordo in sede di task force regionale nel 2012 e tutt'ora vigente, con contratto part-time ancora in essere, nell'ottica della riduzione dei costi, che ha comportato oltretutto il demansionamento tecnico di buona parte del personale, con conservazione dei livelli retributivi esistenti al momento del licenziamento”

Poi l’affondo: “In attesa della tanto decantata riorganizzazione e possibile passaggio full-time di tutto il personale, che migliorerebbe non solo la qualità e l'efficienza del servizio, ma anche le condizioni dei dipendenti, si assiste alle continue e sistematiche discriminazioni di personale e spostamenti clientelari. A nulla è valsa l'azione delle organizzazioni sindacali, sempre propositiva e costruttiva, che ha visto sistematicamente inattese le continue richieste di informazione, di documentazione o di delucidazione su tutte le attività aziendali”.

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Concludono annunciando lo sciopero dei lavoratori: “È ora di capire quale sarà il futuro lavorativo dei dipendenti, quali logiche si adottano per la gestione del personale e come migliorare i servizi resi ai cittadini che ne sostengono il costo. Si comunica, infine, che l’Assemblea Generale dei Lavoratori, tenutasi in data 24 giugno per le motivazioni di cui sopra, si è espressa per la mobilitazione e la proclamazione di una giornata di sciopero

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