Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia Biccari

Stranieri da tutto il mondo a Biccari per comprare case da 1 a 20mila euro: "Arrivano qui per vivere bene e riscoprire valori perduti"

Già definite le prime cinque compravendite (tutte a persone straniere). Una sesta è prevista per il prossimo mese. Nella giornata di oggi, l'incontro con una nuova coppia interessata a uno degli appartamenti in vendita

Proviamo a reagire al destino di tutti i borghi, cercando di realizzare un progetto di sviluppo locale, anche attraverso la collaborazione con realtà estere. Così da rendere un borgo come il nostro non solo luogo di partenza, ma anche di arrivo, di passaggio e di approdo”. Così parlava il sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna, nel presentare 'Case a Biccari', il progetto sperimentale ideato dall'Amministrazione comunale che prevede la vendita delle abitazioni del centro storico a prezzi competitivi ed economici. Un progetto che ha preso ufficialmente il via lo scorso febbraio, con lo scopo di fronteggiare l'annoso problema dello spopolamento, comune alla quasi totalità dei borghi disseminati lungo lo stivale.

Dall'avvio del progetto si è registrato un interessamento diffuso, anche al di fuori dei confini nazionali. Una plastica conferma l'ha data proprio oggi il primo cittadino, immortalato in una foto accanto ai coniugi Joanna e Aldeki, lei statunitense, lui cubano, con i quali il Comune è al lavoro per la vendita del settimo appartamento. "Le prime cinque compravendite sono state già definite, la sesta sarà completata agli inizi di settembre", racconta a FoggiaToday il sindaco Mignogna. Un grande risultato raggiunto in poco meno di sei mesi, malgrado la pandemia: "Ha reso più difficili gli spostamenti e infatti i primi incontri li abbiamo tenuti su Zoom. Adesso, fortunatamente, qualcuno riesce a muoversi un po' di più". 

Per Mignogna si tratta di un grande segnale: "Vuol dire che c'è mercato e che ci sono tante persone interessate a quello che noi possiamo offrire. Non parliamo di gente che viene qui a fare affari immobiliari o speculazioni, ma di persone che hanno voglia di ritagliarsi un altro tipo di vita e che vedono in un paese come Biccari la possibilità di vivere bene, mangiare bene, allacciare relazioni autentiche e riscoprire alcuni valori che nelle grandi città si sono perduti".

Valori come la lentezza, lo spazio, la tranquillità, ambienti salubri che solo piccoli borghi come Biccari e come tante altre realtà dei Monti Dauni possono offrire: "C'è tanto da mettere in vetrina, bisogna solo andare a cercare il mercato giusto". 

Ed è quello che l'Amministrazione di Biccari è riuscita a fare, a giudicare dalla provenienza degli acquirenti. Cinque dei sei atti definiti o in via di definizione, hanno visto come protagonisti persone provenienti da altri paesi: "Il primo appartamento è stato ceduto a una ragazza russa; recentemente abbiamo chiuso un atto con un signore di mezza età proveniente dalla Germania, poi abbiamo anche una ragazza americana residente in Portogallo e una coppia di argentini che da tempo frequenta il nostro Borgo". 

Com'è noto, il catalogo, consultabile sul portale VisitBiccari offre un ampio ventaglio di proposte a prezzi variabili. Non ci sono vincoli di residenza né obbligo di provvedere alle ristrutturazioni degli immobili, eccezion fatta per quelli in vendita a un euro: "Per noi anche la residenza provvisoria rappresenta un valore. Poter contare sulla presenza di persone non residenti anche per qualche mese all'anno è importante". 

La bontà del progetto, però, presta il fianco anche a qualche riflessione intrisa di amarezza: nel post a corredo della foto con Joanna e Aldeki, Mignogna palesa l'esigenza di un sostegno da parte di "tutti quelli che si occupano di politiche pubbliche e, a vari livelli, di governo", per favorire lo sviluppo dei piccoli comuni: "Da vicepresidente dei Borghi Autentici ho visto tante belle realtà che portano avanti progettualità sulla base della spinta dell’amministratore di turno, della comunità o di qualche associazione. Tuttavia, manca un disegno organico, una strategia di insieme. È chiaro che i risultati che stiamo ottenendo ci facciano piacere, ma non possiamo pensare di risolvere i problemi attraverso iniziative singole, per quanto meritorie ed efficaci", puntualizza Mignogna. 

"Occorrerebbe recuperare questo e altri esempi virtuosi inserendoli all'interno di una vera strategia di sviluppo". D'altronde, l'ultimo censimento di Legambiente parla chiaro: oltre 2 milioni sono le case sfitte nei centri storici dei piccoli comuni: "Un patrimonio immobiliare enorme che potrebbe essere rimesso in circolo. I motivi che le hanno rese disabitate sono tanti, però quelle case sono lì e rappresentano un peso e un onere fiscale sia per i proprietari che per chi deve garantire il decoro urbano. Più case abbandonate ci sono, più aumenta il degrado. Su tutto questo patrimonio, è possibile che non si possa fare un ragionamento in termini di defiscalizzazione o di strategie per rimettere in circolo questi spazi? Purtroppo si tende troppo a privilegiare il consumo del suolo altrove, lasciando che i centri storici si svuotino. E invece, queste case hanno un valore: l'esempio di chi arriva dagli Stati Uniti, dalla Russia, dal Portogallo o dall'Argentina, dimostra che questi immobili hanno un valore, perché c'è chi ha bisogno di ciò che noi abbiamo. Ci può essere un futuro per queste case e in generale per i piccoli comuni, soltanto che vanno aiutati". 

Aiuti che darebbero ulteriore lustro alle iniziative più che virtuose delle singole amministrazioni. Biccari è, senza dubbio, tra i comuni della Capitanata, nonché dell'intera Puglia, ad aver lavorato sulla promozione e valorizzazione del suo patrimonio, come testimonia l'enorme successo di progetti come Parco Avventura o le case sugli alberi: "Siamo molto impegnati su questi e stiamo anche sviluppando il tema delle nuove cittadinanze. A settembre accoglieremo tre famiglie argentine con bambini piccoli da iscrivere a scuola. Implementeremo anche gli spazi per lo smart working". Ma c'è anche dell'altro, come il mercato della terra dello Slow Food destinato a tutti i produtti dei Monti Dauni (certificati Slow Food): "Diventerà un appuntamento mensile fisso e sarà l'occasione per aprire nuovi mercati nei quali non metteremo solo al centro della nostra offerta le esperienze turistiche e ambientali già in essere, ma anche la promozione dei prodotti tipici". Infine, l'area camper: "Presto ci sarà l'apertura di questo spazio che ci consentirà - anche in virtù di alcune collaborazioni su cui stiamo lavorando per inserire il paese in alcune reti - di intercettare un altro pezzo molto importante del turismo lento". 

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