Casa Divina Provvidenza, prosegue la consultazione sindacale: ultimo incontro il 9 febbraio

Giuseppe Mesto (Ugl Sanità): “Articolo 18 salvo, speranze di stabilizzazione per gli altri precari. Ma prosegue fase interlocutoria su nodi da sciogliere”

Giuseppe Mesto

In attesa dell’ultimo incontro che si terrà il 9 febbraio prossimo, nella giornata di ieri presso il Ministero per lo Sviluppo Economico si è svolto un altro confronto tra l'Amministrazione Straordinaria, la società Universo Salute srl e le organizzazioni sindacali per il subentro nelle attività aziendali della Casa Divina Provvidenza.

“Soddisfatti in parte per l’intesa raggiunta sul salvataggio dell’Articolo 18 e rinuncia al Jobs Act come garanzia a favore della stabilità occupazionale dei lavoratori dei complessi aziendali di Foggia, Bisceglie e Potenza facenti capo alla Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza in Amministrazione straordinaria. Tuttavia, all’atto della chiusura del verbale consegnato al tavolo del Mise, da una consultazione avuta con alcune sigle sindacali, si è deciso di non sottoscrivere al momento nessun accordo, prima di non aver sottoposto il tutto al vaglio dell’assemblea dei lavoratori”. Lo ha dichiarato Giuseppe Mesto, componente della segreteria nazionale dell’Ugl Sanità, segretario regionale dell’Ugl Sanità Puglia e commissario territoriale per il Don Uva di Foggia, a margine del terzo incontro riunito, venerdì 3 febbraio, presso il Ministero dello Sviluppo economico fra aziende e sindacati chiamati ad esprimersi sul verbale di consultazione ed accordo che stabilisce in bozza i criteri di sostenibilità economica della proposta avanzata da Universo Salute S.rl.

“Una bozza di accordo elaborata dai nostri addetti ai lavori per la sede di Potenza – puntualizza Mesto – che propone modifiche alternative in materia contrattuale, recepite dall’Ugl e condivise a Foggia e Bisceglie”. Giuseppe Mesto ha poi ringraziato i quadri dirigenziali di tutte le parti presenti, ed espresso “soddisfazione per il sostegno dimostrato al tavolo delle trattative dal segretario generale Ugl-Utl, Vincenzo Abbrescia, dalle RSA che lavorano all’interno delle strutture di Bisceglie e Foggia, e da Michele de Rosa e Leonardo Carriero, rispettivamente segretario generale e segretario territoriale per la sede di Potenza.

Precisa il sindacalista: “Con l’incontro di oggi è stata raggiunta una prima parziale intesa tra azienda e il nostro sindacato. Si è così agevolata l’apertura di una nuova fase interlocutoria che auspichiamo venga prorogata, oltre il 13 febbraio, data prevista per il perfezionamento dell’atto di cessione aziendale.  In ogni caso riteniamo sia stato fatto il primo passo verso quel rilancio aziendale capace di trovare le chiavi della ripresa anche in vista di una stabilizzazione futura dei lavoratori precari, nonostante gli standard richiesti e la pressione imposta dal mercato competitivo della sanità privata. C’è infatti la volontà da parte della cordata foggiana di stabilizzare gradualmente i circa 100 lavoratori, tra infermieri e OS, convertendo i loro contratti a tempo in tempo indeterminato. Tuttavia come Ugl avevamo chiesto di assumerli subito, a cessione e acquisizione di azienda avvenuta. Così come abbiamo chiesto più volte un piano industriale che oggi l’Universo Salute si è impegnata a fornire nei prossimi giorni”.

Prosegue dunque la fase di trattative e di interlocuzione tra le parti che vedrà l’Ugl Sanità Puglia impegnata in assemblee e consultazioni con i lavoratori ai quali spetterà la decisione finale. “Lavoratori che in buona parte non sono stati ancora pienamente informati, perché i verbali di accordo sono stati recapitati solo 2-3 giorni prima dell’incontro al Mise del 3 febbraio” evidenzia Mesto.

Il segretario spiega come “dopo diverse incertezze, registriamo nodi da sciogliere rispetto alle nostre richieste di rinvio rimaste per ora inascoltate, e alla mancata consegna degli allegati con l’elenco del personale attualmente assunto. Domande alla quali occorre avere risposte chiare e precise in tempi brevi, per avere la certezza che anche il passaggio del personale all’atto di acquisizione aziendale avvenga correttamente”.

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