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Il Comune bussa alle porte dei foggiani: chi ha i conti in sospeso con Gema deve pagare

Ci sono 16 milioni di euro da riscuotere per una spesa di 80mila euro. La maggior parte delle cartelle o/e ingiunzioni potrebbe già essere prescritta o prescrivibile

Sono 26mila i contribuenti foggiani che in queste ore si stanno vedendo recapitare una lettera dal Comune di Foggia in cui si invita ad ottemperare al pagamento di cartelle e/o ingiunzioni inevase. Si tratta dei ruoli sospesi ex Gema, la passata concessionaria dei tributi del capoluogo dauno (e di altri comuni), fallita quattro anni fa, lasciando al Comune di Foggia un buco da 40 milioni di euro. "Ma in parte abbiamo incassato" fa sapere a Foggiatoday il responsabile finanziario che firma le missive, Carlo Dicesare, per il quale oggi il credito da riscuotere si aggirerebbe intorno ai 16milioni di euro. Una cifra vitale per le casse comunali. Ma perché aspettare tutto questo tempo per la riscossione di partite tributarie dovute, rischiando (in molti casi, se non tutti), anche la prescrizione?

È evidente che la sveglia l'ha data la Corte dei Conti. I magistrati baresi stanno da tempo monitorando severamente la gestione di Corso Garibaldi e, nell'ultima relazione semestrale, hanno puntato il dito contro "il progressivo peggioramento della riscossione dei tributi" e contro il buco Gema, appunto. "Indubbiamente ha avuto un peso anche questo" conferma Dicesare, "ma è altrettanto vero che solo ora siamo riusciti a rendere leggibile il dvd contenente la mole delle situazioni fiscali pendenti. La lettera è un atto dovuto, serve ad interrompere la prescrizione". Nella missiva si invita il contribuente a dimostrare di aver pagato il tributo in questione e, in caso contrario, ad adempiervi". "Una farsa inutile, finalizzata esclusivamente a sollevare il Comune da eventuali responsabilità erariali" secondo il capogruppo dei Fratelli d'Italia, Giuseppe Mainiero, che ha subito attivato presso la sede del partito, in via Gramsci, un punto di assistenza fiscale. "Da oltre quattro anni il Comune non acquisisca il cartaceo di quei ruoli, sì da avviare concretamente la riscossione di parte di quei tributi considerato anche che una parte sono in fase di contenzioso e, in assenza del titolo cartaceo, il Comune  verrebbe anche condannato alle spese! Una follia". Si muove anche l'Adoc Foggia, l'associazione dei consumatori, offrendo consulenza presso la propria sede:

"Prima di pagare – scrive - invitiamo quanti avrebbero ricevuto queste raccomandate a verificare le date dei presunti crediti e a rivolgersi in ogni caso a degli esperti in materia. La maggior parte degli stessi potrebbe già essere prescritta o prescrivibile".

Per Dicesare non è proprio così: "Abbiamo contezza che somme importanti non sono ancora prescritte", da qui la missiva per interromperne il decorso. Ma non si rischia la beffa che l'invio di 26mila lettere costi più di quanto si potrebbe incassare? "L'operazione ci costa 80mila euro. Siamo nelle condizioni di riscuoterne molti di più." I contribuenti hanno 60 giorni di tempo dalla ricezione della missiva. La pratica passerà poi nelle mani del nuovo concessionario dei tributi, non appena si capirà chi sostituirà Mazal. Allo stato è (solo) una l'offerta per Foggia.

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