Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia Carlantino

Carlantino in festa: dopo 10 anni di inagibilità riapre la Santissima Annunziata

Una cerimonia emozionante, il Vescovo Giuliano ha aperto la porta e accolto i fedeli. Presenti anche i sindaci di Celenza Valfortore, San Marco la Catola e Pietracatella

Il vescovo che apre la porta chiusa da quasi 10 anni e la comunità dei fedeli di Carlantino che, dalla piazza antistante, entra nella Cappella tornata a nuova luce.

E’ questo il momento che, più di ogni altro, ha caratterizzato la cerimonia di riapertura della Cappella della Santissima Annunziata di Carlantino chiusa, appunto, da quasi 10 anni. “La Chiesa recuperata non è soltanto un simbolo della cristianità, fa parte del patrimonio artistico e culturale del nostro paese" ha dichiarato il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia. "L’edificio era strategico perché funzionale agli antichi insediamenti e alle vie di passaggio di un tempo, come quello della transumanza”.

La riapertura e la benedizione della Cappella è avvenuta nel corso di una Santa Messa che è stata celebrata dal Vescovo della diocesi di Lucera-Troia, Monsignor Giuseppe Giuliano. Presenti all’evento anche il sindaco di Celenza Valfortore, Massimo Venditti, il primo cittadino di Pietracatella, Antonio Tommasone e il sindaco di San Marco la Catola, Luigi Piacquadio.

La cerimonia è stata animata dalla banda della vicina Celenza Valfortore ed è stata allietata da uno spettacolo di fuochi pirotecnici. La Cappella è stata riaperta grazie a finanziamenti pari a circa 200mila euro, si è intervenuti sia per ristrutturare la piccola Chiesa sia per la sistemazione del sagrato antistante.

La Cappella domina l’omonima piazza ai piedi del sagrato dove, con circa 19mila euro di fondi ministeriali, si è provveduti a sistemare le aree a verde mentre con ben 100mila euro si è intervenuti per il ripristino estetico e funzionale del sagrato stesso, dei marciapiedi, oltre alla valorizzazione illuminotecnica della facciata e del monumento dell'annunciazione.

Si è realizzato, inoltre, il monumento del calvario tramite il recupero della croce in ferro originaria dei primi del secolo sistemata su un basamento in pietra. Con circa 80mila euro ottenuti dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana), invece, si sono effettuati i lavori all’interno della Cappella.

L’intervento ha riguardato principalmente il recupero del tetto ligneo, oltre che al restyling dell’interno e il recupero del campanile. Un quinto dei fondi ottenuti dalla Cei è stato co-finanziato dai cittadini di Carlantino.

Sistemato l’interno della Cappella e la piazza antistante, sono partiti anche i lavori per ristrutturare la casa canonica. Per questo intervento, l’amministrazione comunale e la Parrocchia di Carlantino hanno ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento pari a 50mila euro.

Con la riapertura della Cappella, la festa della 'Madonna della Ricotta' (svoltasi lo scorso anno ma con la chiesa ancora chiusa) avrà di nuovo la sua casa. La festa, che sarà celebrata dal 26 al 28 maggio, deve il suo nome a una consuetudine ormai lontana, quella della transumanza. A Carlantino, per far pascolare e rifocillare le proprie greggi gratuitamente, senza pagare nulla ai proprietari terrieri, giungevano pastori dall’Abruzzo, dal Molise e dalle regioni del Centro Italia. Portavano le loro pecore su Monte San Giovanni.

Ai piedi dell’altura, sorge la Chiesa dedicata alla Santissima Annunziata. I pastori, come segno di ringraziamento, prima di lasciare la generosa e ospitale terra di Puglia, rendevano omaggio alla Madonna lasciando in offerta latte, formaggi, ricotta. Consuetudine e ricorrenza che, ogni anno, Carlantino ricorda celebrando colei che nell’immaginario popolare da Santissima Annunziata si è trasformata in “Madonna della ricotta”.

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