Uffici postali, Cisl denuncia: “Personale insufficiente, clienti arrabbiati e lavoratori vessati”

L’estate è alle porte e Antonio Lepore – segretario provinciale della Cisl Poste, torna a rilevare il “problema cronico della carenza di personale”

Ufficio postale di Faeto

”Riteniamo doveroso intervenire e mettere a conoscenza la cittadinanza e le istituzioni sulle evidenti criticità degli uffici postali della provincia di Foggia, ormai in sofferenza da tempo”. A lanciare la denuncia è il segretario provinciale della Cisl Poste, Antonio Lepore, che con torna a rilevare “un problema cronico che denunciamo da tempo, quello della carenza di personale”

Su 88 uffici postali dislocati tra il capoluogo e il territorio provinciale, lavorano complessivamente 410 sportellisti (a pieno regime) che quotidianamente servono un popolazione di circa 700mila utenti. “Nonostante la situazione difficoltosa, gli ultimi pensionamenti e un centinaio di dipendenti con contratto part-time che attende da più di un lustro la trasformazione in full-time, l’azienda è ferma in un immobilismo cosciente e che ci preoccupa sempre più”.

La situazione però potrebbe peggiorare con l’arrivo imminente dell’estate: “Il peggio deve ancora venire con l’arrivo della bella stagione cominceranno le ferie dei dipendenti a cui si aggiungerà il probabile piano di chiusura parziale di alcuni uffici postali. Il che significherà che la clientela sarà veicolata tutta, nei pochi presidi che rimarranno aperti a tempo pieno, con il personale ancor più ridotto che dovrà sostenere carichi di lavoro sempre maggiori e con il  fisiologico aumento delle code e tempi d’attesa per la clientela” rincara il segretario della Cisl, sindacato maggiormente rappresentativo in Poste”.

Questo lo scenario nel capoluogo dauno e nei centri più grandi. Situazione ancor più critica nei piccoli centri: “Già oggi ci sono realtà nel Subappennino e sul Gargano dove il direttore è costretto ad autodemansionarsi per fare lo sportellista e per aprire al pubblico, evitando cosi la chiusura dell’ufficio e il collasso totale. La Cisl Poste stigmatizza il comportamento aziendale e chiede subito l’immissione di altre risorse, assieme alla mobilità dei lavoratori pendolari  e alla trasformazione dei contratti ai lavoratori oggi part-time. Solo cosi la situazione degli organici provinciali potrà alleviarsi, assieme ad un corretta funzionalità del servizio di pubblica utilità da offrire ai cittadini di questa provincia sempre più dimenticati.”

Lepore chiude: “A queste nostre preoccupazioni sul territorio vanno aggiunte quelle sempre più forti circa le voci enunciate di una possibile ulteriore cessione di quote del capitale sociale di Poste Italiane che porterebbe sotto il 50% la soglia di partecipazione dello Stato, oggi maggiore azionista. Un ruolo sociale che verrebbe di conseguenza abbondonato per canalizzare le strategie finanziarie sempre più sui dividendi con interventi immediati sui rami d’azienda più deboli che avrebbero la conseguenza di ottenere pesanti ricadute sui servizi, ma soprattutto sulla tenuta occupazionale.

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