"Al carcere di Foggia polizia penitenziaria al freddo e senz'acqua"

Il Coordinamento Sindacale Penitenziario si riserva di citare in danni l'amministrazione penitenziaria in caso di malattia dei dipendenti

L'ingresso del carcere di Foggia

Interi compartimenti di carceri e strutture penitenziarie - mezzi di trasporto detenuti, luoghi di lavoro e di stazionamento (Automezzi, Corpo di Guardia e Garitte) caserme, sale convegno e spazi riservati alla Polizia Penitenziaria - lasciate al freddo, prive di acqua calda e riscaldamento.

E’ quanto denunciato dai vertici del COO.S.P. – Coordinamento Sindacale Penitenziario – che si riserva di citare ai danni l’amministrazione penitenziaria in caso di malattia dei dipendenti. Da tempo ormai è nota la situazione infelice vissuta tra le mura rinforzate dei carceri. Una situazione che si manifesta in tutta la sua complessità in tutta la Puglia e anche a Foggia.

Ma l’atto del 16 dicembre 2013, indirizzato ai vertici regionali e centrali dell’Amministrazione Penitenziaria, ha segnalato le situazioni di indigenza a cui sarebbe costretto, da tempo, il personale della Polizia Penitenziaria nei luoghi di lavoro nel Carcere di Foggia, “lasciate inspiegabilmente prive di acqua calda in alcuni piani della caserma oltre che ancora al gelo nonostante risultino accasermati un nutrito numero di donne e uomini di cui molte di questi pendolari”.

“Dopo avere denunciato, lo scorso anno i disagi causati dal mancato funzionamento dei riscaldamenti – spiega in una nota stampa Domenico Mastrulli, segretario generale COO.S.P. - qualcosa di buono era successo il sistema aveva per qualche tempo ripreso a funzionare. In questi periodi di freddo il sistema di riscaldamento si è nuovamente bloccato e a quanto pare non c’è alcuna previsione per il ripristino, così come i settori docce, o parte di essi, sono inagibili. Anzi alcuni settori sarebbero avvolti dalla muffa,mentre l’acqua calda non esce dai rubinetti ed il cattivo funzionamento dei riscaldamenti lascia i poliziotti donne e uomini al gelo”.

Le “fredde” voci che circolano negli Uffici riportano al COO.S.P. la necessità di intervento anche legale a tutela della salute dei dipendenti e della polizia penitenziaria femminile e maschile. “Detto ciò, non possiamo far altro che denunciare nuovamente i disagi a cui sono sottoposti i poliziotti penitenziari sia del Carcere di Foggia che dei restanti istituti Penitenziari .

“Il COO.S.P. responsabilizzando l’Amministrazione Territoriale, Regionale e quella Centrale che dovrebbero provvedere al ripristino delle condizioni di salubrità dei luoghi citati e della Caserma invita il personale di polizia penitenziaria e dipendenti tutti a richiedere al datore di lavoro, gli eventuali danni - spese mediche sostenute , equivalente economico per le giornate di assenza dal lavoro- dei dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria , che a causa del freddo avranno ripercussioni sulla salute, che non permetterà il regolare svolgimento dell’attività lavorativa".

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