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L'Università di Serviddio, dei saperi diversi e della 'Terza Missione' che piace ad 'Economia': "Si corre tutti insieme"

Ufficializzata questa mattina l'alleanza tra il candidato Rettore, il prof. Gaetano Serviddio, e il corpo docenti del Dipartimento di Economia diretto dal prof. Michele Milone.

E' stata ufficializzata questa mattina con una stretta di mano e un sorriso per la stampa, l'alleanza tra Gaetano Serviddio - direttore dell’unità di Patologia del Policlinico Riuniti e candidato alla successione di Pierpaolo Limone - e il corpo docenti del dipartimento di Economia diretto dal prof. Michele Milone.

Un’alleanza favorita dal ritiro della candidatura dell’ex parlamentare della Repubblica, Nunzio Angiola, con il quale Serviddio ha trovato un’intesa su ben sette punti programmatici, che entrambi hanno illustrato nella sala auditorium di Palazzo Ateneo in via Antonio Gramsci.

Importa meno, in questa fase, se una delle tre anime dell'Università, gli studenti del dipartimento iscritti ad Area Nuova, abbiano storto il naso sulle modalità che hanno portato al raggiungimento dell'accordo.

Infatti, non sembra essersi scomposto più di tanto il prof. Michele Milone, che comunque aveva già fatto pervenire una nota di chiarimento ai rappresentanti dell’associazione studentesca. “E’ giusto che ciascuna delle tre categorie faccia delle valutazioni autonome ed esprima autonomamente il proprio voto” dice.

Ritiene altresì che si sia verificato un equivoco. Si dispiace dell'accaduto, ma l’obiettivo di consolidare i rapporti di collaborazione scientifica con il dipartimento diretto dal prof. Serviddio, era preminente. “Si va in questa direzione” aggiunge.

Tuttavia, il prof. Milone si dice disponibile a superare l’impasse e ad illustrare nel dettaglio le motivazioni che hanno condotto i docenti a fare questa scelta, purché prevalga il diritto di ciascuno di decidere su quale candidato puntare, “senza prevaricazioni”, precisa.

Con la discesa in campo di Gaetano Serviddio la medicina diventerà salute e promozione del benessere, all'interno di una piattaforma di collaborazione aperta, in cui far confluire i saperi più diversi, attraverso modelli di integrazione e collaborazione che lavorano agli obiettivi comuni disegnati dall’Europa e dal Pnrr. “La salute è un argomento trasversale e può essere vissuto in tutti i modi”.

L’Università di Serviddio è incentrata sulla 'terza missione', sulla conoscenza tecnologica e culturale che invade il territorio, pervade le sue sensibilità e culture: “Dobbiamo diventare promotori degli eventi che possono diventare industria, innovazione tecnologica e produrre risorse. Io la immagino hub degli investimenti regionali per lo sviluppo del territorio di Capitanata” evidenzia l'epatologo, che non condivide affatto l’idea del Rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, di una convergenza tra gli atenei pugliesi, sotto forma di federazione, vale a dire con una sola università.

L’Università di Foggia è la realtà cresciuta maggiormente al Sud e in Puglia. L’Uni Fg ha il proprio diritto di esistere e soprattutto è un volano assoluto per tutta la Capitanata. E’ più importante per il territorio di quanto lo sia per i propri studenti e i propri docenti. Nessuna idea che possa impedire al territorio di avere la speranza di crescere e di farcela. Io difenderò questo valore”.

Meno che mai, passerebbe in secondo piano il Dafne dell’avversaria Milena Sinigaglia. “Quando parliamo di territorio, ambiente, transizione ecologica, nutrizione, stiamo parlando del Dafne. Che la mia visione verso agraria sia naturale e spontanea, è un dato di fatto. Il dipartimento di Agraria è di eccellenza, un modello che mi rappresenta è quello di permettere alle aree più virtuose dell’ateneo di gestire e di crescere per realizzare i progetti che hanno portato con grande fatica e competenze. Il modello è non togliere ad alcuni per distribuirli ad altri, ma produrre nuove risorse da costruire. Il Dafne ha progetti interessantissimi che bisogna sostenere e consolidare”.

Nell’università smart e 4.0 di Serviddio, determinato a prendere in eredità quanto in termini di libertà e creatività ha lasciato Pierpaolo Limone, non ci saranno né figli e né figliastri: “Si corre tutti insieme, dobbiamo potenziare alcune aree e consolidare le più forti. Non c’è un concetto di ridistribuzione, nessun ateneo deve rimanere indietro”.

A chi gli chiede qual è l'avversario più temibile , il candidato Rettore si congeda così: “La partita è tutta nelle mani della squadra che deve giocare, non deve temere l’avversario, dobbiamo vincerla noi, non devono perderla gli altri”.

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